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I frati Carmelitani Scalzi acquistarono il terreno nel 1646 e nel 1660 iniziarono l'edificazione della chiesa dedicata a Santa Maria di Nazareth, recuperando il culto da un'immagine della Vergine qui trasportata dal Lazzareto Vecchio, allora chiamato di Santa Maria di Nazareth.
Il progetto si deve a Baldassare Longhena, riconoscibile nel suo linguaggio barocco. L'edificio venne definitivamente consacrato nel 1705.
Gli altari conservano numerosi dipinti settecenteschi ma la chiesa è famosa per il soffitto interamente affrescato dal Tiepolo e purtroppo danneggiato durante i bombardamenti. I resti del Trasporto della casa di Loreto e altri dettagli superstiti del soffitto sono oggi conservati alle Gallerie dell'Accademia.
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La monumentale chiesa della Madonna dell'Orto sorge all'estremo lembo nord del sestiere di Cannaregio, sul campo-sagrato omonimo, che conserva l'antica pavimentazione in cotto spinato tra riquadri in pietra d'Istria, ed è affiancata dall'antica Scuola dei Mercanti.
Edificata nel XIV secolo e ricostruita o fortemente rimaneggiata nel XV secolo, la chiesa era dedicata a San Cristoforo, ma presto assunse la corrente popolare denominazione in onore di un'immagine miracolosa della Vergine col Bambino rinvenuta in un orto vicino (oggi conservata nella Cappella di San Mauro).
La magnifica facciata in cotto è una delle più interessanti di Venezia, testimonianza della transizione dallo stile romanico al gotico, e dal gotico al rinascimentale. Gli spioventi delle navate laterali accolgono nelle nicchie dodici Statue degli Apostoli attribuibili ai Delle Masegne, mentre il bel portale di transizione tra gotico e rinascimento accoglie al vertice il gotico San Cristoforo di Matteo Raverti e le rinascimentali l'Arcangelo Gabriele e l'Annunciata, probabili opere giovanili di Antonio Rizzo.
L'interno basilicale a tre navate, di grande luminosità, conserva opere d'arte di straordinario valore, ed in particolare alcuni fondamentali lavori di Jacopo Robusti, detto il Tintoretto, la cui abitazione distava pochi passi (n. 3399 della Fondamenta dei Mori) e che in questa chiesa trovò sepoltura (prima cappella a destra del transetto). Tra queste vanno sicuramente ricordate la solenne Presentazione di Maria al Tempio di ispirazione tizianesca, collocata sopra la porta d'ingresso alla Cappella di San Mauro, e nel presbiterio le colossali opere raffiguranti l'Adorazione del Vitello d'Oro, il Giudizio Universale e le Virtù (1562-1564).
Tra le numerose opere conservate nella chiesa vanno almeno ricordate il bel complesso della Cappella Contarini (quarta a sinistra), con la Sant'Agnese di Tintoretto, la pala quattrocentesca con San Giovanni Battista e santi di Giambattista Cima da Conegliano (primo altare a destra), nonchè la raffinata Cappella Valier, di forme rinascimentali, che all'interno del tabernacolo conservava una piccola tavola di Giovanni Bellini raffigurante la Madonna col Bambino (1480), trafugata nel 1993.
lunedi-sabato: 10.00-17.00, domenica: 13.00-17.00
Il 6 gennaio aperto dalle 13.00 alle 17.00
Chiuso il 25 dicembre, 1 gennaio, Pasqua e 15 agosto. Chiuso la domenica in luglio e agosto
Ingresso : intero € 2.50
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Singolare suggestivo esempio, per fantastica ideazione di motivi architettonici, per lusso di marmi, per splendore di policromia e doratura, ora svanita, di quella tipica architettura gotica veneziana del '400, che più che dall'arte nordica trae elementi ed ispirazione dall'arte orientale.
E' probabile che nell'idea originaria, ricollegandosi al tradizionale tipo di palazzo veneziano, l'intera fabrica avesse dovuto presentarsi composta del corpo centrale affiancato da due ali minori, qui ridotte solo a quella di destra, forse per mancanza di spazio.
Eretta tra il 1421 e il 1440 circa da Marin Contarini, sull'area di una preesistente casa degli Zeno, a cui appartenevano alcune parti ornamentali, stile veneto-bizantino (XIII secolo), poste in opera, il mirabile complesso architettonico-plastico, coronato da una tipica indovinata merlatura, spetta a tagliapietra lombardi e veneziani diretti da Matteo Reverti e dai Bon.
Oggi, tolte le aggiunte e le irriverenti trasformazioni dovute particolarmente ai restauri di Meduna (metà '800), ripristinate le piccole finestre "a saracinesca" dei mezzanini e il fregio terminale, la Cà d'Oro, divenuta per munifica donazione del Barone Giorgio Franchetti proprietà dello Stato, ha riacquistato il suo armonico caratteristico aspetto.
Presso Ca' Duodo, palazzo annesso alla Ca' d'Oro, è ospitata un'interessante raccolta di reperti ceramici rinvenuti nella laguna veneziana.
Lunedì 8.15-14.00, da martedì a domenica 8.15-19.15.
La biglietteria chiude mezz'ora prima.
Chiuso il 25 Dicembre, 1 Gennaio, 1 Maggio
Ingresso : intero € 5 ridotto € 2.50
Riduzioni valide per : Studenti tra i 18 e i 25 anni.
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Sontuoso palazzo voluto dalla ricca famiglia Labia nel XVIII sec., conserva uno splendido ciclo di affreschi di G.B. Tiepolo. Di particolare interesse il salone principale, dove Tiepolo dipinse scene della vita di Cleopatra: in una di queste, un autoritratto del grande pittore.
Visita nei giorni di mercoledì, giovedì, venerdì dalle 15.00 alle 16.00, previa telefonata (compatibilmente con l'attività istituzionale)
Intero ingresso gratuito |
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Il vecchio ponte asburgico che caratterizzava la prima parte del Canal Grande, indubbiamente contrassegnava un'epoca che oramai andava alla conclusione.
In questo periodo di profonda trasformazione, si inserisce ancora l'opera di Eugenio Miozzi responsabile della progettazione anche di questo ponte (1931-2), in previsione della realizzazione di quello "provvisorio" all'Accademia.
Le foto storiche ci riportano ancora il vecchio ponte in ferro rettilineo che da lì a poco sarebbe stato sostituito dall'opera ad unica arcata del Miozzi: appare fin troppo chiara, in questo senso, la rilettura del moderno progettista italiano dell'antico ponte di Rialto. Liberato dalle due file di botteghe soprastanti esso si libra senza interruzioni sopra la via d'acqua.
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Ca' Vendramin Calergi è la sede più prestigiosa del Casinò Municipale di Venezia S.p.A. ed è sicuramente una tra le più belle case da gioco del mondo.
Situata sul Canal Grande ,è il primo grande palazzo del Rinascimento veneziano. Fu fatto erigere da Andrea Loredan nel 1481 e la sua costruzione fu portata a termine nel 1509 su progetto dell'architetto Mauro Codussi.
Il palazzo prende il nome da uno dei proprietari, Vittorio Calergi, e dai suoi successori, la famiglia Vendramin.
Fu in quel periodo che il palazzo conobbe maggior lustro. Il Calergi lo ampliò nel 1614 facendo costruire l'Ala Bianca che delimita il giardino. La facciata si innalza maestosamente sul Canal Grande e, pur essendo in stile classico, dà un senso di leggera trasparenza e di purezza delle linee.Nel 1882 il piano ammezzato dell'Ala Bianca ospitò il musicista Richard Wagner che qui lavorò alla partitura del "Parsifal" fino alla sua morte.
Dal 1959 Ca' Vendramin Calergi diviene sede del Casinò Municipale di Venezia.Il fascino delle splendide sale decorate in modo sfarzoso aumenta la magia dei tavoli verdi e crea uno sfondo unico alle notti di divertimento ed emozioni che la Casa da Gioco sa offrire ai suoi ospiti.Particolarmente belle sono la Sala dei Cuori d'Oro con tappezzeria in cuoio lavorato, che ospita il gioco del Trente-Quarante, e la Sala Regia, con decorazione in legno intarsiato, dove oggi si gioca lo Chemin de Fer.
L'ingresso al Casinò di Venezia è vietato ai minori di 18 anni
Abbigliamento decoroso (giacca obbligatoria)
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Interessante esempio d’arte rinascimentale, la chiesa presenta un elegante portale opera di Pietro Lombardo.
All’interno, importanti tele tra cui un trittico di A. Vivarini nell’altare della Sacrestia.
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Diversamente da tutte le altre chiese della città, frutto di numerose sovrapposizioni di stili, la chiesa dei Miracoli è stata fondata molto più recentemente, progettata, costruita e decorata da un unico artista, con la sua bottega, forse in un solo stadio o comunque in due fasi molto ravvicinate ed è giunta a noi praticamente intatta.
Capolavoro di Pietro Lombardo e dell'architettura della prima rinascenza veneziana, simile per unitarietà ad uno straordinario scrigno scolpito e rivestito di marmi policromi, è oggi interamente godibile grazie ai recentissimi restauri (1997).
Fu costruita tra il 1481 e il 1489 su commissione di Angelo Amadi per custodire un'immagine della Vergine con Bambino tra due Santi di cui era proprietario e che era stata detta miracolosa.
La facciata, con l'originale fronte semicircolare ornata di rosoni, realizzata a due ordini di porticati scolpiti nel marmo, e la copertura cilindrica, racchiudono perfettamente il volume della chiesa. Il geometrismo nella sottolineatura degli spazi, attraverso paraste, lastre di diverso colore e cornici, rimanda a uno stile rinascimentale fiorentino, ma il cromatismo della decorazione risponde nettamente a un gusto veneziano, risolvendosi di fatto nella superficie.
L'interno, di grande coerenza con l'esterno, è a una sola navata, con presbiterio sopraelevato e decorato ancor più riccamente con preziosi marmi intagliati.
Sull'altare trova posto la celebre Madonna col Bambino, ritenuta miracolosa, opera di Nicolò di Pietro (XIV-XV secolo). L'imponente volta a botte è decorata a cassettoni lignei con cinquanta riquadri dipinti con Profeti e Patriarchi di Pier Maria Pennacchi e alcuni collaboratori.
La cupola nei pennacchi riporta le effigi dei quattro Evangelisti, probabili opere dello stesso Pietro Lombardo, come la splendida transenna traforata del presbiterio. Sopra l'ingresso si è conservato l'antico coro ligneo delle monache (barco), al quale accedevano dall'adiacente convento tramite un passaggio sopraelevato oggi demolito.
lunedi-sabato: 10.00-17.00, domenica: 13.00-17.00
Il 6 gennaio aperta dalle 13.00 alle 17.00
Chiuso il 25 dicembre, 1 gennaio, Pasqua e il 15 agosto. Chiuso la domenica in luglio e agosto
Ingresso : intero € 2.50
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