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ALTRI Monumenti IMPORTANTI DI ROMA
Porta Pia

Tra il 1561 e il 1565 l'antica Porta Nomentana venne sostituita dall'odierna Porta Pia per ordine di Pio IV (donde il nome). Per la precisione, l'antica porta Nomentana era 75 metri a est di Porta Pia: infatti possiamo ancora notare l'antico ingresso (ora chiuso) negli stipiti in opera laterizia e la torre semicircolare di destra (quella di sinistra fu demolita nel 1827). Porta Pia fu costruita su disegni di Michelangelo e la decorazione della facciata interna vede un motivo di patene, con al centro un cubo di marmo, cinte da una stola: l'illusione che si tratti di bacini da barbiere con un asciugamano intorno e un pezzo di sapone al centro è perfetta e giustifica la credenza popolare (non del tutto infondata) di uno scherzo di Michelangelo allusivo all'origine del papa Pio IV Medici, che non apparteneva alla celebre famiglia fiorentina ma pare fosse discendente di barbieri milanesi. Nonostante ciò, il papa ebbe il permesso di alzare le insegne medicee e, visto il profondo legame che univa la casa Medici e Michelangelo, quest'ultimo volle "vendicarsi" in questo modo. Senza dubbio, la grande fama della Porta è legata alla celebre "breccia",aperta, a breve distanza da essa, nelle mura della città dai bersaglieri italiani il 20 settembre 1870: questa data mise fine al dominio del papato e Roma divenne la capitale d'Italia. Due statue di S.Agnese e S.Alessandro decorano la facciata esterna, ivi collocate dal Vespignani nel 1851 all'interno di nicchie apposite, per ordine di Pio IX, a ricordo di uno scampato pericolo per il crollo della sala d'udienza del convento di S.Agnese, dove il papa si era recato in visita. Durante il cannoneggiamento del 1870, le statue subirono un grave danno e, dopo un lungo restauro, furono ricollocate in sede nel 1929. Le due facciate della porta sono unite da bassi fabbricati , che formano un cortiletto. In questo è situato il Museo Storico dei Bersaglieri: ricordi della spedizione di Crimea, delle campagne d’indipendenza, delle guerre coloniali e delle guerre mondiali e, tra i tanti cimeli della guerra 1915-1918, un lembo del drappo bianco di resa sventolato dagli austriaci il 3 novembre 1918. Fuori della porta, in mezzo al piazzale di Porta Pia, l’alto Monumento al Bersagliere (nella foto a destra), dell’architetto Mancini e dello scultore Morbiducci, voluto da Mussolini nel 1932.

 
 
Altri musei da visitare
Museo e Galleria Borghese

Il nucleo più importante delle sculture e delle pitture nella Galleria Borghese risale al collezionismo del cardinale Scipione (1579-1633), figlio di Ortensia Borghese, sorella del Papa Paolo V, e di Francesco Caffarelli, ma gli eventi dei tre secoli successivi, tra perdite e acquisti, hanno lasciato notevoli tracce.
L'attenzione del cardinale Scipione era rivolta a tutte le espressioni di arte antica, rinascimentale e contemporanea, atte a rievocare una nuova età dell'oro. Non particolarmente interessato all'arte medioevale, ricercò invece, con passione, la scultura antica. Ma l'ambizione del cardinale favorì la creazione di nuove sculture e soprattutto di gruppi marmorei che fossero messi a confronto con le opere antiche.
Il ritratto di Paolina Bonaparte Borghese, eseguito dal Canova tra il 1805 e il 1808, è presente nella Villa dal 1838. Nel 1807 Camillo Borghese vende a Napoleone 154 statue, 160 busti, 170 bassorilievi, 30 colonne e vari vasi che costituiscono il fondo Borghese del Louvre. Ma già nel terzo decennio dell'Ottocento le gravi lacune sembrano colmate con nuovi materiali provenienti da recenti scavi archeologici e con opere recuperate dalle cantine e da varie altre dimore borghesiane.
La collezione dei dipinti del cardinal nepote era notevole, e già nel 1613 poeticamente descritta da Scipione Francucci. Nel 1607 il Papa aveva fatto assegnare a Scipione 107 dipinti confiscati al pittore Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino. Dell'anno successivo fu l'asportazione clandestina dalla cappella Baglioni nella chiesa di S.Francesco a Perugia e il trasporto a Roma della Deposizione di Raffaello, assegnata al cardinale Scipione con motu proprio papale.
Nel 1682 confluisce parte dell'eredità di Olimpia Aldobrandini, che includeva opere della collezione del cardinale Salviati e di Lucrezia d'Este, nella collezione Borghese.
Nel 1827 Camillo Borghese acquistò a Parigi l'importante Danae del Correggio.
Piazzale del Museo Borghese, 5
Tel. + 39 06 8413979
Informazioni e prenotazione biglietti: tel. +39 06 32810
Prenotazione biglietti per gruppi: fax +39 06 32651329
Visite guidate: Fax + 39 06 8555952 - Tel 0622582493
Orario: mar-dom 8.30-19.00
Chiusura Lunedì, 25 dicembre, 1° gennaio
La biglietteria chiude alle 18.30
Turni di visita di 2 ore per massimo 360 persone (uscita obbligatoria a fine turno)
La biglietteria è ubicata al piano dei servizi aggiuntivi
La prenotazione è obbligatoria
E’ obbligatorio pagare i biglietti entro e non oltre 30 minuti prima dell’inizio del turno di visita, pena la cancellazione della prenotazione
Diritto di prenotazione € 2,00
Intero € 8,50 (incluso il diritto di prenotazione)
Ridotto € 5,25 (incluso il diritto di prenotazione)
Gratuito € 2,00 (come diritto di prenotazione)

 
 
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