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 Alessandria  |
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Alessandria si trova in un'area fertilissima della pianura, irrorata dai fiumi Bormida e Tanaro, poco oltre le ultime propaggini delle colline del Monferrato, luoghi con i quali la sua storia è strettamente connessa. |
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Una delle ragioni per le quali fu eretto (1167) il primo agglomerato di Alessandria fu l'esigenza di contrastare la volontà espansionista del Marchesato del Monferrato, da parte della Lega Lombarba che all'epoca era guidato dal condottiero Alessandro III, dal quale evidentemente assunse il nome. La sua collocazione strategica obbligò i suoi cittadini a subire molteplici aggressioni e ad approntare un consistente sistema di difesa e di resistenza. L'emblema di quel lungo e non certo agevole periodo è la Cittadella, fortezza eretta nel XVIII secolo, che è stata dichiarata monumento di interesse europeo. Sono invece andati distrutti i possenti bastioni che circondavano completamente la città medievale, che secondo una attendibile ricostruzione sorgevano dove si trova l'attuale anello stradale che circonda il centro storico, che continua a rivelare in tutta evidenza i suoi trascorsi di roccaforte militare. |
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Eretta in forme gotiche verso la metà del Trecento dai PP. Carmelitani, fu ampliata nel 1466 e i lavori di sistemazione si protrassero fino al pieno Cinquecento.
Nel 1745 al tempo della guerra di Successione Austriaca, la chiesa fu ridotta ad ospedale militare e subì gravi manomissioni, al principio del 1800 fu adibita a sede della Guardia Nazionale dal Governo napoleonico.
Nel 1865 iniziò una fase di ristrutturazione che durò fino al 1954.
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Sorge sulla piazza omonima, cuore dell’antico quartiere di Rovereto che fu il primitivo nucleo di Alessandria. Retta all’inizio del sec. XII dai Canonici secolari, verso il 1268 passò ai Monaci di S. Croce di Mortara e dalla metà del sec. XV ai Canonici Lateranensi che vi rimasero sino alla soppressione dell’ordine, avvenuta nel 1798 con breve di Pio VI. La chiesa, che nel 1629 era stata elevata alla dignità di abbazia, divenne parrocchia affidata al clero secolare, mentre nel 1805, durante l’occupazione francese, l’annesso convento fu adibito a magazzino militare.
Con la Restaurazione il convento fu affidato ai Padri Somaschi e successivamente alle Suore di Carità, durante le guerre di Risorgimento venne utilizzato come caserma e durante le epidemie come reparto staccato per malati contagiosi.Nel 1866 il convento passò al Demanio che destinò parte dei locali a magazzini, prigione e corpo di guardia, durante la Prima Guerra Mondiale chiostro e parte della chiesa furono utilizzati come deposito di generi di monopolio. Dopo il 1918 il convento diventò sede dell’Istituto Nazionale Orfani di Guerra e successivamente fu affidato alle Suore Salesiane che vi aprirono una scuola.
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