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 Savona  |
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Costruito alla fine del'500, si presenta con una imponente e bellissima facciata del 1886 di linee baroccheggianti. Internamente è costituita da un vario e prezioso corredo: sculture rinascimentali come un Crocifisso marmoreo, un fonte battesimale e un pulpito del 1522; scultura lignea del Maragliano come l'Incoronazione di spine; nella cappella a destra del presbiterio troviamo la Madonna col Bambino di Albertino Piazza. Il Duomo ospita, inoltre, una tavola di Tuccio di Andria del 1487, un trittico di Ludovico Brea del 1495, una Crocifissione di Giovanni Mazone, un Cristo alla colonna di Luca Cambiaso e l'Adorazione dei Magi del Maestro di Hoogstraten che insieme a numerose oreficerie e suppellettili costituiscono il tesoro custodito nel Museo diocesano. Sulla destra si trova la Cappella Sistina, fatta erigere da papa Sisto IV nel secolo XV e trasformata nel XVIII in stile rococò. All'interno è conservato il monumento funebre realizzato da Giovanni e Michele d'Aria
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La storia del Complesso monumentale del Priamàr è strettamente legata a quella del promontorio di cui occupa una posizione strategica per il controllo dell'alto Tirreno e dello sbocco a mare delle valli comprese tra Capo Vado e Capo Torre, presso Albisola. Questa favorevole posizione venne sfruttata già dai Liguri Sabazi che, tra l'età del Bronzo e l'età del Ferro, vi eressero il proprio oppidum (testimoniato da tracce di capanne) e intrattennero rapporti commerciali con gli Etruschi ed i Greci di Marsiglia e Magna Grecia. Dopo aver dato asilo nel 205 a.C. a Magone, fratello di Annibale, nella guerra punica contro Roma e Genova, il sito savonese riacquistò un ruolo chiave nel tardo impero, soppiantando Vada Sabatia che aveva conosciuto miglior fortuna tra II sec. a.C. e III sec. d.C.
Dal IV sec., epoca a cui risale la necropoli tardo romana, in parte ancora visibile negli ambienti del Palazzo della Loggia, il nucleo del Priamàr accrebbe la propria importanza divenendo uno dei centri di controllo della Provincia Maritima Italorum: dalla sommità del colle l'abitato si espanse verso la sottostante piana, circondato da una cinta muraria.
Durante l'alto medioevo, nella parte meridionale del colle venne edificata la Cattedrale e Savona, sotto re Berengario II, divenne capitale della Marca Aleramica.
Nel corso dell'anno 1000, a seguito di trasformazioni politiche - l'affermazione del potere vescovile- ed economiche - la formazione di un ceto medio di homines maiores dediti al commercio e quindi più propensi ad un abitato in pianura, presso il mare- la città risultò articolata in castrum (Priamàr) , civitas e burgus. Così, il colle fu isolato progressivamente dalla vita attiva della città rimanendo piuttosto la sede dell'attività religiosa, con la cattedrale, e politica, con il Palazzo del Capitolo.
A partire dal 1213 Genova impose, nella zona centrale del Priamàr, un primo apparato fortificato a controllo della città rivale, il Castello di S. Maria, poi Castello Nuovo, che con gli ampliamenti quattrocenteschi cancellerà progressivamente le case private e le torri gentilizie. A sud, invece, perduravano la Cattedrale ed il Complesso vescovile, oggetto di restauri tra metà '400 e inizi '500 voluti dai papi Sisto IV e Giulio II.
Nel 1528, con la definitiva sottomissione di Savona, Genova vi impose la costruzione di una fortezza imponente: dopo le rapide distruzioni avviate nel 1542, essa venne costruita in soli otto mesi. La struttura militare (su progetto di G.M. Olgiati), utilizzando il naturale dislivello tra l'area della Cattedrale e quella del Castello Nuovo, prevedeva due vere zone separate: la prima, il Maschio, più elevata ed internamente cinta di mura, dominava la seconda, la Cittadella, da cui era separata tramite la Cortina dello Stendardo ed il Fossato del Maschio.
Altre importanti trasformazioni, dettate da esigenze militari, determinarono, tra il 1591 ed il 1610, la sistemazione dell'area della Cittadella e l'apertura del relativo fossato, e nel 1686 la realizzazione di un complesso sistema difensivo a bastioni che proteggesse ad est, nord ed ovest, la fortezza cinquecentesca.
Nel '700 essa fu ancora teatro delle lotte con gli eserciti austro - piemontesi e napoleonici.
Nel 1815, con l'annessione della Liguria al Piemonte, la fortezza venne destinata a bagno penale (1820) e reclusorio militare (1848).
Verso la fine del XIX sec., la riconversione di parte dell'area a scopi industriali portò allo spianamento di parte dei bastioni e degli spalti.
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La Pinacoteca Civica di Savona, raccolta d´arte fra le più importanti della Liguria, è stata recentemente allestita in Palazzo Gavotti, antico e prestigioso palazzo situato nel centro storico, dove hanno trovato sede dipinti, sculture, ceramiche, disegni e stampe dal Trecento fino al Novecento, fra cui una tavola della fine del XIV secolo di Taddeo di Bartolo, la straordinaria Crocifissione di Donato de Bardi, uno dei momenti più alti del Rinascimento nonché uno dei primi dipinti su tela realizzati in Italia, imponenti polittici di Giovanni Mazone, la Pala Fornari di Vincenzo Foppa e le tavole di Luca Baudo, Lorenzo Fasolo, Fra Gerolamo da Brescia che documentano il periodo di notevole fioritura artistica della città tra la fine del Quattrocento e gli inizi del Cinquecento, grazie alla committenza legata ai due papi savonesi Sisto IV e Giulio II. Seicento e Settecento sono rappresentati da Gioacchino Assereto, Giovanni Battista Carlone, Valerio Castello, Bartolomeo Guidobono, Domenico Piola, Gio Agostino e Carlo Giuseppe Ratti ecc.
Nel percorso museale si possono inoltre ammirare opere della civica raccolta di ceramica con il superbo corredo di maioliche seicentesche di farmacia, uno dei più pregevoli d´Italia, realizzato nel 1666 e caratterizzato da un raffinato decoro bianco-blu e antiche sculture in legno policromo e in marmo. Una sezione è dedicata alle opere della "Fondazione Museo di Arte Contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo", fra cui capolavori di Jean Arp, Massimo Campigli, Giuseppe Capogrossi, Giorgio de Chirico, Paul Delvaux, Jean Dubuffet, Lucio Fontana, Asger Jorn, René Magritte, Joan Mirò, Pablo Picasso, Man Ray ecc. Completa la rassegna del Novecento l’esposizione di ceramiche di autori internazionali tra cui: Asger Jorn, Wifredo Lam, Farfa, Agenore Fabbri ecc. di proprietà della “Fondazione Agostino Maria De Mari” Cassa di Risparmio di Savona.
Palazzo Gavotti, p.zza Chabrol, nn. 1-2
Informazioni e prenotazioni:
tel. 019 811520 in orario di apertura
e-mail:
Orario invernale:
lunedi, mercoledi, venerdi: 8,30 - 13,00
martedi,giovedi: 14,00 - 19,00
sabato: 8,30 - 13,00; 15,30 - 18,30
domenica: 9,30 - 12,30
Orario estivo:
lunedi, mercoledi, venerdi: 8,30 - 13,00
martedi,giovedi: 14,30 - 19,00
sabato: 8,30 - 13,00; 20,00-23,00
domenica: 20,00-23,00
Biglietti:
intero: euro 4
ridotto (dai 13 ai 18 anni, oltre i 65 anni, convenzioni): euro 2
biglietto con visita didattica (gruppi, su prenotazione): euro 5
ingresso gratuito fino ai 12 anni, guide turistiche e insegnanti in visita con una classe, portatori di handicap |
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