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Pisa, nota in tutto il mondo per la sua torre, straordinario monumento che esalta la quadrilogia di piazza del Duomo, vanta una storia millenaria che vede il suo maggiore splendore all' epoca delle Repubbliche Marinare.
È uno scrigno di tesori artistici le cui chiese romane e gotiche, le piazze e i palazzi esaltano i quartieri tracciati dai Lungarni e dalle antiche strade.
Importante sede universitaria ha mantenuto ad oggi un primato grazie alle numerose facoltà e alla Scuola Normale Superiore sita nella Piazza dei Cavalieri.
Chi visita Pisa scoprirà non solo arte, cultura e storia, ma ambienti naturali dove il parco di Migliarino - San Rossore, il Litorale e il Monte Pisano, costruiscono un palcoscenico di particolare suggestione.
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storia
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Incerta è l’origine di Pisa. Esistono tesi di una sua origine ligure e di una greca. Insediamento etrusco e successivamente colonia romana, Pisa fece parte del regno longobardo, dell’impero carolingio e del regno d’Italia. Il Medioevo coincide con il periodo di massima fioritura economica, politica ed artistica, di cui restano vive testimonianze, nella forma urbis del centro storico, nei numerosi edifici religiosi e civili, nelle piazze, nei tipici vicoli stretti che corrono perpendicolari all’Arno, la grande via di comunicazione che per secoli ha brulicato di vita, con i suoi numerosi scali cittadini. Infatti, mentre non restano tracce tangibili dell’insediamento alto medievale, di cui peraltro gli studiosi hanno ricostruito l’estensione, rimangono ampi tratti delle mura comunali, costruite a partire dal 1154-1155 e concluse intorno alla metà del XIV secolo, che dopo aver difeso l’abitato dagli attacchi nemici, per secoli hanno separato la città dalla campagna, ed oggi sono un documento attraverso cui ripercorrere le alterne vicende della storia pisana.
Da sempre città di foce, sorta in ambiente lagunare, la rinascita di Pisa non avviene intorno all’antico nucleo romano ma al fiume che l’attraversa: nella zona nord-est dell’Arno si sviluppa l’abitato di Forisportam e sulla riva sinistra quello di Chinzica, che insieme a Mezzo e Ponte formano i quartieri medievali.
Dall’XI secolo Pisa, importante base navale già in epoca romana, intensifica i commerci nel Mediterraneo riportando con la sua flotta numerose vittorie su città e navi musulmane: a Reggio Calabria nel 1005, in Sardegna nel 1015 e nel 1016, a Bona in Africa nel 1034, a Palermo nel 1063, ad Al-Mahdiya nel 1087. Le crociate, poi, sono l’occasione per estendere i traffici commerciali nel Mediterraneo orientale e ben presto lungo le coste africane sorgono colonie pisane fornite di grandi magazzini e fondachi, abitazioni e chiese.
Tra i primi comuni sorti in Italia, nel 1092 Pisa vede la sua diocesi trasformarsi in arcivescovado con giurisdizione metropolitana sulla Corsica e sulla Sardegna e l’arcivescovo Daiberto eletto primo patriarca latino di Gerusalemme.
Orientata verso una politica filoimperiale, Pisa è l’unica città ghibellina in Toscana a sostenere apertamente la politica dei sovrani svevi, trovandosi spesso in contrasto con il papato, tanto da meritarsi la scomunica nel 1241, per aver catturato e consegnato a Federico II alcuni alti prelati diretti ad un concilio a Roma.
Il lento declino della città è segnato dalla sconfitta inflitta dalla rivale Genova nella battaglia navale presso le secche della Meloria, nel 1284, in seguito alla quale circa diecimila uomini furono condotti nelle prigioni genovesi, mettendo in ginocchio l’economia pisana. Dopo un breve periodo di ripresa politica ed economica, riaccesa dalla scesa in Italia dell’imperatore Arrigo VII (1310-1313), negli anni successivi avviene la perdita della Sardegna, con grave danno per le finanze del comune; intanto, anche sul piano politico alle antiche istituzioni comunali si succedono nuovi governi signorili, malgrado perduri il forte attaccamento agli ordinamenti del comune garanti di una maggiore libertà, spesso insanguinata da cruenti lotte di fazione. Dopo il breve dominio sulla rivale Lucca (1341-1368) nel 1406 Pisa sarà conquistata da Firenze, iniziando un lungo periodo di profonda crisi che terminerà solo con l’ascesa politica dei Medici.
Dalla seconda metà del Cinquecento si ebbe una ripresa caratterizzata dallo sviluppo dell’Università e dall’istituzione dell’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, destinato alla lotta per mare contro i Turchi. La città visse la sua vita tranquilla all’ombra del potere dei Medici. Nel 1848 i volontari del battaglione universitario presero parte alla prima fase della guerra contro l’Austria, distinguendosi nella gloriosa battaglia di Curtatone. Pisa ottenne l’annessione al Regno di Sardegna, base del Regno d’Italia proclamato nel 1861. La seconda guerra mondiale portò lutti e distruzioni. Gli aerei alleati bombardarono a tappeto la città, specialmente il 31 agosto 1943, e nell’estate dell’anno successivo Pisa visse la triste esperienza di essere tagliata in due dal fronte bellico.
La ricostruzione fu rapida, anche se i suoi modi suscitarono varie critiche.
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Campo dei miracoli
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Torre pendente

pisa campo dei miracoli la torre pendente La prima pietra del Campanile fu posta durante la ricorrenza dell'Assunta: il 9 agosto 1173. Se è possibile rintracciare gli autori autografi degli altri monumenti della piazza, il Campanile non è firmato; cosa assai curiosa che si aggiunge al dibattito pluricentenario sul primo autore e sul primo decennio della fabbrica della Torre campanaria. Nell' anno 1185 si verificò il cedimento basamentale e la conseguente inclinazione che comportò il blocco dei lavori per quasi un secolo. La continuazione fu affidata a Giovanni di Simone, che, proprio in quegli anni, aveva lavorato sul San Francesco, con il suo ardito campanile; l architetto dimostrò straordinaria perizia nel limitare le conseguenze della pendenza e così i lavori continuarono fino al 1284, data della sconfitta navale della Meloria. L'ultimo anello del Campanile, il settimo, adibito a cella campanaria, fu concepito e realizzato da Tommaso Pisano attorno alla metà del XIV secolo.
Orario: da aprile a settembre tutti i giorni dalle 8.30 alle 20.30; da novembre a febbraio: tutti i giorni dalle 9,30 alle 17,00; marzo e ottobre tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30. Dal 14 giugno al 15 settembre anche visite in notturna dalle 20.30 alle 23.00. Sono ammessi alla visita gruppi di max. 40 persone accompagnate dal personale addetto (la visita avviene in circa 35 minuti). Ingresso vietato ai minori di otto anni. I minorenni dovranno comunque essere accompagnati da adulti responsabili. L'inizio della visita deve avvenire improrogabilmente all'ora indicata sul biglietto di ingresso. Viene effettuata una visita accompagnata ogni 40 minuti.
Ingresso: € 15,00 (non sono previste riduzioni per gruppi o fasce d'età). L'acquisto dei biglietti, con un anticipo massimo di 15 giorni rispetto alla data della visita, è effettuabile esclusivamente presso la biglietteria posta nei pressi degli uffici dell'Opera della Primaziale Pisana (ente che gestisce i monumenti della Piazza del Duomo di Pisa), ubicati nelle vicinanze della Torre Pendente. Dal 1luglio 2002 è prevista l'attivazione della prenotazione online al costo di € 17,00 tramite il sito: www.opapisa.it. Per maggiori informazioni contattare l'Opera Primaziale - Piazza del Duomo 17 - 56126 Pisa - Tel. 050-560547, Fax 050-560505.
La visita alla Torre Pendente impone al visitatore un notevole impegno fisico, che dovrà essere soggettivamente valutato, tenendo conto che la scala elicoidale interna alla torre, di ridottissime dimensioni, è composta da circa 300 gradini. Se ne sconsiglia la visita a persone che soffrono di vertigini. È possibile accedere alla cella campanaria e sulla sommità della Torre ma non ai piani intermedi. È vietato sporgersi dalle balaustre di protezione e di uscire sui camminamenti ai vari livelli. È vietato transitare sotto le campane e percuoterle con alcunché. È vietato visitare la torre portando con sé borse o contenitori di qualsiasi genere, che potranno essere lasciati al guardaroba presso il punto di raccolta. È consentito introdurre ed utilizzare macchine fotografiche e videocamere.

 
Cattedrale di s. Maria Assunta

pisa campo dei miracoli cattedrale di santa maria assunta duomo vacanze viaggi turismo toscana Nel momento del suo maggiore prestigio e potenza, Pisa, città in grande espansione, volle innalzare la sua Chiesa più importante, coronata dal Campanile, dal Battistero e dal Camposanto: l’architettura dei quattro edifici, la loro armonia non furono il frutto di una mente sola, essendo la piazza il risultato dell’opera dei più geniali architetti che lavorarono in periodi diversi alla loro edificazione. Essi reinterpretando la geometria dell’architettura classica e riprendendo dall’arte islamica, inventarono un nuovo stile: il Romanico. Questa grande anticipazione del Rinascimento fiorentino trovò anche nell’arte figurativa artisti di valore assoluto quali Nicola e suo figlio Giovanni, che influenzeranno artisti quale il Brunelleschi, Donatello e lo stesso Michelangelo. Fu scelto, quale luogo atto ad accogliere il Duomo della città, uno spazio aperto e fuori delle mura più antiche; dopo la vittoriosa spedizione di Palermo (1063), si dette inizio ai lavori, sotto la direzione di Buscheto. Nella sua concezione, il Duomo, dedicato a Santa Maria Assunta, avrebbe dovuto raccogliere intorno alla grande cupola il movimento architettonico di tutto l’insieme dell’edificio sacro; cento anni più tardi, un altro grande architetto, Rainaldo, concepì e diresse l’allungamento delle tre campate, terminando la splendida facciata e innalzando la navata fino al completamento del Duomo, unico e grandioso, quale ancor oggi si vede.
Orario: invernale 10.00-12.45 / 15.00-16.45 (feriali), 15.00-16.45 (festivi); primaverile/estivo/autunnale 8.00-20.00.
Ingresso: € 2,00

Battistero

pisa campo dei miracoli battistero La costruzione del Battistero fu iniziata nel 1153 dal Diotisalvi, architetto della chiesa del Santo Sepolcro. Il monumento fu riedificato nel 1278, come dice una iscrizione che appare fra due pilastri all’interno del Battistero. Mancano notizie precise sul procedere dei lavori del Battistero e sul modo col quale esso venne costruito nella forma presente. L’ordine di archetti che circonda il Battistero è ornato con teste e sculture attribuite a Nicola e Giovanni Pisano e ritenute tra le loro opere più importanti. Al centro del monumento è il bellissimo fonte battesimale e, vicino all’altare, sorge il pulpito, opera dal grande Nicola Pisano nel 1260.
Orario: da novembre a febbraio 10.00-16.30; marzo e ottobre 9.00-18.30; da aprile a settembre 8.00-20.00; chiuso 1/1 e 25/12.
Ingresso: intero € 5; ridotto scolaresche € 2

Camposanto monumentale

pisa campo dei miracoli camposanto monumentale Il Camposanto Monumentale fu fondato nel 1277 su progetto di Giovanni di Simone e completato nel 1464. In esso si trovava la meravigliosa serie di affreschi che, iniziando con il “Trionfo della Morte”, attribuito a Buonamico Buffalmacco, continuava con le opere di Spinello Aretino, di Antonio Veneziano, di Andrea da Firenze, di Taddeo Gaddi, di Piero di Puccio e di Benozzo Gozzoli, fu rovinata disastrosamente nel bombardamento dell’agosto 1944. Il recupero degli affreschi si presentò difficile e furono i lavori dì “strappo” a riportare alla luce le tracce originali delle opere degli artisti sopracitati. Restituite alla loro bellezza le sinopie costituiscono l’attrattiva del Museo delle Sinopie.
Orario: da novembre a febbraio 10.00-16.30; marzo e ottobre 9.00-18,30; da aprile a settembre 8.00-20.00; chiuso 1/1 e 25/12.
Ingresso: intero € 5; ridotto scolaresche € 2

 
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Altri Monumenti
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S. Maria della Spina

pisa santa maria della spina L'Oratorio di Santa Maria del Pontenovo fu edificato originariamente nel 1230, ingrandito nel XIV secolo per opera della famiglia dei Gualandi prese l attuale nome di Santa Maria della Spina per aver conservato nei secoli una Spina della corona del Cristo, oggi nella chiesa di Santa Chiara attigua all'Ospedale. Sul più alto pinnacolo si eleva la copia della statua di Andrea Pisano dedicata alla Madonna col Bambino. Al suo interno si trovano statue di Andrea e Nino Pisano.
Orari apertura: da OTTOBRE a MARZO, dal martedì alla domenica 10.00- 14.00; la seconda domenica del mese 10,00-13.30 / 14.30-17.00 ; APRILE,MAGGIO e SETTEMBRE, da martedì a venerdì 10.00 - 13.30 / 14.30-18.00, sabato e domenica 10.00- 13.30/14.30-18.00 ; GIUGNO - LUGLIO e AGOSTO: da Martedì a Venerdì 11.00-13.30/ 14.30-18.00; Sabato e Domenica orario continuato 11.00-20.00 (il 16 giugno fino alle ore 23,00) Chiuso lunedì.
Ingresso: € 1,10, ridotto € 0,50 per gruppi min. 15 pax e oltre 65 anni
Gratis bambini sotto i 10 anni. Biglietto cumulativo (mostra Le Navi Antiche di Pisa, Chiesa di Santa Maria e Torre Guelfa): intero € 4,50, ridotto € 3,30

S. Michele in borgo

pisa san michele in borgo Il porticato di Borgo Stretto si apre al sagrato di San Michele in Borgo. Costruita fra X e XI secolo, pare su un preesistente tempio di Marte, presenta, come altri edifici religiosi pisani, il passaggio dallo stile architettonico romanico pisano al gotico. La facciata che si apre con un ordine di tre portali continua nella parte superiore con un tabernacolo gotico e da diversi ordini di archetti e rosone. L' interno, a tre navate di notevoli proporzioni divise da colonne e pilastri, presenta diverse opere. La chiesa è stata ricostruita dopo i bombardamenti del 1944 che risparmiarono la facciata e l'abside

S. Francesco

pisa chiesa di san francescoSecondo un antico racconto la chiesa sarebbe sorta in conseguenza della predicazione di San Francesco avvenuta in Pisa intorno all anno 1211; furono infatti due seguaci pisani del Santo, Agnello e Alberto, a edificare un primo edificio francescano. Le linee generali di questa architettura seguirono lo stile costruttivo dei Francescani: linee semplici, materiale povero, ma grandi dimensioni (18 metri per 70). Degno di nota il campanile pensile, non poggiante sulla terra ma sui due lati della navata e sorretto da grandi pietre inserite a mensola. Parti dell edificio divennero Museo civico nel 1899 e tuttora sede scolastica, mentre il chiostro interno è di uso dei parrocchiani. Essa contiene opere pittoriche del Seicento e parti di vetrate originali

Palazzo mediceo

pisa palazzo mediceoPrima della dominazione fiorentina era chiamato Palazzo Vecchio. Fu costruito nel sec. XIII su un preesistente edificio del sec.XI. Fu di proprietà prima dei D’Appiano signori di Pisa (sec. XIV) e poi dei Medici a cominciare da Piero Cosimo il Vecchio (1446). Lorenzo il Magnifico vi abitò più volte insieme all’amico Poliziano, mentre vi si trattenne anche Carlo VIII nel 1494 quando Pisa si ribellò a Firenze. La sua facciata sul lungarno è in pietra nella parte inferiore con un semplice portone sul lato sinistro, mentre nella parte superiore mostra trifore al primo piano e bifore al secondo.
Attualmente sede della Prefettura

Palazzo Gambacorti

pisa palazzo gambacortiIl palazzo si affaccia sul Lungarno omonimo nell'angolo con Piazza XX settembre. Fu eretto in stile gotico pisano, in pietra verde scura, su volere di Pietro Gambacorta o Gambacorti. La facciata è ornata da un doppio ordine di bifore e trifore e decorata da stemmi e iscrizioni. Il fianco adiacente è porticato e collegato con un cavalcavia con le Logge di Banchi.
Attuamentle sede dell'Amministrazione comunale

Palazzo reale

Venne edificato nella seconda metà del XVI secolo su disegno del Buontalenti. Sede della corte medicea nei periodi invernali, in quanto Pisa aveva la funzione di seconda capitale del granducato toscano, il palazzo era collegato con la chiesa di San Nicola da due cavalcavia, uno dei quali è rimasto dalle distruzioni della Seconda guerra mondiale.
Attualmente sede della Soprintendenza e dell'omonimo Museo le cui stanze sono aperte al pubblico.

 
S. Stefano dei Cavalieri

pisa santo stefano dei cavalieri vacanze viaggi turismo toscana La chiesa, officiata il 7 luglio del 1562, iniziò a essere costruita dal Vasari il 17 aprile del 1565, dove anticamente sorgeva la chiesa di San Sebastiano alle Fabbriche Maggiori. Questa chiesa fu voluta da Cosimo I de Medici come Collegiata dell Ordine Militare e Cavalleresco di Santo Stefano, papa e protomartire cristiano. La facciata iniziata dal Vasari stesso fu completata su progetto e disegno di Giovanni de Medici. In origine era a una sola navata, cui furono aggiunte nel XVII secolo le due navate laterali, completate nel 1934. L' interno della chiesa conserva al suo interno cimeli, bandiere e fanali sottratte alle navi turche e pirate nel corso dei secoli XVI - XVIII. Il grande soffitto ligneo presenta opere dedicate alle imprese e alla gloria dell Ordine di Santo Stefano.
Orario: lun-sab 10.00 - 19.00; dom 13.00 - 19.30
Ingresso € 1,30

S. Paolo a ripa d'Arno

pisa san paolo a ripa d'arno Anticamente denominata Duomo Vecchio per le funzioni svolte fino al completamento della chiesa di Santa Maria Assunta nell omonima piazza del Duomo, questa bellissima chiesa venne fondata nel IX - X secolo e ampliata e arricchita nei secoli successivi. Splendido esempio di architettura romanico-pisana è stata recentemente ristrutturata e restituita alle forme essenziali. Il grandioso interno è spartito in triplice ordine da poderose colonne di granito e capitelli con figure arcaiche.
Aperta al pubblico in occasione delle messe.

S. Caterina d'Alessandria

pisa chiesa di santa caterina d'alessandria La chiesa contiene straordinarie opere d arte, soprattutto il polittico di Simone Martini attualmente al Museo Nazionale di San Matteo. Di notevolissima fattura vi sono il sepolcro del vescovo Simone Saltarelli realizzato da Nino Pisano, la pala di Francesco Traini intitolata La Gloria di San Tommaso d Aquino, un antica cattedra dalla quale il Santo pare abbia tenuto diverse prediche e lezioni e la tomba del Beato Fra Giordano da Rivalto. Santa Caterina d' Alessandria d' Egitto era una giovane fanciulla che affrontò il martirio ai tempi della persecuzione di Massenzio, agli inizi del quarto secolo.

Palazzo dell'Arcivescovado

pisa palazzo dell'arcivescovado Questo palazzo, le cui fondamenta risalgono al Quattrocento, presenta un'imponente facciata che risale alla fine del XVIII secolo. L'interno, costituito da un ampio porticato che ricorre per tutto il perimetro interno, aveva in origine un loggiato superiore, successivamente chiuso. Al centro del cortile è la statua di Mosè dello scultore Andrea Vaccà del 1709.

Palazzo dei cavalieri o della carovana

pisa palazzo dei cavalieri o della carovana scuola normale superiore di pisa Conosciuto anche col nome di Palazzo della Carovana, dal nome del corso di addestramento cui erano soggetti i cavalieri dell'ordine. Cosimo I lo fece infatti costruire per l’Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, istituito il 9 gennaio 1561 allo scopo di combattere i pirati saraceni. Il Vasari lo edificò tra il 1562 e il 1564 sul precedente Palazzo degli Anziani, di cui restano ancora tracce sul lato che guarda la Chiesa dei Cavalieri . L’imponente facciata a tre piani è decorata da disegni-graffiti, stemmi e busti. I graffiti ideati dal Vasari, più volte restaurati, raffigurano in basso i segni dello Zodiaco, mentre in alto personaggi allegorici. I busti marmorei dei granduchi medicei sono collocati nelle nicchie ovali fra il secondo e terzo piano. Una monumentale doppia scalinata costruita nel 1821 completa in basso l’elegante edificio rinasimentale. Il palazzo ospita dal 1810 la Scuola Normale, istituita da Napoleone Bonaparte allo scopo di preparare gli insegnanti di lettere, matematica e scienze sul modello delle scuole francesi. La scuola fu poi riorganizzata da Leopoldo II di Lorena e solennemente inaugurata il 15 novembre 1847 col nome di Scuola Normale Superiore. La scuole consente agli studenti universitari ospitati nel suo convitto di frequentare corsi supplementari di specializzazione, oltre ai normali corsi universitari. La scuola pubblica le riviste degli Annali della Normale (suddivise nelle classi di lettere e di scienze), possiede una ricca biblioteca di libri e riviste consultabile agli studenti universitari. Davanti al palazzo si trova la statua di Cosimo I Medici e la Fontana cosiddetta "del Gobbo", entrambe opere del Francavilla.

Palazzo dell'orologio o della Gherardesca

Sorge alla sinistra del Palazzo dei Cavalieri, a cui è stato collegato mediante un cunicolo di cemento armato. Pare fosse stato costruito su progetto del Vasari come infermeria ed abitazione dei cavalieri anziani. Fu realizzato agli inizi del sec. XVII unendo due torri ad angolo: la torre della Giustizia con la Torre dei Gualandi, detta della “muda” perché vi erano rinchiuse le aquile quando dovevano mutare le penne, e successivamente nota come la Torre della fame perché pare vi sia stato rinchiuso il Conte Ugolino. L'edificio presenta tipici elementi vasariani, come il tetto sporgente, le finestre con frontone, mentre le pitture esterne seicentesche con figure allegoriche sono sparite. L’orologio che dà il nome al palazzo proviene dal campanile della Chiesa dei Cavalieri (1696)

 
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Musei
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Museo Dell'opera del Duomo

L’edificio duecentesco, su due piani loggiati e diviso in diverse sale, raccoglie opere importantissime provenienti dai monumenti della Piazza del Duomo. Una sala è completamente dedicata a Guglielmo, architetto e scultore che fu il primo realizzatore del Pulpito del Duomo, successivamente donato alla Cattedrale di Cagliari nel 1312 e sostituito col Pergamo di Giovanni Pisano. Importantissimi sono il Grifo bronzeo e il Bacile di origine islamica (Fatimita), un Cristo crocefisso di origine borgognona e le opere di Tino da Camaino con le sculture originali provenienti dalla tomba-altare di San Ranieri e la effigie di Arrigo VII di Lussemburgo con i suoi Consiglieri. Altre opere notevolissime sono costituite dalle statue provenienti dal Battistero di Giovanni Pisano, il suo Crocefisso ligneo, conosciuto come Cristo d'Elci, la Madonna del Colloquio e la Madonna con Bambino, quest 'ultima in avorio. Importantissime sono inoltre le incisioni a colori del Lasinio con la ricostruzione degli affreschi parietali del Camposanto Monumentale.
Piazza Arcivescovado, 8
050-560547
Orario: da novembre a febbraio 10.00-16.30; marzo e ottobre 9.00-18,30; da aprile a settembre 8.00-20.00; chiuso 1/1 e 25/12.
Ingresso: intero € 5; ridotto scolaresche € 2

 
 
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