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Taormina è nata come città turistica, perché Siculi, Greci, Romani, Bizantini, Saraceni la scelsero per soggiornarvi a lungo e non solo per motivi politici. I Normanni, in particolare, la consacrarono come sede turistica residenziale e divenne, sin da allora, centro di congressi e di convegni, di visite e di soggiorni.
Chi proviene dalla penisola in auto, può raggiungere Taormina attraversando prima lo Stretto di Messina sul traghetto ed imboccando poi a Messina l'autostrada in direzione Catania (uscita al casello Taormina nord). Taormina può anche essere raggiunta in treno (stazione di Giardini-Naxos), ed in aereo (l'aeroporto di Catania dista 60 Km).
Taormina, oltre ad offrire i suoi tesori d'arte, le sue bellezze naturali, le sue manifestazioni culturali e la sua intensa vita notturna, è il centro ideale per compiere brevi escursioni in località tre le più affascinanti ed interessanti della Sicilia orientale: le adiacenti Castelmola e Naxos, le vicine Gole dell'Alcantara, Messina e le Eolie, l'Etna, la barocca Acireale, Acitrezza e la Timpa, Catania e Siracusa.
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Monumenti
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Teatro Antico

teatro antico taormina Il Teatro Antico non è soltanto un pezzo del patrimonio archeologico di Taormina, ma è anche un luogo d’incomparabile bellezza panoramica. L’occhio spazia dalla baia di Naxos, alle coste calabre, all’Etna, a Castelmola. Probabilmente venne costruito in epoca greca e ristrutturato ed ampliato in epoca romana. Una prova che il teatro sia di origine greca è data dalla presenza, sotto la scena, di blocchi di pietra di Taormina (simili al marmo), che costituiscono il classico esempio del modo di costruire dei greci. teatro antico taorminaSi pensa che i Romani per ricostruirlo abbiano impiegato decine d’anni.
Le misure attuali sono di 50 metri di larghezza, 120 di lunghezza, 20 d’altezza. Per dimensione è il secondo della Sicilia, dopo quello di Siracusa. Si divide in tre parti: la scena, l’orchestra e la cavea.
teatro antico taorminaLa parte più importante è la scena, che parzialmente conserva la forma originale. Il muro scenico ha la lunghezza di m. 30 per 40. Due stanzoni laterali chiudevano la scena e la platea, impedendo il passaggio al pubblico. Il tetto di essi era costituito da due grandi terrazze, ancora esistenti.
teatro antico taorminaLa cavea è incavata nella roccia ed ha un diametro di 109 metri. E’ costituita dalla gradinata, che, partendo dal basso, sale fino alla sommità. I primi posti della cavea erano riservati alle autorità, mentre la parte alta era riservata alle donne. La plebe sostava sulle terrazze, che non avevano comunicazione con l’interno del teatro. Un ampio velario riparava gli spettatori dal sole e dalla pioggia. La cavea era divisa in cinque corridoi anulari e verticalmente da otto scalette, formate da trenta gradini ciascuna. Le scalette partivano dalla cavea e arrivavano in alto al muro terminale, dove, in corrispondenza, si aprivano otto porticine, attraverso le quali si accedeva al corridoio coperto. Nel muro terminale le nicchie, ancora ben visibili, contenevano statue in esposizione. L’orchestra, posta al centro, divide la scena dalla cavea. Ha un diametro di 35 metri.
Per il rifacimento ed ampliamento del Teatro i Romani usarono mattoni d’argilla e calce. Fu anche costruito un sistema di canali per far defluire le acque piovane. E’ da annotare che era decorato con colonne di marmo bianco e granito grigio. Purtroppo, quasi tutte le colonne sono state perdute.
teatro antico taorminaIl Teatro antico è una delle principali attrazioni di Taormina. Perfettamente funzionante ed agibile, dopo aver ospitato per anni il premio David di Donatello, la manifestazione cinematografica più importante d’Italia, è sede oggi di Taormina Arte, festival internazionale che dura tutto il periodo estivo con la rassegna del cinema, del teatro, del balletto e della musica sinfonica.

Antiquarium

E’ il piccolo museo archeologico, ospitato in due stanzette della casa (in passato chiamata casa degli inglesi) del custode del Teatro Antico. I reperti custoditi sono pochi, perché la maggior parte è stata trasferita in musei di Napoli, Messina e Siracusa. Tra i più interessanti una base, in pietra di Taormina, della statua di Olimpio, atleta tauromenita vincitore delle corse a cavallo nelle gare di Olimpia, un’altra base di statua dedicata a Caio Claudio Marcello, due pilastri (la Tavola degli Strateghi e la Tavola dei Ginnasiarchi), un sarcofago di marmo, piccolo e ovale, che molto probabilmente è la forma di un bambino (la parte esterna è scolpita ad altorilievo con scena baccanale di bambini), blocchi di pietra levigati con incisi rendiconti finanziari della polis.

Odeon

odeon taorminaFu costruito quando era imperatore di Roma Cesare Augusto Ottaviano. Di dimensioni notevolmente più piccole rispetto al Teatro antico, perchè conteneva non più di 200 persone, testimonia delle attitudini culturali della Taormina del tempo. Si trova dietro la collina di Santa Caterina d’Alessandria d’Egitto, accanto al Palazzo Corvaja. Il suo ritrovamento avvenne per caso il 5 giugno del 1892.
L’Odeon riproduce l’architettura del teatro più grande, pur avendo un orientamento diverso: il Teatro greco-romano guarda a sud, mentre il piccolo Odeon guarda a nord-est. Fu costruito con materiale laterizio, cioè con grossi mattoni d’argilla, saldati con la calce. Segue lo schema costruttivo di tutti i teatri romani e si divide in tre parti principali: scena, orchestra e cavea. La scena dell’Odeon era costituita dallo stilobate (basamento) e dal peristilio (colonnato) di un tempio greco (dedicato ad Afrodite), venuti alla luce nel corso degli scavi.
Si pensa che il piccolo Odeon, costruito al centro della Polis, servisse per recite e audizioni musicali riservate ai magistrati, ai maggiorenti civili, militari e religiosi e alle loro famiglie ed anche ad ospiti di riguardo.

Naumachie

naumachie taorminaI resti delle Naumachie sono costituiti da un grande e robusto muraglione, che, dopo il Teatro, è il più antico rudere di origine greca esistente a Taormina. La costruzione, che risale al 1° secolo a.C., ha una lunghezza di 122 metri ed un’altezza di 5 metri. E’ ornata con 18 grandi nicchie, larghe 3 metri, profonde 1,70 e alte quanto il muro. In esse erano collocate statue di divinità ed eroi.

Palazzo del Duca di s. Stefano

Costruito tra la fine del 1300 e i primi anni del 1400, era parte integrante della seconda cinta muraria della città.
E' un capolavoro dell'arte gotica siciliana, che rimane ancorata all'esperienza arabo-normanna. Le permanenze arabo-normanne sono ricordate dalla decorazione in cima al Palazzo (un largo fregio a onde in pietra lavica, alternato con tasselli a forma di rombo in pietra bianca di Siracusa, che corre, formando un magnifico merletto d'intarsi, lungo le due facciate ad est e a nord) e dal torrione a pianta quadrata sormontata da merli a coda di rondine.
E’ formato da tre piani con una superficie di 100 mq. ciascuno ed è ornato nei piani superiori da quattro bellissime finestre bifore con struttura molto elaborata (rose traforate e archetti trilobi con triplice cordonatura degli stipiti degli archi acuti). Ai piani superiori si accedeva mediante ponti levatoi.
Nel 1700 fu realizzata la scala che dal piano terra porta al primo piano. Nel giardino esiste ancora il pozzo per la raccolta dell’acqua piovana.
L’originario aspetto di costruzione fortificata fu alleggerito nei secoli XIV e XV con l’inserimento di elementi decorativi, allorché fu abitato dalla famiglia spagnola De Spauches, Duchi di Santo Stefano di Brifa e Principi di Galati.
In atto è sede della Fondazione Mazzullo ed ospita, oltre a molte opere del geniale scultore, reperti archeologici, risalenti al III e II secolo a.C.

Badia Vecchia

L’architettura gotica di Badia Vecchia è molto simile a quella del Palazzo Duca di Santo Stefano. E’ deducibile, quindi, che le due costruzioni siano dello stesso periodo e, cioè, del tardo trecento. E’ costituita da tre ambienti di uguale superficie. Un fregio marcapiano con intarsi di pietra lavica e pietra bianca di Siracusa decora e divide il primo dal secondo piano. Sul fregio posano tre magnifiche finestre bifore, che sono appostate l’una all’altra, quasi a formare un’unica finestra esafora. Gli archi acuti delle due finestre laterali sono decorati da un solo rosone traforato, mentre l’arco acuto della bifora centrale è ornato da tre rosoni traforati. La cima di Badia Vecchia è decorata con merli a coda di rondine, che corrono lungo tutte le facciate.
Si suppone che il Palazzo si chiami Badia Vecchia, perché nel passato era una Badia, cioè un’Abbazia. Secondo l’architetto A. Dillon, invece, si chiama così, perché fu dimora della Madre Badessa Eufemia, reggente dal 1355 del regno di Sicilia in nome del fratello minore Federico IV il Semplice.

S. Pancrazio

Fu costruita nella seconda metà del 1600 sulle rovine di un tempio dedicato dai greci a Giove. E' in stile barocco, ma una parte del muro esterno risale all'era greca. Il portale ha lo stipite e l'architrave in pietra di Taormina ed è ornato, ai lati, da due colonne di stile jonico.
All'interno vi è la statua di San Pancrazio, primo vescovo della Sicilia, decorata con oro zecchino. Un quadro di tela ad olio rappresenta il martirio del vescovo S. Nicone e dei suoi 99 frati uccisi dai musulmani e un altro affresco raffigura lo sbarco di San Pancrazio a Naxos nel 40 d.C.

 
Torre dell'orologio

torre dell'orologio taormina Funge da porta d’accesso alla parte della città che viene definita borgo quattrocentesco.
Risalente al XII secolo, fu rasa al suolo nel 1676, durante l'invasione francese, ad opera delle truppe di Luigi XIV. La torre che si vede ancora oggi è una ricostruzione del 1679, voluta dai taorminesi, che in quell’occasione fecero collocare anche il grande orologio, da cui prende il nome.
Studi recenti fanno presumere che la prima torre fu eretta sui resti di una più antica costruzione muraria difensiva, risalente all'epoca dell'origine della città e, cioè, intorno al IV secolo a.C. Questa tesi è suffragata dal fatto che le fondamenta della Torre sono costituite da grossi blocchi squadrati in pietra di Taormina.

Corso Umberto

Lungo corso Umberto si possono riconoscere oltre alla facciata del palazzo Caprino, balconate, mensolini, portici ed angoli con evidente decorativismo barocco

S. Giuseppe

san giuseppe taorminaFu costruita nella seconda metà del 1600. Sul pavimento una grande lapide rettangolare in marmo copre l'ossario.

Cattedrale

duomo cattedrale taorminaLa Cattedrale fortezza, come venne definito il Duomo di Taormina, fu edificata intono al 1400 sui ruderi di una piccola chiesetta di epoca medievale e dedicata a San Nicola di Bari.
Ha una struttura a croce latina con tre navate. Nelle due laterali trovano posto i sei altari minori. Sei colonne, tre per lato, di origine monolitica in marmo rosa di Taormina e sormontate da capitelli decorati a foglia e a squama di pesce, sostengono la navata centrale. Quest’ultima si apre sotto un soffitto a travi di legno con mensole intagliate, che riproducono motivi arabi resi in gusto gotico.
Di notevole interesse il portale principale, ristrutturato nel 1636, con un grande rosone scolpito d’ispirazione rinascimentale.

Fontana di piazza Duomo

Costruita nel 1635, si poggia su un basamento di tre gradini concentrici in pietra di Taormina. Al centro, su un altro basamento ottagonale poggiano quattro putti, di cui due, nella parte est, sostengono due puttini che fanno da base ad una vasca ottagonale ornata da tre foche. Dal centro di questa vaschetta si ereggono tre figure mitologiche, che, con le braccia incrociate sulla testa, sostengono una vasca più piccola di foggia circolare. Al centro di quest'ultima, una sfera fa da base alla centauressa bipede incoronata, che, nella mano sinistra, regge il mondo e, nella mano destra, lo scettro del comando, simbolo di Taormina. Ai quattro lati del basamento sono poste quattro fontanelle, sormontate da quattro cavalli marini dalla cui bocca sgorga l'acqua.

Palazzo Corvaja

palazzo corvaja taormina sicilia turismo viaggi vacanzePrende il nome dalla famiglia Corvaja, una delle più antiche e nobili di Taormina, che lo possedette dal 1538 al 1945. Sorge nella piazza Badia ed è il più importante palazzo medievale che vanta la città. Ha insieme uno stile arabo, gotico e normanno, risultato delle trasformazioni apportate da varie dominazioni. Di maestranze arabe sono le merlature della torre, composta da una doppia serie di fori quadrati, sormontati da piccoli merli, gotiche sono le finestre bifore del salone trecentesco, normanna la sala quattrocentesca (illuminata da quattro finestre bifore e da una trifora) ove si tenevano le riunioni del Parlamento siciliano.
Inizialmente fu una torre araba, costruita per scopi militari. La torre fu ampliata alla fine del tredicesimo secolo con l’aggiunta del corpo di fabbrica che c’è a sinistra del portale d’ingresso. Con la nuova ala del Palazzo sorse anche la scala d’ingresso, che dal cortile porta al primo piano. Sul pianerottolo vi sono tre splendidi pannelli di pietra di Siracusa, scolpiti ad altorilievo, raffiguranti il primo la creazione di Eva, il secondo il peccato originale e il terzo la cacciata dal paradiso. L’ala destra del Palazzo fu realizzata agli inizi del ‘400 per permettere le riunioni del Parlamento siciliano. La prima si tenne nell’agosto del 1409 per eleggere, dopo la morte senza eredi di Martino il Giovane, il nuovo re di Sicilia (fu nominato re Martino il Vecchio, che lasciò la reggenza della Sicilia alla nuora Bianca di Navarra). Successivamente le riunioni si tennero nel grande salone quattrocentesco (ove c’è un affresco che rappresenta Daniele nella fossa dei leoni) alla presenza della Regina Bianca di Navarra. Per questi motivi il Palazzo è anche chiamato del Parlamento o della Regina Bianca di Navarra.
Nel 1946 il Palazzo fu restaurato dall’architetto A. Dillon

Castello

castello taorminaSi trova in cima al Monte Tauro. Qui sorgeva l’antica acropoli greca. E’ anche noto come castello saraceno, perché ricostruito, nel XIII secolo, dagli arabi. Ha forma trapezoidale ed è dotato di una torre, che era adibita come torre di vedetta. Ancora oggi si possono notare le cisterne per la raccolta delle acque piovane ed un corridoio sotterraneo per il deposito di vettovaglie ed armi. E’ dominato da Castelmola, un paesino in cima al monte.

S. Domenico

monastero san domenico taorminaIl convento dei domenicani, oggi San Domenico Palace Hotel, uno degli alberghi più famosi d’Italia, fu il primo palazzo-castello (iniziato a costruire nel 1374, fu completato nel 1383) e il terzo monastero a nascere a Taormina. La sua origine e la sua storia sono legate al frate domenicano Damiano Rosso, discendente degli Altavilla e Principe di Cerami. Questi, divenuto frate, donò tutti i suoi beni, compreso il palazzo poi trasformato in convento, all’ordine religioso dei domenicani. Un suo busto marmoreo e una statua in legno si trovano dentro l’edificio. Dopo molti secoli il Palazzo passò al Comune di Taormina che lo vendette ai principi di Cerami, eredi di Damiano Rosso. Questi ultimi, ai primi del ‘900, lo trasformarono in albergo (il secondo in ordine di tempo a Taormina, dopo il Timeo). Rimase aperta al culto solo la chiesa dell’ex convento (dedicata a Sant’Agata), che però fu distrutta dai bombardamenti del 9 luglio 1943. Sui suoi ruderi sorge oggi la sala congressi dell’albergo, che ancora conserva i resti degli altari minori.
All’ex convento si accede attraverso un grande portale secentesco, ove è posto lo stemma dell’ordine monastico dei domenicani, scolpito in marmo: un cane con la fiaccola accesa in bocca. Ai lati sono murate due sculture di santi. Superata la hall dell’attuale albergo, si nota il chiostro, a pianta quadrata con sette archi, per ogni lato, che poggiano su 29 colonne. Un altro chiostro più piccolo, è costituito da sei arcate per lato, con archi poggianti su 25 colonnine. Le 40 celle dei frati sono state trasformate in eleganti stanze d’albergo. Sono visibili un armadio-ripostiglio, scolpito a mano (del 1500), il pulpito in legno, cassapanche antiche, anfore greco-romane, la campana della chiesa del convento, il caminetto dei frati ed il monumento a Giovanni Corvaja. Il campanile ha una base quadrata ed è costruito su tre piani. Di particolare interesse, infine, sono la statua di San Francesco, rappresentato con una pietra in mano (simbolo della ricostruzione morale e religiosa), la statua di San Domenico, che regge in mano un libro (simbolo della dottrina) e i molti bei quadri. Il quadro che spicca maggiormente rappresenta una puerpera che allatta il padre, un vecchio condannato a morire d’inedia in carcere, che la figlia cerca di salvare nutrendolo con il suo latte

Torre militare

Nel secolo XI gli arabi rafforzarono le difese della città, facendo costruire una torre, che successivamente costituì il nucleo attorno a cui fu costruito il Palazzo Corvaja. Si tratta di una torre a forma di cubo, che ricordava agli arabi la loro sacra Al Ka ‘bah e, cioè, il dado che, secondo Maometto, era il primo tempio innalzato a Dio da Abramo alla Mecca. Comprende due ambienti quadrati sovrapposti, un piano terra e un primo piano.

Necropoli araba

Si trova a poche centinaia di metri dalla porta nord, lungo la provinciale che da Capo Taormina sale fino al centro della città. Si presume sia stata realizzata tra il IX e l’XI secolo. Viene definita a metodo colombario (celle simmetriche poste l’una sull’altra).

 
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Musei
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Museo Siciliano di arti e tradizioni popolari

Il Museo Siciliano di Arte e Tradizioni Popolari di Taormina è una struttura permanente che espone reperti della cultura figurativa e dell’artigianato artistico dei Siciliani tra il XVI e il XX secolo.
Scopo fondamentale del Museo è di recuperare e rendere fruibile al pubblico pezzi d’artigianato artistico ed oggetti d’uso, come sculture lignee devozionali, presepi, ceramiche antropomorfe, elaborati pezzi di carretto siciliano, cartelloni dell’opera dei pupi, che costituiscono una testimonianza preziosissima della vita e della cultura popolare siciliana.
Oltre un secolo fa, Giuseppe Pitrè, nel proporre ai visitatori dell’Esposizione Nazionale di Palermo (1891-1892) il Padiglione per la Mostra Etnografica Siciliana, denunciava il rischio che la memoria storica della Sicilia, stratificatasi nel corso di tanti secoli, venisse cancellata. L’allarme di Pitrè era giustificato, perché nel corso del secolo attuale c’è stata una dispersione della grande produzione di oggetti d’arte siciliani. Solo in ritardo sono sorti piccoli musei etnoantropologici, grazie ad iniziative locali, non sempre confortate da criteri scientifici. Alle carenze pubbliche, però, ha in parte sopperito il collezionismo privato, che ha salvato fondamentali testimonianze di una ricchissima cultura materiale. Queste raccolte costituiscono oggi dei veri giacimenti culturali.
Il Museo Siciliano di Arte e Tradizioni Popolari di Taormina è il risultato raggiunto grazie ad un raro caso di sinergia di componenti pubbliche e private. Protagonisti, infatti, dell’iniziativa sono stati da un lato l’antiquario Giovanni Panarello (che ha messo a disposizione la sua collezione privata), sostenuto da un gruppo di appassionati, tra i quali Franz Riccobono e dall’altro il Sindaco di Taormina Mario Bolognari e la sua amministrazione comunale che hanno stipulato un comodato gratuito e messo a disposizione ed attrezzato i locali del Palazzo Corvaja.
Oggi è finalmente possibile visitare un museo che valorizza la storia culturale ed artistica siciliana, perché i materiali esposti sono opere capaci di suscitare l’emozione che si prova nell’osservare la passione e la creatività di artigiani d’arte, che riassumono aspetti peculiari ed originali della ricchissima cultura popolare siciliana.
Il Museo si articola in tre ambienti: vestibolo con gerenza ed accoglienza, la grande sala del Quattrocento e la sala del Trecento.

 
 
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