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Monumenti PRINCIPALI INTORNO AL PALATINO
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Stadio Palatino

roma stadio palatino vacanze viaggi turismo lazio Lo Stadio è un edificio a forma di circo, cioè un rettangolo molto allungato con uno dei lati minori, quello meridionale, curvo. Esso si estende lungo tutto il lato orientale della Domus Augustana per una lunghezza di circa 88 metri. Il suo perimetro era costituito da un portico a due piani: al piano inferiore, pilastri di mattoni rivestiti in origine, come il resto, di marmo, dei quali restano solo le basi. Il piano superiore era costituito da colonne marmoree. Al centro del lato orientale è una grande tribuna a forma di emiciclo (nella foto a destra), che sembra fatta apposta per ospitare l'imperatore. L'arena era suddivisa, al centro, da una "spina", la tipica divisione longitudinale dei circhi, intorno alla quale giravano i carri. Va inoltre ricordato il piccolo recinto di forma ovale che occupò la parte meridionale dell'arena, probabilmente dell'epoca di Teodorico, utilizzato per le corse a piedi. La funzione dell'edificio era probabilmente quella di giardino e di maneggio insieme, come risulta anche dalla descrizione delle ville che ci ha lasciato Plinio il Giovane, che spesso queste erano dotate di "ippodromi " privati, giardini a forma di circhi, utilizzati per cavalcare.

Domus Flavia

roma domus flavia vacanze viaggi turismo lazioAll'inizio del regno di Domiziano (81-96 d.C.) iniziarono i lavori per la costruzione di un nuovo palazzo sul Palatino. La cima occidentale, il Germalus, era occupata da case e templi, mentre la parte orientale, il Palatium, era molto ripida. L'architetto Rabirio appiattì, allora, l'area destinata all'opera ed usò la terra di riporto per riempire la fenditura tra le due cime, ricoprendo anche molti edifici della Roma repubblicana (in tal modo anche preservandoli). La Domus Flavia divenne la parte pubblica o di rappresentanza del complesso del Palazzo di Domiziano, mentre la Domus Augustana era l'abitazione privata dell'imperatore. L'accesso alla Domus Flavia avviene tramite un'aula ottagonale che si apre al centro del lato occidentale e che immette al centro dell'edificio, un immenso peristilio rettangolare circondato da un portico di colonne di marmo numidico, al centro del quale si trova una grandiosa fontana di forma ottagonale, con muretti che tracciavano un labirinto. Sul peristilio, che costituiva il cuore dell'edificio, si affacciavano pochi e grandiosi ambienti: al centro del lato settentrionale si trova un'enorme sala chiamata Aula Regia. La funzione di questa sala doveva essere molto simile a quello che sarà, dopo molti secoli, il balcone di piazza Venezia: qui, nei giorni di udienza, si affacciava, in tutta la sua maestà, l'imperatore per ricevere le ovazioni da parte di un numero certamente imponente di persone. Purtroppo, lo stato di conservazione dell'ambiente rende difficile la ricostruzione sia dell'apparato decorativo che architettonico. Ad ovest di questa sala, si trova la più modesta aula detta Basilica (in condizioni certo non migliori della precedente), con molta probabilità l'Auditorium del Palazzo, cioè una sala destinata ad accogliere il consiglio dell'imperatore, dove si decideva, dunque, la politica e l'amministrazione dell'Impero. A est dell'Aula Regia troviamo un altro ambiente modesto e di identificazione più difficile: il cosiddetto Larario, un luogo cioè destinato al culto degli dei Lari. Il nome è rimasto questo ma sicuramente non era questa la sua funzione, bensì si è ritenuta essere, anche in considerazione che forse qui era l'ingresso principale del complesso, l'ambiente destinato ad accogliere il corpo di guardia dei Pretoriani, le guardie personali dell'imperatore. Il lato opposto del peristilio è occupato da una grandiosa sala affiancata da due ambienti minori. La sala, che conserva una parte del suo ricco pavimento marmoreo, era molto probabilmente la famosa Coenatio Iovis, la sala da pranzo dell'imperatore. I due ambienti laterali (solo quello di destra si è in parte conservato) dovevano servire solo ad allietare i convitati: infatti, al centro di questo si trovava una fontana ovale. Ma quel che più interessa è che sotto il pavimento domizianeo ne è stato portato alla luce un altro, più antico, certamente tra i più straordinari esempi di pavimento marmoreo di età imperiale. Esso apparteneva ad un portico di un edificio ricoperto dal palazzo di Domiziano, nel quale si riconosce la più antica delle abitazioni di Nerone, la Domus Transitoria, distrutta dall'incendio del 64 d.C.

 
Domus Augustana

roma domus augustana vacanze viaggi turismo lazio La Domus Augustana fa parte del complesso del Palazzo di Domiziano, che occupò, alla fine del I secolo d.C., tutta la parte centrale del Palatino. La Domus Augustana era la residenza privata degli imperatori e la sua importanza è resa evidente dal fatto che, se si escludono alcuni restauri ed ampliamenti, esso non fu mai sostituito. I lavori, diretti dall'architetto Rabirio, una delle grandi personalità dell'età imperiale, iniziarono al principio del regno di Domiziano e terminarono nel 92 d.C. Si può ritenere che essi abbiano avuto inizio dalla cosiddetta Domus Flavia, cioè il palazzo ufficiale, quello di rappresentanza, e siano continuati con la Domus Augustana, cioè l'abitazione privata dell'imperatore, per terminare con lo Stadio. La Casa di Augusto si può dividere in due settori, quello settentrionale che si articolava intorno ad un grande peristilio con al centro un bacino ornamentale, dove si alzava, a mo' di isola, su un alto podio, un tempietto, al quale si accedeva a mezzo di un ponticello. Il settore meridionale, molto meglio conservato, sorgeva ad un livello assai più basso del resto del palazzo. Il piano inferiore è costituito da un cortile quadrato, munito in origine di un portico a due piani. Al centro del cortile è una grande fontana, animata da un motivo centrale, formato da quattro pelte (scudi di Amazzoni) contrapposte (come si può notare nella parte inferiore della foto) . Il lato occidentale è caratterizzato da una grande sala centrale, sporgente in parte sul peristilio, fiancheggiata da due grandi ninfei con bacini al centro. Si accede al piano superiore tramite una grande scalinata a due rampe. Si riconosce una pianta piuttosto complessa, con molti ambienti, quasi sempre di dimensioni non troppo vaste. Era questa, probabilmente, la parte dell'edificio abitata stabilmente dall'imperatore.

Domus Severiana

domus severiana a roma vacanze viaggi turismo lazio Con questo nome si indica un ampliamento della Domus Augustana, realizzato da Settimio Severo. Di questo grandioso edificio, posto sull'angolo meridionale del Palatino, restano oggi solo le nude sostruzioni in laterizio che costituiscono una delle caratteristiche più tipiche del colle su questo lato. Queste sostruzioni servirono a creare una piattaforma artificiale che permise di estendere oltre l'area della collina, ormai interamente occupata. Alle spalle di questa area vi sono scarsi resti delle Terme del Palazzo, probabilmente costruite da Domiziano e interamente rifatte da Massenzio, alle quali giungeva un ramo dell'Acqua Claudia, scavalcando su grandiose arcuazioni (come possiamo vedere dalla foto) la valle tra Celio e Palatino, l'odierna via di S.Gregorio. Sul lato prospiciente la via Appia, a sud-est (ricordiamo che questa iniziava dalla Porta Capena, cioè dalla odierna piazza di Porta Capena) era il celebre Septizodium, monumentale facciata-ninfeo a più piani di colonne, innalzata da Settimio Severo principalmente per impressionare chi giungeva a Roma provenendo dalla via Appia. Lo splendido edificio fu demolito nel XVI secolo per ordine di Sisto V, che si servì dei materiali così recuperati per vari lavori, tra cui il Palazzo della Cancelleria e la Cappella da lui fatta costruire a S.Maria Maggiore.

 
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