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Campobasso è capoluogo di provincia e di regione. Le sue origini possono essere individuate nel periodo osco circa VIII secolo aC quando, sul colle sovrastante l' attuale città, fu insediata una fortificazione atta alla sorveglianza del territorio circostante Nel periodo longobardo (sec VII), la citta' era inizialmente suddivisa in due contrade: una detta "Campus de Prata" e l' altra "Campus Vassus o Campus Vassallorum". Con la distruzione della prima il rimanente borgo avrebbe poi assunto la definitiva denominazione di "Campus Bassus" a indicarne la posizione rispetto al castello che la dominava. Campobasso rimase citta' feudale sino alla fine del XVIII secolo. Con la rivoluzione Napoletana del 1799 fu assegnata al Dipartimento del Sangro e dichiarata capoluogo di Cantone, e piu' tardi, capoluogo della Provincia di Molise. Nel 1860, dopo il Plebiscito la citta' passò all' Italia. Durante la seconda guerra mondiale la citta' viene a trovarsi al centro di combattimenti tra le truppe tedesche in ritirata verso l' Abruzzo e quelle alleate. Tali operazioni provocano la distruzione di diversi opifici e alcuni edifici pubblici tra cui il municipio e l' intero archivio. L' espansione urbana degli anni '60 e '70 e il distacco del Molise dall' Abruzzo accentua il ruolo di Campobasso quale principale entità burocratico - amministrativa della regione.
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storia
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Le origini della citta' possono essere individuate nel periodo osco quando, sul colle sovrastante l' attuale città, fu insediata una fortificazione atta alla sorveglianza del territorio circostante e del braccio tratturale Matese-Cortile. Notizie certe dell'esistenza di Campobasso si hanno tuttavia solo nel periodo longobardo. Secondo alcuni era inizialmente suddivisa in due contrade: una detta "Campus de Prata" e l' altra "Campus Vassus o Campus Vassallorum". Con la distruzione della prima il rimanente borgo avrebbe poi assunto la definitiva denominazione di "Campus Bassus" a indicarne la posizione rispetto al castello che la dominava.
Oggi la città si presenta con un centro storico a forma di ferro di cavallo addossato al colle sant' Antonio. Esso mostra ancora l' originaria struttura medievale pur avendo, al suo interno, edifici costruiti, prevalentemente, tra il XVII e il XVIII secolo. Il resto della struttura urbana si espande, invece, sul piano dove sono allocati i principali edifici pubblici e le attività commerciali, mentre le poche attività produttive si concentrano nella zona industriale di Colle delle Api posta all' estrema periferia nord.

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Monumenti
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Castello Monforte

castello monforte campobasso molise Con certezza si sa che il castello fu ricostruito dal conte Nicola II dei Monforte-Gambatesa nel 1459, mentre ben più difficile è stabilirne con esattezza la data di edificazione. Una datazione presunta, e pressoché unanimemente condivisa, lo fa risalire all'epoca longobarda. Sorge in cima al monte Sant'Antonio a circa 792 metri s.l.m. mentre la torre tocca gli 811 metri s.l.m. e poggia su una pianta di m. 32 X 44.50; le fondamenta, tutte in pietra viva, sono larghe fino a sei metri. In origine l'ingresso principale era opposto a quello attuale e vi si accedeva mediante un ponte levatoio del quale restano visibili il muro di appoggio di fronte e oltre il fossato e gli ancoraggi delle catene di sollevamento del ponte. Intorno alla metà del 1700 il castello fu riscattato dai demanisti e successivamente ceduto al barone Japoce. Solo nel 1861 il castello fu acquistato dal comune che trasformò i sotterranei in serbatoio d'acqua. I quattro angoli del mastio sono sorretti da torrioni ed un quinto è discosto ed addossato alla vicina chiesa. A difesa del casello sorgeva un primo muro di cinta da un secondo che serviva a proteggere il nucleo cittadino. Tra i due sistemi difensivi erano disseminate numerose torri tra cui la Torre del Lupo o Torre Terzana o Terzani

S. Giorgio

san giorgio campobasso molise Risalente al X - XI secolo ha perduto, a casa dei terremoti e delle successive ricostruzioni, l'aspetto originario. Nella facciata spiccano la lunetta, costituita da un grosso blocco calcareo diviso in due zone semicircolari, ed un rosone ad imbuto. Sui muri perimetrali insorgono dei conci recuperati da altre costruzioni romaniche che riproducono, inseriti in archetti, un pellicano, un sole ed un asino con briglie. Sul fianco sinistro della chiesa vi è l'antico cimitero circondato da un muricciolo. Gli ultimi restauri, iniziati nel 1978, hanno messo in luce "tracce di affresco non estranee ala lezione grottesca sia nella scelta del soggetto, sia nella tecnica di esecuzione".

Cattedrale

duomo cattedrale campobasso La Cattedrale (chiesa di Santa Maria Maggiore già della Santissima Trinità) Fu edificata per volere del feudatario Andrea de Capoa nel 1504 e venne distrutta dal terremoto del 26 luglio 1805. Venne ricostruita tra il 1815 ed il 1829 su progetto dell'architetto Berardino Musenga e venne riaperta al culto nel 1829. L'atrio porticato è opera degli architetti Sarlo e Bellini e fu costruito tra il 1855 ed il 1859.

Palazzo Comunale

palazzo comunale o palazzo san giorgio  municipio campobasso Il palazzo di S. Giorgio sorge sui resti del monastero di Santa Maria della Libera dei Padri Celestini. Il monastero risale al 1290 e fu gravemente danneggiato dal terremoto del 26 luglio 1805. I Padri Celestini iniziarono a riparare i danni ma, nel 1809, la soppressione degli istituti religiosi li costrinse ad abbandonare il convento. Nel 1811 il convento e la chiesa rovinarono definitivamente.
Il terreno retrostante fu acquisito dal Comune che lo concesse in uso alla "Società economica del Molise" dopo averlo trasformato in orto agrario e giardino pubblico. La chiesa fu ricostruita nel 1824 mentre il Comune vi costruì la sua sede negli anni 1874-1876 incorporandovi la chiesa di Santa Maria della Libera che fu riaperta al culto nel 1878.

 
S. Maria del monte

santa maria monte campobasso L'originale chiesa sembra essere risalente all'XI secolo ed assume l'aspetto attuale solo dopo numerosi interventi di restauro resisi necessari a causa dei danneggiamenti subiti dai vari terremoti. Sorge sulla vetta del monte Sant'Antonio di fronte al castello Monforte. Il nome originale era "Santa Maria de supra" o "de Campobasso". Verso il 1525 prese il nome di Santa Maria Maggiore per conservarlo fino al 1829 anno in cui la cattedrale ne assunse, oltre le competenze parrocchiali, anche il nome. Su progetto dell'architetto Cesare Antonelli viene redatto un nuovo assetto della chiesa. Esternamente appare con una facciata a spioventi asimmetrica con tre portali ad arco a tutto sesto modanato. Tutta la facciata è in pietra di Vinchiaturo, a bugne scabre poste a corsi orizzontali irregolari, in armonia con il castello situato frontalmente. Il portale è formato da due doppi stipiti e da un architrave su cui scarica la lunetta ogivale. L'interno del Santuario, che richiama lo stile romanico, era costituito da tre navate mentre oggi appare ad una navata essendo state murate le prime due arcate. Tutti gli affreschi sono stati eseguiti dal prof. Amedeo Trivisonno coadiuvato dal prof. Giovanni Leo Paglione per la parte decorativa. I lavori iniziarono nell'estate del 1944 e terminarono l'8 maggio 1945 Il campanile, finito di costruire nel 1970, è alto 26 metri (progettista Francesco Paolo Oriente) ed è a base quadrangolare costruito in pietra viva.

S. Bartolomeo

san bartolomeo campobasso La chiesa risale, molto probabilmente, al secolo XI ed attualmente non è più destinata a luogo di culto. Recentemente ha subito importanti opere di restauro che hanno ripristinato l'originale struttura interna composta da tre navate ad archi poggianti su semplici pilastri. La facciata reca scolpita, nella lunetta centrale, l'immagine di San Giovanni evangelista.

S. Leonardo

san leonardo campobasso molise Risale al XIII secolo ed ha avuto ampliamenti nel corso del XIV secolo e restauri successivi al terremoto del 1456; la scalinata all'ingresso non è quella originaria poiché è stata sostituita agli inizi del '900. L'interno è stato rifatto "in stile" nel 1943 su progetto dell'ingegner De Vito. "Elemento di grande interesse, inserito nella facciata alla sinistra del portale gotico, è una monofora romanica con rilievo in stile vegetale eseguito a traforo "

S. Antonio Abate

chiesa di sant'antonio abate campobasso Fuori la omonima porta si trova la chiesa di S. Antonio Abate, sorta nel 1572 ed in breve divenne la più ricca e bella della città. in facciata vi è un piccolo portale tardorinascimentale (datato1572); esso è di fattura semplice, come semplice è l'interno

 
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Musei
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Museo Provinciale Sannitico

Sorto nei decenni successivi all’Unità d’Italia, insieme alla Biblioteca Provinciale, il museo fu il risultato di una serie di donazioni con oggetti di varie epoche e, solo in alcuni casi, di provenienza nota. A organizzare il materiale raccolto fu chiamato un archeologo famoso, Antonio Sogliano, che lavorava a Pompei. Grazie al suo intervento la gran massa di materiale venne organizzata, inventariata ed esposta al pubblico secondo un criterio tipologico utilizzato all’epoca dappertutto. Dai tempi della sua fondazione fino agli anni Novanta del XX secolo museo e biblioteca, pur rimanendo sempre uniti, hanno conosciuto varie sedi, per lo più localizzate nel centro storico di Campobasso. Dei due istituti a risentire maggiormente dei danni del tempo e dell'incuria umana è stato, però, il museo che ha subito spoliazioni notevoli; le più gravi risalgono al periodo della seconda guerra mondiale, quando il museo era ospitato nella sede dell’attuale Istituto Tecnico Commerciale “L. Pilla”: da esse furono sottratte tutte le antiche monete e alcuni oggetti considerati di particolare pregio.
Dopo un periodo di chiusura, durato circa un ventennio, il museo è stato riaperto al pubblico nel 1995 all'interno di Palazzo Mazzarotta, sito nel cuore della città antica.
Gli oggetti superstiti, attorno a 500, sono raggruppati ed esposti seguendo il criterio della loro originaria funzione. Sono stati individuati, così, quattro gruppi: “Le persone”, “La casa”, “Le attività”, “I culti”.
Tra gli oggetti più significativi, che coprono un ampio periodo cronologico che va dalla preistoria all’epoca romana più qualche oggetto del tardo medioevo, si ricordano i cinturoni di bronzo e le statuette votive, sia di bronzo che di pietra, le quali ben esemplificano la civiltà sannitica; in più sono presenti una cospicua collezione di lucerne di epoca romana, strumenti litici ed oggetti di bronzo delle epoche pre/protostoriche.
Una sala del museo ospita una esemplificazione dei risultati relativi al recente scavo delle necropoli di Campochiaro risalenti ad epoca longobarda; è ricostruita una sepoltura di cavaliere con cavallo e sono esposti alcuni tra gli oggetti più significativi ivi rinvenuti. Altre sale sono attrezzate per attività didattiche.

 
Museo Civico di Baranello

Istituito nel 1897 con atto di donazione al Comune da parte dell’architetto Giuseppe Barone è ancora oggi ospitato nella sede originaria, ovvero l’ex palazzo comunale progettato dallo stesso Barone, che ha gli stessi contenitori ed espositori della fine del secolo scorso. In tale anno la raccolta fu aperta al pubblico e accompagnata dal catalogo dettagliato curato, anch'esso, dal Barone che fu anche il primo direttore del museo. Come tutte le raccolte del tempo, anche quella di Baranello comprende materiale estremamente eterogeneo ed include reperti archeologici di vari periodi, oggetti di epoca medioevale e moderna, dipinti, libri. Nella sezione archeologica sono da notare un interessante gruppo di bronzi e di ceramiche dell' era protostorica provenienti da Cuma, vasi attici a figure nere e rosse (una cinquantina), vasi a figure rosse di fabbriche magnogreche. Non mancano oggetti etruschi e vasi di provenienza orientale. Per l’epoca moderna una sezione particolarmente interessante è quella delle porcellane, da quelle cinesi a quelle giapponesi, porcellane di Sassonia, olandesi, di Sèvres e, per l’ambito italiano, maioliche e porcellane di Capodimonte. Tra i dipinti e le sculture si ricordano alcune opere di Luca Giordano, Giuseppe Palizzi e altri. Interessante una nutrita collezione di disegni e di progetti, alcuni dei quali realizzati dello stesso Barone. Nel corso dell’ultimo conflitto bellico il museo ha subito cospicue asportazioni relativamente alle monete e ad alcuni oggetti preziosi. I pezzi sono all’incirca 2000.

 
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DOve dormire e dove mangiare
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Alberghi

Hotel Roxy ****
Piazza Savoia, 7 - tel. 0874 - 411541

Hotel Eden ***
Via Colle delle Api, 91 - tel. 0874 - 698441
Hotel Skanderberg ***
Via Novelli 31/B - tel. 0874 - 413341

Hotel Belvedere **
Via Colle delle Alpi 32 - tel. 0874 - 698385
Hotel Tricolore **
Via S. Giovanni in Golfo 110 - tel. 0874 - 63190

Hotel Concetta *
Via Tiberio 21/A - tel. 0874 - 484036

 
Ristoranti

Il Potestà - Vico Persichillo, 3 - tel. 0874-311101
Vecchia Trattoria da Tonino - P.za Duomo 23 tel 0874-4115200

 
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