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 RAVENNA  |
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Ricca di storia, di monumenti e di opere d’arte, Ravenna è la capitale del mosaico.
Famosa anche per il suo porto commerciale, per il suo Porto Turistico Internazionale "Marinara" di Marina di Ravenna e per lo stabilimento termale di Punta Marina Terme.
La sua prevalente vocazione di città ospitale le consente di offrire a quanti desiderano soggiornare una buona ricettività alberghiera, un ampio servizio di campeggi ben attrezzati ed altre strutture alternative come ostelli, aziende agrituristiche, etc.
Ben otto dei suo monumenti più antichi costituiscono Patrimonio dell’Umanità sotto l’egida dell’Unesco. |
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Le origini di Ravenna si perdono nella leggenda. Probabilmente fu abitata dagli Umbri e dagli Etruschi (VI e V secolo a.C.), successivamente dai Celti, provenienti da nord (IV secolo a.C.). Notizie certe si hanno a partire dall’inizio del II secolo a.C., quando buona parte della valle padana venne conquistata da Roma e anche Ravenna divenne città romana. In quel tempo era formata da vari isolotti di dossi sabbiosi collegati tra loro da parecchi ponti. La sua struttura topografica garantiva sicurezza della popolazione e, nello stesso tempo,non la isolava dalla terraferma.
La storia ravennate registra due momenti fondamentali.
Il primo fu quando l’imperatore Ottaviano Augusto, l’erede di Cesare, decise di costruire un grandissimo porto militare per assicurare la difesa dell’Adriatico e dei mari orientali del vicino Oriente. Il porto fu chiamato Classe dal termine "classis" che in latino vuol dire "flotta". Assieme alla flotta a Classe arrivò anche il cristianesimo per opera di Sant’Apollinare. Un’immagine delle mura di cui fu cinta Classe nel III secolo d.C. è rimasta nel grande mosaico della basilica di Sant’Apollinare Nuovo, composto tra la fine del V e l’inizio del VI secolo.
Il secondo momento fu quando, nel 402, Ravenna fu scelta come capitale dell’Impero Romano d’Occidente. Fu Onorio che, per sfuggire ai Visigoti di Alarico, spostò a Ravenna la capitale della sua parte di impero:la città si trovava in una zona ben protetta, circondata da paludi e facilmente aperta ai soccorsi navali da Oriente.
E’ in questo periodo che vengono costruite la Basilica Ursiana (ora scomparsa), il Battistero Neoniano, la Basilica di San Giovanni Evangelista, Santa Croce e il Mausoleo di Galla Placidia.
Nel 476, con la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, Ravenna passò sotto il dominio barbaro di Odoacre per 17 anni. Successivamente fu conquistata dagli Ostrogoti guidati da Teodorico; in questo periodo, che va dal 493 al 526, Ravenna raggiunse il suo massimo splendore con la costruzione della Cattedrale ariana, del Battistero degli Ariani, del Mausoleo di Teodorico, di Sant’Apollinare Nuovo.
Morte Teodorico, nel 540, Ravenna venne riconquistata dai Bizantini. Sotto l’influsso del nuovo imperatore Giustiniano, che cullava il grande sogno di riunire sia politicamente che culturalmente Oriente e Occidente, la città conobbe un nuovo periodo di grande splendore in cui furono portate a compimento le basiliche di San Vitale, di Santa Maria Maggiore, di Sant’Apollinare in Classe. Nel 751, Ravenna venne conquistata dai Longobardi e successivamente, per breve tempo, dai Franchi, uscendo così lentamente dalla scena mondiale ed entrando nel più modesto ambito regionale.
Seguirono secoli di alterne vicende, dal dominio degli arcivescovi all’elevamento a libero comune, al potere delle varie Signorie con il prevalere prima dei Traversari (fino al 1240), e poi dei Da Polenta (fino alla metà del XV secolo). Quest’ultimi sono noti per aver ospitato Dante e avergli dato solenne sepoltura nel 1321.
Nel 1431 la città passò sotto il controllo della Repubblica di Venezia. I veneziani promossero bonifiche per estendere l’area delle terre coltivabili, fecero importanti lavori di fortificazione (Rocca Brancaleone) e altre opere pubbliche (il Palazzetto veneziano di Piazza del Popolo, sede del governo).
Nel 1509, Ravenna divenne parte integrante dello Stato Pontificio. In questo contesto storico si colloca la grande battaglia combattuta nei pressi della città fra Francesi e Spagnoli: Ravenna era con gli Spagnoli che furono sconfitti mentre i Francesi, ormai padroni del campo, entrarono in città e la saccheggiarono. Ravenna comunque nel gioco delle alleanze rimase sotto il dominio del papa fino al 1859, escluso un breve periodo nel XVI secolo, in cui tornò a Venezia, ed il periodo napoleonico.
Il fatto più notevole di questi tre secoli e mezzo è costituito dalla diversione dei fiumi Ronco e Montone, che circondavano la città, e dalla formazione di un nuovo letto per i Fiumi Uniti fino al mare. L’opera era necessaria per liberare la città dal danno delle rovinose rotte che frequentemente la sommergevano. Nello stesso periodo si aprì anche l’ultimo dei porti di Ravenna, il canale Candiano o "Corsini", ad opera del casato del pontefice Clemente XII che ne volle la realizzazione. Questo canale, in seguito allargato, rettificato e, negli anni recenti, dotato di moderne attrezzature portuali, costituisce il cordone ombelicale che unisce la città al suo mare.
Nel corso del XIX secolo anche Ravenna partecipò al Risorgimento italiano; in questo quadro ricordiamo come nel 1849 i patrioti ravennati salvarono Garibaldi, braccato dalle truppe austriache. Nel 1860 Ravenna entra a far parte del Regno d’Italia, dopo che il governo pontificio fu abbattuto da un’insurrezione popolare. |
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Tempio a forma ottagonale fondato da Giuliano Argentario su ordine del vescovo Ecclesio che fu consacrato nel 548 dall'arcivescovo Massimiano. La basilica di S.Vitale è fra i monumenti piu' importanti dell'arte paleocristiana in italia soprattutto per la bellezza dei suoi mosaici.
L'influenza orientale, sempre presente nell'architettura ravennate, assume qui un ruolo dominante. Non più la basilica a tre navate, ma un nucleo centrale a pianta ottagonale, sormontato da una cupola e tutto poggiato su otto pilastri e archi. La cupola e i nicchioni furono affrescati nel 1780 dai Bolognesi Barozzi e Gandolfi e dal Veneto Guarana. E' da notare che la basilica viene tenuta asciutta con l'ausilio di pompe visto che il piano di calpestio si trova al di sotto del livello della falda freatica.
Quando si entra nella basilica di San Vitale lo sguardo viene catturato dagli alti spazi, dalle stupende decorazioni musive dell'abside, dagli ampi volumi e dagli affreschi barocchi della cupola. Forse per questa tensione verso l'alto non si nota un piccolo e meno noto gioiello. Nel pavimento del presbiterio, proprio di fronte all'altare, su un lato del pavimento ottagonale è rappresentato un labirinto. Le piccole frecce partono dal centro del labirinto e attraverso un precorso tortuoso portano verso il centro della Basilica. Nei primi anni della cristianità il labirinto spesso era il simbolo del peccato e del percorso verso la purificazione. Trovare la via d'uscita dal labirinto è un atto di rinascita.
Una volta completato il percorso del labirinto del pavimento di San Vitale, si possono alzare gli occhi verso l'altare e contemplare i mosaici più belli della cristianità.
Prezzo intero (solo cumulativo): Euro 6.50 (S.Apollinare Nuovo, Battistero Neoniano, Cappella di S.Andrea, San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia)
Prezzo ridotto (solo cumulativo): Euro 5.50 (S.Apollinare Nuovo, Battistero Neoniano, Cappella di S.Andrea,San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia)
per associazioni, enti convenzionati, studenti italiani e stranieri, Mosaico di Notte. Soci TCI
Gratuità: ragazzi fino a 10 anni (scuole elementari comprese), insegnanti di scuola elementare; residenti nel Comune di Ravenna; capigruppo o autisti (una gratuità ogni 20 persone paganti); portatori di handicap e loro accompagnatori; sacerdoti; religiosi/e, militari e giornalisti con documento comprovante la qualifica. |
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Fu fondata nel VI secolo e in origine fu la Chiesa palatina di Teodorico. La facciata forse in origine era racchiusa da un quadriportico, ma attualmente è preceduta da un semplice e armonioso portico di marmo del secolo XVI. Sul lato destro il bel campanile cilindrico, caratteristico delle costruzioni Ravennati, è opera del IX o X secolo. Dell'antica costruzione sopravvivono i meravigliosi mosaici con la più vasta superficie musiva che sia giunta a noi dall'antichità.
Le teorie delle Vergini e dei Martiri rappresentano uno dei più tipici esempi dello stile bizantino.
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Fu edificata da Giuliano Argentario su ordine dell'arcivescovo Ursicino durante la prima metà del VI sec.. E' una delle basiliche più perfette di Ravenna; oltre alla sua struttura architettonica è famosa per i mosaici e i sarcofagi marmorei degli antichi arcivescovi disposti lungo le navate laterali.
Quando 1500 anni fa la Basilica di Sant'Apollinare in Classe fu costruita, si trovava in riva al mare. L'imponente architettura della pianta basilicale, che oggi si erge nella campagna alle porte di Ravenna, fu a suo tempo pensata e realizzata sulle rive dell'Adriatico, che oggi si trova a qualche chilometro di distanza. E infatti accanto alla basilica troviamo oggi la grande area archeologica dell'antica città di Classe, sede della flotta romana.
Tutti i giorni: 8.30 - 19.30 chiusura biglietteria ore 19.00
Domenica: 13.00 - 19.30
Prezzo intero: Euro 2.00
Biglietto comulativo: Euro 6,50 (Monumenti compresi nel prezzo: Mausoleo di Teodorico +Museo Nazionale + S.Apollinare in Classe)
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Costruita come oratorio privato durante il regno di Teodorico, re degli ostrogoti, dal Vescovo Pietro II, la cappella presenta una pianta cruciforme ed un vestibolo completamente rivestito di marmo nella parte inferiore e di decorazione musiva in quella superiore. La Cappella è l'unico monumento ortodosso costruito durante il regno di Teodorico, quando il culto dominante era quello Ariano. L'iconografia dei mosaici è di grande interesse: la glorificazione di Cristo, la cui presenza domina ogni parte della decorazione musiva, può essere interpretata come elemento anti-ariano, ed in particolare le rappresentazioni dei martiri sono una chiara affermazione dell'ortodossia.
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La Basilica originale del V sec. era dedicata ai SS. Apostoli, poi a S.Pietro Maggiore: nulla però rimane dell'originale costruzione poichè nel X-XI secolo la chiesa venne completamente rifatta; sempre in questo periodo venne anche costruito il robusto campanile quadrato. La chiesa si presenta in linee assai semplici; la facciata in umile laterizio a vista è movimentata al centro da una piccola bifora. Davanti alla chiesa si estende una quieta piazzetta.
E' a 3 navate. Sotto l'altare maggiore, ben visibile attraverso una finestra, la cripta del X secolo, a forma di oratorio sorretto da pilastrini; nel pavimento frammenti di mosaici della primitiva chiesa di Neone. Il livello, molto più basso del piano stradale, rende il vano sempre invaso dalle acque: la visione è alquanto singolare. L'altare è costituito da un sarcofago del V.sec.
Qui certamente nel 1321 vennero officiati i funerali di Dante Alighieri che venne sepolto accanto alla chiesa.
E' stata danneggiata dall'ultima guerra ed è insidiata dalle acque che invadono regolarmente la cripta altomedioevale. |
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Fu fondato nel V sec. dal vescovo Orso (col nome di Basilica Ursiana), era a 5 navate. Fu demolita nel 1733 e ricostruita su disegno di Giovanni Francesco Buonamici. Il caratteristico campanile cilindrico del X secolo contrasta alquanto con la facciata barocca. Della prima costruzione rimane qualche frammento conservato al museo arcivescovile. All'interno si conservano opere di notevole interesse del periodo paleocristiano come l'ambone marmoreo del periodo del vescovo Agnello (557-570) |
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Costruita nel XVI sec. la fastosa facciata fu modificata nella seconda metà del XVIII sec dall'architetto Camillo Morigia. L'interno, grandioso e solenne, è diviso in tre navate con un ampio transetto sormontato da un'alta cupola. Nel lato sinistro del transetto si trova una scultura di marmo in bassorilievo raffigurante la vergine Maria in atteggiamento di orante. L'immagine è consciuta col nome di " Madonna Greca " poichè la tradizione la ritiene giunta qui miracolosamente proveniente da Costantinopoli.
A lato della chiesa l'ex monastero dei Canonici Lateranensi ospita la Pinacoteca comunale, con opere prevalentemente di autori romagnoli. Il fronte che affaccia sui giardini è formato dalla Loggetta Lombardesca, risalente al primo '500, con portico al piano terreno e loggia a quello superiore. |
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Il Palazzo Comunale, quale ora si vede, ha dietro a sé una lunga storia di restauri e di rifacimenti dettati per lo più dalle necessità degli uffici e dei relativi servizi. Dal 1288, allorché era sistemato nel Palazzetto Veneziano (lato della Prefettura) alla fine del 1800, esso subì quindi varie modifiche e l'attuale sistemazione non è certo più adatta ai molteplici compiti che un moderno palazzo degli uffici comunali deve svolgere.
Attualmente la Residenza comunale è costituita da due corpi collegati dal Voltone a cavalcavia costruito poco prima dei 1534. Esso unisce il Palazzetto Veneziano al Palazzo Merlato, così detto dalla merlatura ghibellina, aggiunta nel 1857.
In questi ultimi due anni sono stati effettuati restauri che hanno riportato le sale e gli affreschi nella loro veste migliore.
SALA PRECONSILIARE O ANTISALA:
Alle pareti della sala, procedendo in senso antiorario, si possono osservare busti di personaggi che si resero benemeriti verso la città.
La volta dell'antisala era decorata al centro con un grande stemma a colori di Ravenna dipinto nel 1845 dai pittori ravennati Gaetano ed Angelo Ferrari ed eliminato nel 1880 da una ritinteggiatura di tutto il locale. Il pavimento di tipo veneziano risale a circa il 1928. Sulla parete sud si apre la porta di comunicazione con la sala del Consiglio, incorniciata da due lesene con capitelli in stucco a rilievo e a colori, uno stemma di Ravenna; il tutto fu eseguito nel 1764 dal ravennate Giulio Garavini.
SALA DEL CONSIGLIO:
La Sala del Consiglio conserva la volta dipinta nel 1882 dal ravennate Gaetano Savini: al centro lo stemma di Ravenna e, ai quattro angoli gli stemmi delle città di Torino, Firenze, Roma e Napoli; il tutto contornato da una decorazione prospettica a chiaro scuro. I quattro pannelli posti nelle mezzerie dei quattro lati e rappresentanti le figure allegoriche della Scienza, dell'Industria, dell'Agricoltura e del Commercio furono dipinti su tela dal professar Alessandro Guardassoni di Bologna. Nel 1921 le decorazioni della volta vennero ritoccate dal ravennate Enrico Piazza, allievo del Savini. La Sala non si presentava originariamente così: oltre ai già ricordati lavori dei pittori Luca e Girolamo Longhi e dello scultore Giacomo Eredi nel 1557, si ha notizia che nel 1601 venne incaricato il pittore ravennate Vincenzo Cotignoli. Nel 1764 la volta della sala fu dipinta da Raimondo Compagnini Bolognese di cui però se ne ignorano i contenuti. Nel 1816 l'allora amministrazione comunale diede avvio a quegli affreschi rimasti a noi fino ad oggi, di recentissimo restauro.
Alle pareti sono collocati sei busti inaugurati il 4 giugno 1899, ad eccezione di quello di Giuseppe Mazzini che fu inaugurato il 9 settembre 1911.
Del bassorilievo marmoreo posto frontalmente che raffigura Ravenna, non si hanno notizie storiche.
LA SCALA:
La scala di accesso al Comune cosiddetto "scalone" risale al 1411. Nel 1837 il Gonfaloniere Carlo Arrigoni, allievo di Camillo Morigia, provvide a sostituire i vecchi e logori scalini con altri in sassi d'Istria lasciando sul posto, alla base della scala stessa, la semicolonna sormontata da una grossa pigna di rosso di Verona, che ancora si vede. Il cancello in ferro battuto è opera di Umberto Bellotto, autore anche della cancellata che circonda la Tomba di Dante, ed è stato installato nel 1921. |
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Galla Placidia (386-452), sorella di Onorio, l'imperatore romano che trasferì nel 402 la capitale dell' impero d'occidente da Milano a Ravenna, fece costruire intorno al 425-450 questo piccolo Mausoleo, un edificio a forma di croce latina oggi famoso per lo splendore dei mosaici. L'esterno dell'edificio è molto semplice, in contrasto con la ricchezza della decorazione musiva dell'interno, la più antica di Ravenna. I mosaici rivestono le pareti delle colte, delle lunette e della cupola. I temi iconografici sviluppati nelle decorazioni rappresentano il tema della vittoria della vita sulla morte, in accordo con la destinazione funeraria dell'edificio.
Tutti i giorni: 9.00 - 16.30,
chiusura biglietteria: 16.15
Prezzo intero (solo cumulativo): Euro 6.50 (S.Apollinare Nuovo, Battistero Neoniano, Cappella di S.Andrea, San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia)
Prezzo ridotto (solo cumulativo): Euro 5.50 (S.Apollinare Nuovo, Battistero Neoniano, Cappella di S.Andrea,San Vitale, Mausoleo di Galla Placidia)
per associazioni, enti convenzionati, studenti italiani e stranieri, Mosaico di Notte. Soci TCI
Gratuità: ragazzi fino a 10 anni (scuole elementari comprese), insegnanti di scuola elementare; residenti nel Comune di Ravenna; capigruppo o autisti (una gratuità ogni 20 persone paganti); portatori di handicap e loro accompagnatori; sacerdoti; religiosi/e, militari e giornalisti con documento comprovante la qualifica.
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Il più antico dei monumenti ravennati, almeno come inizio di costruzione, risale alla fine del IV secolo o inizio del V secolo. E' una semplice costruzione in laterizi di forma ottagonale con quattro grandi nicchie che si diramano all'esterno, con le porte interrate ( il livello originario è a circa 3 m. al di sotto dell' attuale piano campagna ). Il Battistero fu decorato splendidamente con i mosaici dal vescovo Neone verso il 450 d.C.; è di forma ottagonale e all'interno conserva oltre alla meravigliosa decorazione di mosaico di influenza ellenico - romana, degli stucchi e parti marmoree. Al centro una vasca ottagonale di marmo greco e porfido rifatta nel 1500, conserva qualche frammento originale.
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Fu fatto costruire dallo stesso Teodorico nel 520 d.C., come tomba. La struttura,che si articola in 2 ordini sovrapposti entrambi decagonali, è interamente costituita di pietra istriana. E' ricoperto da un monolite anch'esso di pietra d'Istria, del diametro di 10 m. e pesa 300 tonnellate. Da una nicchia si accede all'ordine inferiore la cui destinazione, si presume, fosse quella di una cappella per lo svolgimento delle liturgie funebri. Si accede al vano superiore attraverso una scaletta, all'interno del quale è collocata una vasca di porfido dove si presume abbia trovato sepoltura lo stesso Teodorico; le sue spoglie vennero rimosse durante il dominio bizantino.
Tutti i giorni: 8.30 - 16.30,
chiusura biglietteria: 16.00
Prezzo intero: Euro 2.00
Biglietto comulativo: Euro 5.00 (Monumenti compresi nel prezzo: Mausoleo di Teodorico + Museo Nazionale)
Euro 6.50 (Monumenti compresi nel prezzo: Mausoleo di Teodorico +Museo Nazionale + S.Apollinare in Classe)
Ridotto: del 50% dai 18 ai 25 anni
Gratuità: per cittadini italiani ed europei che non hanno compiuto i 18 anni e per quelli che hanno superato i 65 anni; per gruppi e comitive di scuole italiane, statali e non statali, accompagnati dai loro insegnanti e muniti di autorizzazione del Preside o del Direttore Didattico. |
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Nella piazzetta dell'attuale chiesa dello Spirito Santo, un tempo cattedrale degli Ariani, verso la fine del V secolo, quando ormai Teodorico aveva consolidato il suo dominio e l'arianesimo era religione ufficiale della corte, venne costruito il Battistero.
E' ispirato al Battistero Neoniano: si noti, per esempio, nella parte esterna la sporgenza di absidi nei lati alterni della costruzione ottagonale; nella parte interna la concezione generale dell'apparato decorativo.
Non si deve però pensare ad nun'imitazione in quanto vi sono fra le due costruzioni enormi differenze prima fra tutte la presenza, originariamente, di un deambulatorio che correva lungo il perimetro esterno, interrompendosi soltanto in corrispondenza dell'abside orientale, di dimensioni maggiori delle altre, diversamente che nel battistero cattolico.
Internamente lo spazio è disadorno, tranne la cupola: solo i mosaici della cupola sono stati conservati.
Nel medaglione sommitale, incorniciato da una ghirlanda di alloro piuttosto stilizzata, la scena del battesimo di Cristo è trattata con grande scioltezza e fa posto ad alcune reminiscenze classiche.
Il corpo di Cristo è l'asse portante dell'opera, qui raffigurato come un giovane glabro, aureoloato, immerso nelle acque. Il Battista, sta alla sua sinistra, coperto da una pelle di pantera annodata sulla spalla, alla quale si appoggia il lungo bastone ricurvo che sostituisce l'usuale croce astile.
Da uno scoglio emergente dall'acqua del fiume, egli si china in avanti sporgendo la destra priva di attingitoio, che si limita a toccare i capelli del Cristo. L'acqua battesimale viene in realtà versata dal becco della Colomba che discende verticalmente dalla sommità del medaglione.
Dietro questa stupefacente singolarità iconografica si celano certamente forti e determinate ragioni teologiche, che oggi tuttavia non riusciamo più ad afferrare.
In posizione simmetrica ripsetto al battista si trova un vecchio barbuto, con lunghi capelli ricadenti sulle spalle, dai quali dietro al capo si alzano due chele di granchio, è seduto sulla riva davanti a un vaso capovolto dal quale defluisce l'acqua del fiume.
Il vecchio ha il corpo nudo fino al bacino, le gambe coperte da un panneggio e tiene nella destra una canna palustre. La completa aderenza al tipo romano della divinità fluviale rende superflua la denominazione che compare invece sopra la personificazione del Giordano nel tondo del battistero neoniano.
La fascia esterna della decorazione musiva contiene i dodici apostoli recanti la corona rituale, disposti in due file guidate rispettivamente da Pietro - con l'attributo della chiave - e da Paolo - con l'attributo del rotolo -, fermi ai lati di un trono vuoto con un cuscino di porpora ricamato, al quale è appoggiata una croce incrostata di gemme.
Si riconoscono condensati in un unico partito decorativo gli stessi motivi iconografici che nel modello neoniano erano svolti in due fasce. D'altra parte, questi mosaici nei quali un albero di palma è intercalato alle figure degli apostoli, potrebbero forse essere confrontati con la Teoria dei martiri in S. Apollinare Nuovo. |
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Appartiene al gruppo dei monumenti del V sec. Fu eretta da Galla Placidia in seguito a un voto fatto durante una tempesta in mare, quando, dopo la morte del fratello Onorio, ella tornava da Costantinopoli a Ravenna con suo figlio Valentiniano III.
Antica cattedrale Ariana, presenta l'abside rivolta a oriente, poligonale all'esterno e semicircolare all'interno. All'interno si conservano un prezioso ambone marmoreo e un dipinto di Livio Agresti.
Gravemente danneggiata dai bombardamenti aerei del 1944. La basilica è stata ben restaurata. |
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Nei pressi del Centro dantesco e della Basilica di San Francesco sorge la Tomba di Dante. Il poeta morì esule a Ravenna il 13 settembre 1321. La tomba è una piccola costruzione in stile neoclassico costruita da Camillo Morigia nel 1780. Dalla volta del tempietto pende una lampada votiva alimentata dall'olio dei colli toscani, offerto ogni anno dalla città di Firenze in occasione dell'anniversario della morte del poeta. L'area circostante la tomba di Dante è detta "zona dantesca " ed è area di silenzio. |
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Costruita dai veneziani nel 1457, faceva parte della cinta muraria della città di Ravenna.
E' costituita da due parti: la rocca e la cittadella.
La rocca è costituita da un ampio quadrilatero di mq 2180 di superficie con quattro imponenti torrioni circolari agli angoli, uniti da cortine murarie.
La cittadella era un piccolo borgo che comprendeva la casa della guarnigione, i magazzini, il mulino, l'officina per la preparazione delle munizioni e i servizi. La cittadella occupa un'area di 14.000 mq. Circondata da mura, con porta fortificata, due torrioni circolari ai due angoli e due semicircolari lungo la cortina muraria. |
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La basilica di S.Agata Maggiore si trova nel centro della città, in zona pedonale, in via Mazzini piuttosto al di sotto del livello stradale. E' circondata da un prato. La basilica risale al V sec. e nel corso dei secoli ha subito numerose modifiche. La facciata è caratterizzata da un quadriportico , sormontato da una bella bifora inquadrata di marmi I capitelli sono lavorati finemente. Da notare il fregio del grande arco e ifini rilievi a candeliera dei pilastri addossati al muro ai lati della porta. L'interno è a tre navate , con alcune colonne rinforzate da pilastrini in muratura e da un arcone all'altezza della seconda colonna. Tra gli altri vi sono dei capitelli corinzi del vi sec. Il soffitto è a capriate. All'interno sono presenti i reperti degli scavi de 1913-18 e dei sarcofagi del vi sec. Nella navata destra ci sono quattro baldacchini, il più interessante è quello che sovrasta un altare formato da un'antica arca che conserva le ceneri di San Sergio martire e dell'arcivescovo Agnello, del xvi sec. Il quadro sopra l'altare rappresenta S.Agata che accetta il martirio pur di non soccombere a Quinziano, governatore della Sicilia e le sante Caterina e Cecilia, è di Luca longhi. L'abside è dotata di cinque finestre. anticamente era ricoperta da mosaici, che rappresentavano Cristo in trono con vesti color porpora, un rotolo nella mano sinistra, due arcangeli baicocvestiti ai lati su un terreno cosparso di fiori, e che andarono distrutti anche a causa dei terremoti e furono sostituiti da affreschi anch'essi scomparsi. I frammenti rimasti negli intradossi delle finestre sono molto belli. Nell'altare è incorporata una lastra nella quale sono rappresentati due pavoni |
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Bisanzio ****
via Salara 30 -
Tel.0544-217111, Fax 0544-32539
Jolly ****
piazza Goffredo Mameli 1 -
Tel.0544-35762, Fax 0544-216055
Argentario ***
via di Roma 45 -
Tel.0544-35555, Fax 0544-35147
Astoria ***
circ. alla Rotonda dei Goti 26
Tel.0544-453960 Fax 0544455419
Auto Hotel ***
via Secondo Bini 13 -
Tel.0544-460005
Cappello ***
via IV Novembre 41 -
Tel.0544-219813, Fax 0544-219814
Centrale Byron ***
via IV Novembre 14 -
Tel.0544-33479, Fax 0544-34114
Class Hotel ***
viale della Lirica 141 -
Tel.0544-270290, Fax 0544-270170
Diana ***
via Girolamo Rossi 47 -
Tel.0544-39164, Fax 0544-30001
Italia ***
viale Pallavicini Giorgio 4 -
Tel.0544-212363, Fax 0544-217004
Minerva ***
via Maroncelli Pietro 1a -
Tel.0544-213711, Fax 0544-213711
Mocadoro ***
via Baiona 18 -
Tel.0544-455002, Fax 0544-451172
Mosaico ***
via Darsena 9 -
Tel.0544-456665, Fax 0544-456673
Roma ***
via Candiano 26 -
Tel.0544-421515, Fax 0544-421191
Romea ***
via Romea Sud 1 -
Tel.0544-61247, Fax 0544-67847
Sant'Andrea ***
via Cattaneo 33 -
Tel.0544-215564, Fax 0544-215564
Trieste ***
via Trieste 9 -
Tel.0544-421566, Fax 0544-420425
Piccolo Hotel **
via Baiona 59 -
Tel.0544-450324, Fax 0544-451540
Ravenna **
via Maroncelli Pietro 12 -
Tel.0544-212204, Fax 0544-212077
San Marco **
via Trieste 403 -
Cell 339 5033580
Al giaciglio *
via Rocca Brancaleone 42 -
Tel.0544-39403, Fax 0544-39403
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Al Parco - Via Faentina, 235 - Tel.0544 460593
Casadelena - Via Don Minzoni, 115 - Tel.0544 454790
Notte Blu - Via del Liscio, 80 - Tel.335 6644570
A casa di Pino - Via Baccarini, 37 - Tel.0544 38524
Abete - Via E. Pazzi, 62 - Tel.0544 502656
Addy Vijgen - Via Cassino, 49 - Tel.0544 400774
Bondi Luisa - Viale Pallavicini, 7 - Tel.1780 169 449
Capannetti - Via Vic. Capanetti, 19 - Tel.0544 67588
Casa Bassi - Via Dei Poggi, 96 - Tel.0544 470359
Fusconi Pier Alberto - Via San Gaetanino, 39 - Tel.333 6034496
Galla Placidia Via Mura di San Vitale, 12 - Tel.0544 33287
Ghirelli Maria - Via Vallona, 38 - Tel.0544 460362
Guidarello - Cir.ne Piazza d'Armi 54-56 - Tel.0544 61249
Il Limone - Via Scaletta, 9 - Tel.0544 32329
Il Palatium - Via Alberoni, 4C - Tel.335 7836120
La Cà Nova - Via Antica Milizia 12 - Tel.0544 65615
La Casetta - Via Silver Sirotti, 46 - Tel.0544 500785
Nanni Adriana - Via Monte Adamello, 7 - Tel.0544 404505
Rivalta Elisabetta - Via Salara, 11 - Tel.0544 32035
S. Vitale - Via P. Matteucci, 42 - Tel.333 7197580
Teodora - Via C. Cattaneo, 31 - Tel.0544 213813
Ugolini Laura - Via S. Mama, 53 - Tel.0544 405442
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