ufficio del turismo viaggi vacanze gite musei monumentiufficio del turismo ristoranti alberghi monumenti cosa vedere dove dormire mangiare
ufficio turismo viaggi vacanze gite escursioni passeggiate
destinazioni
turismo turisti viaggiare cosa vedere dove dormire mangiare alberghi hotel ristoranti bed breakfast ostelli
turismo monumenti musei parchi giardini esposizioni manifestazioni eventi principali
turismo trasporti aerei aeroporti metro treni stazioni bus taxi pullman
avvertimenti e pericoli per chi viaggia situazioni rischiose
!!attenzione!!
paesi da evitare consigli per la sicurezza viaggiare sicuri
turismo monumenti musei parchi giardini esposizioni manifestazioni eventi principali
turismo trasporti aerei aeroporti metro treni stazioni bus taxi pullman
vacanze vacanza viaggi viaggio viaggiare gita gite weekend fine settimana itinerari
informazioni turistiche ufficio del turismo monumenti musei alberghi bed breakfast ostelli ristoranti pizzerie agriturismi
cosa vedere dove andare cosa fare tempo libero shopping arte cultura turismo
turismo trasporti aerei aeroporti metro treni stazioni bus taxi pullman
 
ufficio turismo Messina informazioni turistiche visitare Messina sicilia sud italia meridionale
ufficio turismo viaggi sicilia informazioni turistiche vacanze gite escursioni passeggiate visitare sicilia MESSINA ufficio turismo viaggi sicilia informazioni turistiche vacanze gite escursioni passeggiate visitare sicilia
ufficio turismo Messina informazioni turistiche visitare Messina sicilia sud italia meridionale
La città attuale è di aspetto tutto moderno, lungo la riva dello stretto, con vie ampie e parallele ed edifici relativamente bassi per prudenza antisismica
ufficio turismo Messina informazioni turistiche visitare Messina sicilia sud italia meridionale
ufficio turismo Messina informazioni turistiche visitare Messina sicilia sud italia meridionale
ufficio turismo messina informazioni turistiche storia arte cultura eventi manifestazioni feste sagre fiere appuntamenti sicilia
storia
ufficio turismo messina informazioni turistiche storia arte cultura eventi manifestazioni feste sagre fiere appuntamenti sicilia
I greci di Calcide in Eubea, guidati da Periere e Cratemene, pongono, in riva allo stretto, Zancle, una delle prime colonie d'occidente (sec. VIII a.C.).
L'originaria popolazione di Zancle viene però sopraffatta da altre genti provenienti dalla greca Messenia, ed è così che il nome del sito muta in Messene (sec. V a.C.) . Tale nome resiste fino a quando la città viene occupata dai Mamertini, mercenari campani già al soldo di Siracusa (sec. III a.C.). Roma, chiamata in Sicilia da Messina, origine della prima guerra punica, vi si lega con uno speciale trattato facendo di Messana (questo il nome romano) un porto militare e un attrezzato porto commerciale.
Da questo antico stato di cose, accentuatosi sempre più nel Medioevo, Messina trae una speciale condizione economica e una fisionomia politica particolare che la portano a divenire una sorta di città-stato, analoga ad un libero comune dell'Italia centro-settentrionale.
La città e il suo territorio sono gli ultimi a cadere nelle mani degli arabi nel IX secolo e i primi a liberarsene grazie al gran Conte Ruggero il Normanno che, nel 1061, da qui muove alla riconquista di tutta la Sicilia.
Con le imprese connesse alle crociate, Messina, ulteriormente fortificata da Riccardo Cuor di Leone, è un porto fondamentale per il viaggio delle armate occidentali in Terra Santa. Vi fioriscono i commerci e suoi mercanti fonderanno una loggia in Medio Oriente. In un crescendo interrotto solo dalle vicende del "Vespro" nel XIII secolo, Messina giunge al periodo d'oro della sua storia: tra il Quattrocento e la fine del Seicento.
A tal segno giunge la ricchezza di Messina nel corso del XVII sec. che essa, ormai sede vicereale in cui il Vicerè ha l'obbligo di soggiornare per almeno metà dell'anno, propone alla corona di Spagna l'acquisto dell'intera Sicilia orientale, in contanti, per istituire un vicereame a se stante. La Spagna, nell'intento di ridimensionarne la potenza finisce per scatenare la reazione sotto forma di quattro anni di guerra(1674-1678). Messina, prima assistita da un corpo d'armata inviato in soccorso da Luigi XIV di Francia e poi abbandonata nell'impari lotta, alfine soccombe.
Ancora uno sprazzo di luce vive la città nel Settecento dando, tra l'altro i natali al grande architetto Filippo Juvarra, ma un gran terremoto, nel 1783, la abbatte di nuovo. Di nuovo risorge e partecipa ai moti risorgimentali dell'Ottocento ribellandosi, prima in Italia, il primo settembre 1848. Un altro catastrofico sisma, nel 1908, vibra un colpo mortale alla città. Quasi 70.000 cittadini muoiono .....
Messina rinasce ancora, questa volta nelle vezzose forme dell'architettura eclettica dei primi del novecento, ma l'ultima prova le tocca in sorte sotto forma di devastanti bombardamenti, nell'estate del 1943
ufficio turismo messina informazioni turistiche storia arte cultura eventi manifestazioni feste sagre fiere appuntamenti sicilia
ufficio turismo messina informazioni turistiche storia arte cultura eventi manifestazioni feste sagre fiere appuntamenti sicilia
ufficio turismo messina informazioni turistiche monumenti principali cosa vedere visitare messina
Monumenti
ufficio turismo messina informazioni turistiche monumenti principali cosa vedere visitare messina
Duomo

duomo cattedrale di messina vacanze turismo viaggi arte cultura divertimento relax sicilia La fondazione della chiesa risale ad epoca normanna ma solo nel 1197, presente l'imperatore Enrico VI di Svezia (padre di Federico II che a Messina vi soggiornò e fu sepolto), si dedicò la chiesa alla Vergine.
Della fabbrica normanna oggi non rimane altro che l'impianto generale e l'insieme dell'aspetto esterno che l'architetto Valenti, dopo il terremoto del 1908, volle conferire sulla scorta della documentazione antica.
Il Duomo, almeno dal XIV secolo, subì trasformazioni. Ad opera del vescovo Guidotto de Tabiatis, la cui tomba, scolpita da Goro di Gregorio nel 1333, si ammira all'interno del transetto, si promosse la costruzione di un corpo aggiunto, lungo il lato sud esterno del Duomo, dalla decorazione a fasce bianche e nere e con belle finestre bifore.
Pure al XIV secolo risalgono il fonte battesimale del fiorentino Gaddo Gaddi ed i mosaici dei catini delle absidi: il centrale con un Cristo Pantocratore, quello a sud con San Giovanni tra San Nicola e San Basilio e quello a nord con la Vergine ed il Bambino tra Arcangeli, Santa Lucia e Sant'Agata.
Dello stesso periodo sono i tre portali di facciata del Duomo con la grande decorazione a fasce policrome e pezzi scultorei, quasi totalmente ricomposta dopo i bombardamenti del 1943.
Il portale centrale è di Baboccio da Piperno e mostra figure di re e di Santi; puttini intenti ad una vendemmia dal significato mistico; simboli degli Evangelisti ed araldici.
Il timpano triangolare con Dio Padre sulla cuspide e il tondo con Cristo che incorona la Vergine furono aggiunti nel 1468 da Pietro di Bonate; la statua di Maria col Bambino, nella lunetta del portale, è del 1534: opera di Giovambattista Mazzeo.
Il secolo XVI vide radicali interventi anche all'interno dell'edificio. Il Montorsoli progettò un pavimento ad intarsi marmorei (oggi coperto dall'attuale) e la sistemazione, lungo le pareti delle navate laterali, dell'Apostolato.
Il carrarese Andrea Calamech scolpì il pulpito marmoreo; Jacopo Lo Duca la cappella del Sacramento nell'abside settentrionale.
A fine Seicento risale il baldacchino in legno e rame e il sottostante altare maggiore in marmi mischi, macchina scenografica destinata a mettere in risalto il quadro della Madonna della Lettera (protettrice di Messina).
L'altare, su progetto di Simone Gullì, fu iniziato nel 1628 e terminato a fine Settecento, con il concorso di molti artisti tra cui i grandi orafi Juvarra, autori dell'altro altare, in argento e oro, incassato in quello moderno al centro del transetto, con la raffigurazione della consegna della lettera agli ambasciatori di Messina da parte della Vergine.
Nel 1930 fu posto nel Duomo quello che è il più grande organo a canne d'Italia e il terzo d'Europa: 5 tastiere, 170 registri, 16.000 canne distribuite nei due lati del transetto, dietro l'altare, sulla porta maggiore e sull'arco trionfale.

 
Ss. Annunziata dei Catalani

santissima annunziata dei catalani a messina vacanze viaggi turismo sicilia L'Annunziata dei Catalani sorge in uno dei luoghi più ricchi di storia di tutto lo Stretto. Nelle vicinanze, in epoca bizantina, si trovava "la darsena" della città a guardia della quale stava la fortezza del Castellammare.
La chiesa fu eretta tra il 1150 e il 1200 sui resti del tempio pagano di Nettuno. La sua architettura costituisce un notevole esempio di apporto di stili diversi su di un impianto tardo bizantino, tipico, per esempio, delle costruzioni dell'Ordine dei monaci basiliani.
Le loggette cieche e il gioco cromatico delle pietre all'esterno, così come gli archi a fasce bicolori dell'interno e la pianta allungata della chiesa, sono altrettanti indizi che rimandano all'oriente islamico e bizantino e a coeve esperienze dell'Italia continentale.
La lunghezza delle navate era quasi doppia rispetto all'attuale: esse furono accorciate e la facciata rifatta a seguito di una alluvione che in epoca medievale causò il crollo della parte anteriore della chiesa.
La denominazione di "chiesa dei Catalani" è rimasta all'edificio da quando, nel XVI secolo, il senato Messinese lo assegnò alla potente consorteria dei mercanti catalani che ne fece la propria sede e pose lo stemma di Catalogna sul portale principale.
Il forte scarto di quota del piano su cui sorge la chiesa, rispetto a quello stradale moderno, si deve alla congerie di macerie causate dal terremoto del 1908 e poi spianate per la ricostruzione.

 
ufficio turismo messina informazioni turistiche monumenti principali cosa vedere visitare messina
ufficio turismo messina informazioni turistiche monumenti principali cosa vedere visitare messina
ufficio turismo messina informazioni turistiche musei museo civio pinacoteca galleria messina
Musei
ufficio turismo messina informazioni turistiche musei museo civio pinacoteca galleria messina
Museo Regionale

Il museo regionale conserva preziose testimonianze della produzione artistica della città attraverso i secoli.
Le sue raccolte sono costituite da opere provenienti sia dalle collezioni del distrutto Museo Civico Peloritano, sia dagli edifici religiosi e civili cancellati dal catastrofico sisma del 1908.
I materiali, ordinati secondo un criterio cronologico che va dal XII al XVIII secolo, in un percorso di 12 sale più 3 ambienti al piano superiore, comprendono significativi frammenti architettonici, mosaici, pitture, sculture e arti decorative.
L'itinerario prende l'avvio dai materiali del periodo normanno, momento di grande fulgore per la città, il cui porto rappresentava uno scalo di grande rilevanza strategica per le rotte mediterranee.
Essi riflettono, come la maggior parte delle opere delle prime sale, una straordinaria successione di tangenze con i più svariati orientamenti artistici nazionali ed internazionali dell'epoca, che denotano un gusto piuttosto esterofilo della committenza e un diffuso fenomeno d'importazione di opere e di artisti di varia provenienza: veneta, adriatica, toscana ed ancora borgognona, provenzale, fiamminga, iberica.
Su queste premesse culturali si innestò la formazione del grande Antonello, il quale assorbì tali esperienze, riordinandole e riassumendole in una visione prospettica del tutto rinascimentale.
La modesta cultura figurativa dei seguaci antonelliani lascia il posto, nei primi decenni del Cinquecento, al grande rinnovamento rinascimentale rappresentato da G. Alibrandi e dai Gagini, ai quali subentrarono i manieristi Polidoro e Montorsoli, che influenzarono l'arte locale per tutto l'arco del secolo, fino alla pittura controriformata che venne definitivamente spazzata dal grande evento dell'arrivo del Caravaggio, destinato a modificare gran parte della produzione successiva.
Contemporaneamente ai seguaci caravaggeschi di più stretta osservanza, quali Rodriguez e Minniti, si assiste alla coeva presenza di una corrente naturalista o classicista rappresentata da Marolì, Quagliata e Scilla per giungere, dopo la cesura della repressione spagnola, agli arcadismi settecenteschi proposti dal Tuccari o agli esiti moderatamente classicheggianti del Tancredi e all'avanzare di quel fastoso rococò che caratterizza la sontuosa berlina del Senato, testimonianza del glorioso passato della Città.
Al piano superiore si trovano altri numerosi manufatti in oro e argento, in tessuto, in avorio, in maiolica, che documentano la vivace vena creativa degli orafi, degli argentieri e dell'artigianato locale del sei e settecento.
V.le della Libertà, 465 - Messina
Tel. 090.361292-3

 
 
ufficio turismo messina informazioni turistiche musei museo civio pinacoteca galleria messina
ufficio turismo messina informazioni turistiche musei museo civio pinacoteca galleria messina
ufficio turismo viaggi sicilia informazioni turistiche vacanze gite escursioni passeggiate visitare sicilia arte cultura storia
ufficio turismo viaggi sicilia informazioni turistiche vacanze gite escursioni passeggiate visitare sicilia eventi manifestazioni appuntamenti feste sagre
alberghi hotel ostelli bed breakfast agriturismo ristoranti
turismo turisti informazioni turistiche mete destinazioni vacanze viaggi gite weekend arte cultura
turismo monumenti musei parchi giardini esposizioni manifestazioni eventi principali
turismo trasporti aerei aeroporti metro treni stazioni bus taxi pullman