Una banda di fuorilegge
al confine tra il Niger e
il Ciad ha assalito un gruppo
di turisti italiani. Ventuno
di loro sono stati sequestrati
e rapinati di ogni cosa.
Dopo diverse ore 19 sono
tornati liberi. Nelle mani
dei banditi sono rimasti
due connazionali. Un tedesco
che viaggiava con la comitiva è riuscito
a scampare all'agguato ed
ha avvisato le autorità del
suo paese.
Allarme all'Unità di
crisi. Elisabetta Belloni,
capo dell'Unità di
Crisi presso il ministero
degli Esteri, ha confermato
la notizia della liberazione
dei 19 turisti ma, ha aggiunto,
ancora due connazionali sono
sequestrati: "Siamo
riusciti a contattare i turisti
italiani. Stanno bene. Hanno
confermato di essere stati
derubati e trattenuti da
ieri notte sino alle prime
ore della mattina. Il gruppo
sta proseguendo l'itinerario
di viaggio programmato verso
il Nord del Paese, con l'eccezione
di due persone, entrambe
italiane, che sono state
trattenute senza essere tuttavia
private dei loro mezzi di
trasporto e con l'indicazione
che avrebbero potuto successivamente
riaggregarsi alla comitiva".
Il mistero del numero. Resta
però il mistero sul
numero degli italiani aggrediti.
Dalla lista fornita dall'agenzia
di viaggio libica Arkno tours
gli italiani iscritti all'escursione
sarebbero 24 e non 23 come
invece è indicato
dalla Farnesina. Sembra che
insieme al gruppo di connazionali
ci fossero oltre che al turista
tedesco che ha lanciato l'allarme,
anche una donna brasiliana.
Parlano i parenti. La figlia
di uno degli italiani sequestrati
e poi liberati, Sara Gibelli,
lamenta che, nonostante ripetuti
contatti con la Farnesina, "le
informazioni su mio padre
sono poche e confuse. Ancora
non sono riuscita a sentirlo
per telefono". Il fratello
di un altro turista ha saputo
del sequestro dalla telefonata
di un amico: "Ho sentito
l'unità di crisi del
ministero", spiega Claudio
Zapparoni di Arzignano, in
provincia di Vicenza. "Mi
hanno tranquilizzato. Bruno
e la sua compagna Giusy stanno
raggiungendo una città del
Nord del Niger: sono attesi
dalla polizia locale. I banditi
li hanno ripuliti: portafogli,
macchine fotografiche, telecamere.
Gli hanno portato via tutto.
Bruno ha 42 anni; fa l'autotrasportatore
e tutte le estati ama trascorrere
le vacanze in Africa. Non è la
prima volta che intraprende
un viaggio simile. Spero
presto di riuscire a sentirlo".
L'Unità di crisi del
ministero degli Esteri ha
attivato un numero di emergenza
- 06.36225 - per fornire
notizie ai familiari degli
italiani sequestrati.
Il ministero sconsiglia
viaggi in Niger. Nell'area
in cui il gruppo di turisti è stato
assalito, quattro anni fa,
il 18 febbraio 2002, una
banda di malviventi aggredì e
rapinò il giornalista
Alberto Angela - il figlio
di Piero Angela, il conosciutissimo
divulgatore scientifico televisivo
- in viaggio nel Niger insieme
alla sua troupe. Il turismo
d'avventura al confine tra
il Niger e il Ciad è stato
ripetutamente sconsigliato
dalla Farnesina che lo indica
come una zona "dove è alto
il rischio di rimanere vittima
di episodi criminosi".