ufficio del turismo viaggi vacanze gite musei monumentiufficio del turismo ristoranti alberghi monumenti cosa vedere dove dormire mangiare
ufficio turismo viaggi vacanze gite escursioni passeggiate
destinazioni
turismo turisti viaggiare cosa vedere dove dormire mangiare alberghi hotel ristoranti bed breakfast ostelli
turismo monumenti musei parchi giardini esposizioni manifestazioni eventi principali
turismo trasporti aerei aeroporti metro treni stazioni bus taxi pullman
avvertimenti e pericoli per chi viaggia situazioni rischiose
!!attenzione!!
paesi da evitare consigli per la sicurezza viaggiare sicuri
turismo monumenti musei parchi giardini esposizioni manifestazioni eventi principali
turismo trasporti aerei aeroporti metro treni stazioni bus taxi pullman
vacanze vacanza viaggi viaggio viaggiare gita gite weekend fine settimana itinerari
informazioni turistiche ufficio del turismo monumenti musei alberghi bed breakfast ostelli ristoranti pizzerie agriturismi
cosa vedere dove andare cosa fare tempo libero shopping arte cultura turismo
turismo trasporti aerei aeroporti metro treni stazioni bus taxi pullman
 
ufficio del turismo ferrara informazioni turistiche città estense patrimonio umanità unesco world heritage
ufficio del turismo ferrara informazioni turistiche città estense patrimonio umanità unesco world heritage FERRARA ufficio del turismo ferrara informazioni turistiche città estense patrimonio umanità unesco world heritage
ufficio del turismo ferrara informazioni turistiche città estense patrimonio umanità unesco world heritage
Adagiata nel mezzo della Pianura Padana, Ferrara si presenta con l’atmosfera intatta del suo passato, armoniosamente sposata con quella del suo vivace presente.
L’immagine più famosa è certamente quella del suo grande Rinascimento, l’epoca dello splendore della corte Estense, che ha lasciato ovunque segni incancellabili: nel colossale progetto dell’Addizione Erculea, negli imponenti cicli pittorici del Quattrocento e Cinquecento e nel Giudizio Universale del Bastianino.
Dal 1995 il Centro storico di Ferrara è stato inserito dall'UNESCO nella lista del patrimonio mondiale dell’Umanità quale mirabile esempio di città progettata nel Rinascimento che conserva il suo centro storico intatto.
ufficio del turismo ferrara informazioni turistiche città estense patrimonio umanità unesco world heritage
ufficio del turismo ferrara informazioni turistiche città estense patrimonio umanità unesco world heritage
ufficio del turismo ferrara informazioni turitiche visitare ferrara città estense monumenti principali cosa vedere castello duomo chiese palazzo diamanti
Monumenti
ufficio del turismo ferrara informazioni turitiche visitare ferrara città estense monumenti principali cosa vedere castello duomo chiese palazzo diamanti
Castello Estense

castello estense ferrara L'imponente fortezza al centro della città fu fatta innalzare nel 1385 da Nicolò II° d'Este a protezione dagli attacchi esterni, ma soprattutto dalla popolazione locale che aveva manifestato il suo malcontento per le restrizioni del governo estense.
castello estense ferraraVenne incaricato del progetto l'architetto di corte Bartolino da Novara; la nuova costruzione venne addossata alla vecchia Torre dei Leoni, inglobata nell'edificio, munito così di ben quattro torri angolari congiunte fra loro da cortine murarie.
Per diversi decenni il castello fu solo una potente macchina militare, fino a quando, a partire dal 1450, venne progressivamente trasformato in dimora signorile e spazio per la corte, con continui abbellimenti interni ed ampliamenti.
Zone di Visita:
Sotterraneo:
- le prigioni, famose per la tragica storia d'amore di Ugo e Parisina, rispettivamente figlio primogenito e seconda moglie del marchese Nicolò III.
Piano terra:
- le cucine, volute dal duca Alfonso I all'inizio del '500.
- Sala del cordolo: con originale decorazione in pietra bianca.
- Rampa delle artiglierie: veniva usata per portare i cannoni sugli spalti.
Piano nobile:
- Loggia e Giardino degli Aranci: giardino pensile cinquecentesco.
- Camerino dei Baccanali: qui si ammirano tre affreschi riproducenti scene in onore di Bacco e Arianna.
- Cappella di Renata di Francia: luogo di culto calvinista fatto edificare da Renata di Francia, sposa di Ercole II°; adorno solamente di marmi preziosi e privo di immagini, secondo i dettami di quella religione.
- Tre Saloni d'Onore con affreschi della seconda metà del '500, attribuiti alla famiglia Filippi il cui esponente di maggior talento fu Sebastiano Filippi detto Bastianino, noto manierista ferrarese già allievo di Michelangelo.
- Sala dell’Aurora: vi si ammira il soffitto decorato con motivi di ispirazione mitologica, raffiguranti i vari momenti della giornata, e simbolicamente le stagioni dell'uomo.
- Saletta dei Giochi: tra combattimenti e ludi, interessanti sono le scene che rappresentano giochi di bambini (palla, birilli, ecc.). Al centro il girotondo delle stagioni.
- Sala dei Giochi: sono rappresentati vari giochi e sport del mondo greco e romano, ( lancio del disco, corsa dei cavalli, altalena, ecc.). Il tutto è suddiviso in comparti corniciati da fregi e grottesche.

Palazzo Schifanoia

palazzo schifanoia ferrara Fu costruito al di fuori delle antiche mura per volere di Alberto V d'Este nel 1385 e fu più tardi trasformato ed ampliato, soprattutto all'epoca di Borso.
La facciata presenta un grande portale scolpito di squisita fattura, mentre l'attuale paramento a mattone a vista sostituisce quello originale, costituito da un intonaco affrescato ad esagoni vivacemente colorati.
Anche le decorazioni interne hanno subito molte distruzioni, sebbene ciò che resta sia considerato unanimemente come una delle pagine più alte del Rinascimento italiano. L'ambiente più famoso ed interessante è certamente la "Sala dei Mesi", affrescata dai Maestri della pittura ferrarese del XV secolo (Francesco del Cossa, Ercole de' Roberti, Cosmè Tura, ecc.). Paraste dipinte dividono i muri in riquadri, ciascuno corrispondente ad un mese. Ogni riquadro è a sua volta diviso in tre parti, orizzontalmente. Nella parte superiore sono rappresentati trionfi di divinità pagane: questa parte simboleggia il mondo di Dio, da cui vengono all'uomo le leggi del suo comportamento. La parte inferiore presenta figurazioni della vita di tutti i giorni, soprattutto a corte: simbolo del mondo degli uomini. Fra queste due fasce se ne trova una terza, con i simboli dello zodiaco occidentale, accompagnati dai decani dello zodiaco egiziano: il significato di questa fascia è che l'astrologia, "scienza" tenuta in altissimo conto dalla corte ferrarese, altro non sarebbe che un mezzo simbolico attraverso il quale l'uomo comprende il volere di Dio, altrimenti a lui inconoscibile. Fra i molti altri simboli leggibili negli affreschi non bisogna dimenticare la glorificazione del committente, il duca Borso, rappresentato ripetutamente in tutti i mesi mentre amministra saggiamente i suoi Stati.
Dopo i gravi danni subiti nel corso dei secoli dagli affreschi, sono oggi visibili i soli mesi da marzo a settembre (da leggere in senso anti-orario).
Nella adiacente Sala degli Stucchi si ammira uno splendido soffitto a cassettoni dorati e dipinti da Domenico di Paris (secolo XV), raffigurante le virtù cardinali e teologali e le imprese estensi.
Oggi il Palazzo è sede del Museo Civico di Arte Antica, con le sue molteplici collezioni: archeologica, numismatica, di bronzi e placchette, ecc. Di particolare pregio sono gli antifonari miniati, la collezione delle medaglie, con molti ritratti degli Estensi, le pitture e gli avorii. Una "Crocifissione" in alabastro, donata agli Estensi dai sovrani inglesi, costituisce un esempio quasi unico di scultura di quel paese. Molto interessanti sono anche gli stalli e le tarsie del coro di Sant'Andrea, della bottega dei Canovi da Lendinara. Da notare, infine, fra i busti neoclassici, il ritratto del conte Cicognara, opera del Canova.
Via Scandiana, 23 - 44100 Ferrara - tel. 0532-64178
orario: 9.00 / 18.00 - Chiuso il lunedì
Ingresso: € 4,20, ridotto € 2,00 (oltre i 65 anni)
Gratuito: fino a 18 anni

Piazza Ariostea

piazza ariostea ferrara La particolarissima piazza dalla forma ovale e dal piano ribassato, famosa anche per le corse del Palio, è opera dell'architetto Biagio Rossetti. L'intento urbanistico era di dotare la città nuova (la cosiddetta Addizione Erculea) di un suo punto di aggregazione autonomo, che potesse prendere vita come "nuova piazza del mercato". In realtà lo spazio più utilizzato per il mercato rimase sempre quella lungo il fianco della Cattedrale. La piazza, incorniciata da due palazzi rossettiani con loggiato, veniva anticamente chiamata Piazza Nuova, mentre ora prende il nome dal poeta Ludovico Ariosto, la cui statua è posta al centro su di una colonna.

s. Francesco

chiesa di san francesco ferrara Si affaccia su un piazzale di notevoli dimensioni. Fondata dai Francescani fin dagli anni in cui il santo fondatore era in vita, la comunità ricevette favori e benefici da parte di molte famiglie influenti e ricche, ed in particolare dagli Estensi. Nel 1494 Biagio Rossetti venne incaricato dal Duca Ercole I di erigere l'attuale edificio. La facciata in mattoni è scandita da lesene di marmo al primo ordine, e di cotto e laterizio al secondo, raccordato all'inferiore da volute laterali molto ampie, frutto dei rifacimenti effettuati dopo il terremoto del 1570. Anche la fiancata, come in molte chiese di Rossetti, è molto importante: essa costeggia l'antica via di San Francesco (oggi Voltapaletto - Savonarola - Cisterna del Follo), ed è decorata con paraste in cotto che segnalano la posizione dei muri delle cappelle.
L'interno della chiesa è a croce latina, a tre navate con otto cappelle per lato e suscita una impressione di grande armonia per l'applicazione corretta delle proporzioni geometriche rinascimentali. Rimarchevole il gioco di luci studiato dal Rossetti: ciascuna delle cappelle laterali presenta due finestre poste molto in basso. In questo modo la luce investe le pareti laterali che a loro volta la riflettono nella navata centrale; l'illuminazione principale viene così dai lati, dal basso, anziché dall'alto come nella tradizione. Degli apparati decorativi restano poche tracce. Le figure di santi e i monocromi della navata centrale e del transetto furono eseguiti da Girolamo da Carpi, intorno al 1530. Tra le opere si segnalano lo splendido affresco del Garofano La Cattura di Cristo (1524) e un Cristo alla colonna in terracotta, del primo quattrocento, fiancheggiato da due fustigatori dipinti a fresco nel secolo successivo. Dietro l’altar maggiore è collocato un grande trittico di Domenico Mona del 1580-1583: Resurrezione, Ascensione e Deposizione.

s. Maria in Vado

chiesa di santa maria in vado ferrara Di origini antichissime, sorgeva nei pressi di un guado (vado) che permetteva l'attraversamento di uno dei numerosi canali che intersecavano la zona. La sua importanza religiosa è legata al miracolo eucaristico avvenuto nel giorno di Pasqua 1171, quando il sangue sgorgò dall'ostia al momento della consacrazione e andò a bagnare il catino absidale sopra l'altare. Divenuta immediatamente luogo di pellegrinaggio, venne ingrandita per ordine del duca Ercole I d'Este a partire dal 1495 con importanti interventi dell'architetto Biagio Rossetti.
Per la sua dislocazione e la sua disposizione interna, l'edificio può essere considerato come l'incrocio di due chiese indipendenti e strettamente connesse, caratterizzate da una facciata principale (su via Borgovado) e una secondaria (su via Scandiana).
L’interno è a pianta basilicale, con tre navate divise da colonne, abside e transetto. Nelle navate laterali è degna di nota la Madonna di Costantinopoli, quattrocentesca icona di stile bizantino, posta all’altezza della quarta campata destra.
Il soffitto è arricchito da cinque tele di Carlo Bononi ( 1569-1632), nelle quali il pittore dimostra tutta la sua maestria nello scorcio dal basso.
Ai lati dell’altare, si trovano due gigantesche tele di Domenico Mona: La Natività di Maria e La Natività di Gesù. A fianco di queste, nella parte più interna, si trovano Le Nozze di Cana e Lo sposalizio della Vergine, di Carlo Bononi, artista cui va ascritto anche l’affresco del catino: Esaltazione del nome di Dio. Nella grande ancona dorata sottostante il catino si ammira invece la cinquecentesca Annunciazione di Camillo Filippi.

S. Paolo

chiesa di san paolo ferraraLa chiesa attuale, affacciata su una piazzetta ritagliata nel tessuto della città medievale, risale alla fine del '500 e sostituisce un edificio più antico, dedicato al Santo Apostolo, distrutto o comunque seriamente danneggiato dal terremoto del 1570. Officiata per secoli dai monaci Carmelitani, il tempio fu oggetto di molti lasciti e donazioni da parte di ricche famiglie.
Alla chiesa sono adiacenti l'ex Monastero di San Paolo e la Torre dei Leuti, l’edificio più antico di Ferrara (IX secolo), donata dal marchese Nicolò II ai monaci della chiesa per farne il loro campanile.
L'interno, a tre navate, è a croce latina e si presenta singolarmente fastoso e ricco di opere d'arte di grande interesse. La navata centrale fu decorata tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento a monocromo e dorature.
Le due navate laterali presentano cinque cappelle ciascuna riccamente decorate in stili che vanno dal tardo manierismo al pieno barocco.
Sugli altari si trovano quadri di grande importanza di Scarsellino, del Bastianino, di Girolamo da Carpi, di Domenico Mona. Il catino absidale è occupato dal Il ratto di Elia di Scarsellino, affresco della fine del Cinquecento, che rappresenta la salita al cielo del profeta Elia, dove protagonisti dell’opera diventano la luce dello spazio celeste e il paesaggio.

Palazzo Comunale

palazzo comunale o municipale ferrara (ex palazzo ducale)Il Palazzo Municipale (ex Palazzo Ducale) fu costruito a partire dal 1243 e divenne residenza della famiglia Estense sino al XVI secolo, quando la corte si trasferì nel Castello.
Proprio di fronte al protiro della Cattedrale si trova il Volto del Cavallo; ai lati di questo antico accesso al palazzo di Corte stanno un archetto ed una colonna sui quali sono poste le statue del Marchese Niccolò III a cavallo e il duca Borso d'Este in trono. Attraverso il volto si raggiunge l'ex cortile Ducale (oggi piazzetta Municipale), sul quale si affacciano le finestre marmoree degli appartamenti estensi. Vi si ammira anche un bellissimo scalone d'onore eretto nel 1481 dall'architetto Pietro Benvenuti, accanto al quale si trova la ex Cappella di corte, fatta costruire da Ercole I d'Este e ora trasformata in sala teatrale.
All'interno si possono visitare: il Camerino delle Duchesse, un piccolo ambiente concepito forse per Eleonora e Lucrezia d'Este, splendidamente decorato nella seconda metà del '500, e la Sala dell'Arengo, affrescata tra il 1934 ed il 1938 da Achille Funi.

Casa Romei

casa romei ferraraVia Savonarola, 30 - tel. 0532 240341
Orario: 8.30-19.30 - Chiuso lunedì
Ingresso: € 2,00, ridotto € 1,00 (da 18 a 25 anni)
Gratuito: fino a 18 anni e oltre i 65

 
Cattedrale

duomo cattedrale ferrara Eretta nel 1135 e decorata con motivi marmorei verso la fine del XIII secolo, rappresenta una fusione perfetta fra stile romanico e gotico.
Nella facciata spicca il portale mediano preceduto da un protiro del XII secolo di eccezionale bellezza: nella lunetta è la figura di San Giorgio, opera di Nicholaus, uno degli artisti più rappresentativi della scultura romanica in Italia; nel timpano si possono ammirare scene del Giudizio Universale ispirate iconograficamente e stilisticamente all'arte gotica francese.
Lungo il fianco destro della Cattedrale corrono due ordini di gallerie, ornate da colonnine di diversa forma; la parte inferiore è occupata da un portico continuo con botteghe, detto Loggia dei Merciai, del XV secolo. Qui si apriva la Porta dei Mesi, così chiamata dalle magnifiche formelle scolpite con la rappresentazione dei mesi, oggi conservate nel Museo del Duomo.
Il campanile, incompiuto, è un progetto di Leon Battista Alberti. L'abside semicircolare con decorazioni in cotto è opera di Biagio Rossetti.
L'interno, le cui decorazioni e struttura risalgono ai secoli XVIII-XIX, ospita importanti opere di pittori ferraresi del XVI-XVII secolo: da Bastianino a Garofalo. Particolarmente interessante è l'affresco che copre tutta la volta dell'abside, il capolavoro del Bastianino che rappresenta il Giudizio Universale ispirato la più famoso Giudizio michelangiolesco della Cappella Sistina.

Palazzo dei Diamanti

palazzo dei diamanti ferrara Il Palazzo dei Diamanti rappresenta una delle opere più importanti e riuscite di Biagio Rossetti (1447 c. - 1516), la cui costruzione iniziò nel 1493 per conto di Sigismondo d'Este, fratello di Ercole I D'Este. Fu proprio quest'ultimo a commissionare al medesimo architetto il progetto e la realizzazione dell'ampliamento settentrionale di Ferrara, opera che prese appunto il nome di "Addizione Erculea". Proprio all'interno di questo nuovo piano urbanistico - per il quale Jacob Burchkardt definì Ferrara "la prima città moderna europea" - Biagio Rossetti eresse il Palazzo dei Diamanti, che deve questo appellativo alla particolare forma del bugnato, oltre 8.500 blocchi di marmo bianco con venature rosate, che certamente ha contribuito alla sua popolarita'. La qualità architettonica del Palazzo, oltre che nella singolarità delle sue cuspidi, il cui disegno testimonia un'alta sensibilità per il gioco prospettico (i vertici dei "diamanti" della fascia inferiore guardano verso il basso, quelli della fascia superiore verso l'alto, mentre quelli della fascia mediana sono centrali; il piano nobile è un po' arretrato rispetto al piano terreno, al fine di slanciare la mole, mentre il basamento si assottiglia verso sud e verso ovest, accentuando la fuga prospettica), è da individuare anche nel suo situarsi all'angolo del quadrivio che l'odierno Corso Ercole I D'Este forma con Corso Biagio Rossetti, da una parte e Corso Porta Mare, dall'altra. Incrocio che giustifica le belle pilastrate angolari del Palazzo dei Diamanti, del Palazzo Turchi di Bagno e del Palazzo Prosperi Sacrati.
Palazzo dei Diamanti restò di proprietà della famiglia estense anche dopo la devoluzione di Ferrara allo Stato Pontificio; nel 1641 passò ai Marchesi Villa ai quali si devono alcuni rimaneggiamenti, certamente lievi e tali comunque da non compromettere l'impianto originario, che invece subì notevoli danni in seguito al bombardamento aereo del 1944. Successivamente il Palazzo fu acquistato nel 1832 dal Comune per destinarlo ad Ateneo Civico e quindi raccogliervi la Pinacoteca. Questa, passata dal Comune allo Stato nel 1956, è a tutt'oggi situata al piano nobile del Palazzo ed è costituita da opere provenienti da varie chiese ferraresi e dalle acquisizioni di collezioni private fra le quali certamente le più prestigiose sono quelle di parte della Galleria Costabili e della collezione Sacrati Strozzi. Alcune di queste sale conservano soffitti cinquecenteschi. Le sale del piano terra, una volta sede del Museo Giovanni Boldini, oggi trasferito al Palazzo Massari, sono invece adibite ad importanti mostre temporanee di rilievo internazionale, organizzate dalle Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea del Comune di Ferrara e da Ferrara Arte Spa.

Palazzo di Ludovico il Moro

palazzo di ludovico il moro ferrara Iniziato nel 1500 per volere di A. Costabili, ambasciatore estense alla corte di Ludovico il Moro, il Palazzo, opera significativa di Biagio Rossetti, è rimasto incompiuto. Notevole è la decorazione marmorea delle paraste e dei gradini dello scalone del cortile d'onore, che fu affidata a Gabriele Frisoni.
Della primitiva decorazione pittorica, cancellata da interventi settecenteschi a loro volta distrutti, resta testimonianza in alcune sale affrescate nel sec. XVI dal Garofalo. Si segnala in particolare il sontuoso soffitto della cosiddetta "Sala del Tesoro", di influenza mantegnesca.
L'edificio, acquistato dallo Stato nel 1920, divenne nel 1935 sede del Museo Archeologico Nazionale. Contiene i reperti della città greco-etrusca di Spina, la cui importanza, come emporio commerciale e punto d'incontro delle civiltà greca ed etrusca, è testimoniata dalla presenza di molti oggetti di varia provenienza, alcuni dei quali di altissima fattura. I reperti coprono un arco di tempo compreso dagli ultimi decenni del VI sec. a.C. sino alla metà del III sec. d.C.

palazzina di Marfisa

palazzina di marfisa ferrara Anticamente al centro di un complesso di edifici noti come "Casini di S. Silvestro", la Palazzina di Marfisa d'Este fu costruita a partire dal 1559 per volere del Marchese Francesco d'Este, figlio di Alfonso I e Lucrezia Borgia. Dal 1578 passò in eredità alla figlia di Francesco, Marfisa, amante delle arti e protettrice di Torquato Tasso. L'edificio è disposto su un unico piano rialzato: il portale marmoreo è dotato di trabeazione, con le mezze colonne sormontate da capitelli corinzi; ai lati sono disposte dodici finestre, nell'ultimo tratto inquadrate da lesene. Le decorazioni a grottesche, che si ammirano all'interno della Palazzina, sono opera dei Filippi, famiglia di pittori attivi nella seconda metà del XVI secolo: tra i soggetti si ritrovano divinità pagane, animali fantastici, amorini che sbucano da corolle di fiori, imprese, festoni vegetali, medaglioni, cornucopie e mostri alati. L'ampio giardino che un tempo si spingeva fino alla Loggia del Cenacolo di Palazzo Bonacossi, ospita la Loggia degli Aranci, esempio di pergolato dipinto. Si susseguono l'antiloggia, sul cui soffitto si distinguono gli amorini musicanti, e infine la Grotta, con le suggestive scene di caccia e pesca.
Corso Giovecca,170
Orario: 9.00-13.00/15.00-18.00 - Chiuso lunedì
Ingresso: € 2,00, ridotto € 1,60 (oltre i 65 anni)
Gratuito: fino a 18 anni

S. Antonio in Polesine

chiesa di sant'antonio in polesine ferraraSituato nel cuore della città medievale, il monastero conserva intatti il senso di isolamento e la tranquillità dei primi anni della sua esistenza, quando si trovava su di un'isola in mezzo al Po. Fondato da Beatrice, figlia del marchese Azzo VII d'Este, divenuta poi beata, fu fin da principio protetto dagli Estensi, che non lesinarono denaro per il suo abbellimento. Nel periodo del suo massimo splendore, la comunità benedettina si era talmente ingrandita da occupare numerosi edifici adiacenti. Ora le monache vivono nell'ala più antica ed interessante del complesso. Nel cortiletto d'ingresso, dove si affaccia la chiesetta, si trova un albero da fiore di origine orientale, comunemente chiamato "ciliegio giapponese" che ogni anno ad aprile si copre interamente di infiorescenze rosa.
Si accede all'interno del monastero dalla porta più piccola sotto il nartece, e immediatamente ci si trova nel portico dell'antico chiostro, in cui è stata ricavata una cappella contenente i resti della beata Beatrice d’Este.Una stretta porta consente l'ingresso al coro delle monache, uno degli ambienti più affascinanti di Ferrara: la grande stanza, sui cui lati sono allineati gli scanni, è dominata da un lato da una grande pala d'altare di Nicolò Roselli, "La flagellazione" (XVI sec.), incorniciata da una grandiosa ancona dello stesso periodo, in legno scolpito e dorato. Sul lato opposto si aprono tre cappelle, tutte decorate da preziosi affreschi.
La cappella di sinistra è dedicata alle "Storie dell'Infanzia di Gesù" e alla "Vita della Vergine"; si tratta di affreschi di scuola giottesca, eseguiti fra il 1315 e il 1320. Quella centrale è la più grande delle tre e il suo ingresso è sormontato da un architrave su cui poggia un espressivo Crocifisso del '400. La parete frontale ospita una "Annunciazione" di Domenico Panetti (XV sec.).
Le due pareti laterali presentano un'iconografia simile: in alto, tendaggi multicolori del XIV sec.; in basso, immagini della Vergine e vari santi, successive alla metà del XV sec. Da notare il soffitto a grottesche: una presenza di origine pagana molto strana per un ambiente ecclesiastico, ma che testimonia lo stretto contatto fra il monastero e la corte, dove tali decorazioni erano alla moda nel tardo '500. La cappella di destra ha come tema la "Passione" ed è opera di due maestri giotteschi: uno di fine '200, autore dell’affresco "Gesù che sale sulla croce" e l’altro della metà del ‘300.

Corpus Domini

chiesa del corpus domini ferraraIl monastero si trova nella città antica, al centro di un dedalo di viuzze, in una zona, nel medioevo, fra le più eleganti di Ferrara, a pochi passi dalla via di San Francesco e dal palazzo che gli Estensi possedevano su quella strada.
Fondato nel 1406 e approvato nella regola di Santa Chiara nel 1431, il monastero deve la sua fama alla figura di Santa Caterina Vegri, damigella di nobili origini che abbandonò i lussi della corte, presso la quale viveva, per ritirarsi in vita religiosa. Mistica e scrittrice, ella visse qui fino al 1456 e fu dichiarata Santa nel 1712, in virtù di un miracolo legato alla cottura di pagnottelle. La facciata in cotto, è rivolta su via Campofranco e conserva gli elementi decorativi originali, come il portale gotico sormontato da un piccolo rosone. All’interno si trovano la chiesetta pubblica e la sala del Coro dove sono sepolti personaggi famosi della famiglia d'Este: Ercole II, Eleonora d'Aragona, Alfonso I e la sua seconda moglie, la celebre Lucrezia Borgia, Alfonso II, ultimo duca. Inoltre Eleonora, figlia di Alfonso I, e Lucrezia, figlia di Ercole II, monache in questo luogo. In fondo al coro, sotto una piccola lapide, sono stati raccolti i resti di molti altri Estensi, provenienti dalla scomparsa chiesa di Santa Maria degli Angeli
.

S. Cristoforo (Certosa)

certosa di ferrara - san cristoforoIl complesso architettonico della Certosa sorge all'estremità nord-orientale di Ferrara entro la cerchia delle antiche mura.
In origine situata in una zona ortiva isolata dall'abitato, fu inglobata nella città alla fine del 1400 con l'addizione erculea.
La chiesa primitiva e il monastero furono costruiti tra il 1452 e il 1461 per ospitare, su desiderio del duca Borso d'Este, l'Ordine dei P.P. Certosini, ivi insediati dal 1461 per oltre tre secoli.
Il complesso comprendeva la chiesa orientata verso ovest, affiancata sulla destra dal giardino abbaziale porticato, di accesso al monastero, sulla sinistra dalla foresteria con chiostro interno ed alcune fabbriche adibite a servizi (granai, distilleria).
Alle spalle sorgeva il Gran Claustro attorniato dalle celle dei monaci. L'antica chiesa adibita a cella vinaria dai monaci, quindi, scuderia in età napoleonica, fu demolita con gran parte delle fabbriche adiacenti nel secondo decennio dell'ottocento, nell'ambito della ristrutturazione cimiteriale. Soltanto il Gran Claustro e parzialmente l'antica cella del priore (Camerone Bonaccioli) sono tuttora esistenti.
Alla struttura conventuale, qui descritta, si aggiunse poco più a nord, a partire dal 1501, l'edificio della nuova chiesa.
Alla fine del '700 la soppressione degli ordini religiosi e la confisca dei beni ecclesiastici da parte di Napoleone allontanò definitivamente i Padri Certosini da Ferrara e l'antico convento, per i requisiti di isolamento e vastità fu destinato a divenire sede del pubblico Cimitero.
Fu aperto ufficialmente il 3 gennaio del 1813.
Appartiene a questo periodo la fase progettuale di trasformazione dell'antica Certosa in complesso cimiteriale.
Il progetto prescelto ideato dal M.se Fernando Canonici e reso operativo dal 1819, fu in parte modificato dall'architetto stesso nel 1830, senza alterare la configurazione generale del piano già adottato.
Sul lato sud della chiesa fu conservato l'antico Claustro che fu preso a modello per le tipologie architettoniche e ornamentali delle nuove strutture (chiostro di tre lati su cui si innesta un ampio porticato curvilineo).
Per la zona nord della chiesa il disegno propose la realizzazione di un complesso di edifici uguale e simmetrico al precedente. Simmetria dei volumi e omogeneità decorativa sono, infatti, le costanti riscontrabili in questo progetto.
L'attuazione fedele alle linee essenziali tracciate dai Canonici si è protratta per oltre un secolo: nel 1914 ricorrenza del centenario del Cimitero si conclusero i lavori della prima area a sud del Tempio, mentre nel corso dei bombardamenti del 1944 andarono distrutti il campanile, la copertura dell'abside e il frontone sud del transetto.
Gli interventi di ricostruzione ed i restauri si sono susseguiti pressochè ininterrotti dal primo dopoguerra ad oggi, mentre è in via di conclusione pure il cosiddetto "Ampliamento" iniziato verso la fine degli anni '60.
L'intera zona inoltre è stata delimitata, a partire dalle principali vie di accesso, mediante il ripristino delle antiche cancellate (una parte delle quali, si dice, trafugate da Napoleone, fanno bella mostra di sè all'ingresso del Louvre a Parigi).
L'accesso al Cimitero, posto a sud della Chiesa, immette in un chiostro di tre lati delimitante l'area ricavata dalla demolizione della chiesa primitiva.
A questa struttura ottocentesca (Arch. Canonici) è contiguo l'antico Gran Claustro. I 24 archi sui lati maggiori e 16 sui minori (originariamente 20) immettono in un portico coperto da volte a crociera. Cornici in cotto adornano gli archi lungo tutto il perimetro interno. Le colonne sono coronate da un capitello composito.
Al centro del lato prospiciente l'ingresso del Claustro, il famedio, progettato dai Canonici (sola variante alla prima struttura) accoglie la tomba del Duca Borso: un sarcofago in parte incassato nel muro, ornato di festoni, uccelli e cornucopie sbalzati nel marmo, sormontato da una targa e da un medaglione col ritratto del Duca
.

 
ufficio del turismo ferrara informazioni turitiche visitare ferrara città estense monumenti principali cosa vedere castello duomo chiese palazzo diamanti
ufficio del turismo ferrara informazioni turitiche visitare ferrara città estense monumenti principali cosa vedere castello duomo chiese palazzo diamanti
ufficio del turismo ferrara informazioni turitiche visitare ferrara città estense musei da non perdere pinacoteca museo civico ferrara
Musei
ufficio del turismo ferrara informazioni turitiche visitare ferrara città estense musei da non perdere pinacoteca museo civico ferrara
Pinacoteca

Creata nel 1836 la Pinacoteca fu la prima raccolta pubblica di dipinti ferraresi, creata per porre un freno alla dispersione del patrimonio artistico locale costituendo un museo moderno in cui conservare e promuovere la cultura e l'arte ferraresi. Nel 1958 la Pinacoteca, fino a quel momento composta principalmente da opere di medio e grande formato a soggetto sacro, divenne patrimonio dello Stato. Negli anni seguenti si arricchì di donazioni e collezioni: oggi il museo conta più di duecento opere a soggetto sia sacro che profano, che offrono al visitatore un panorama completo della pittura ferrarese dal XIII al XVII secolo.
Le opere sono disposte nelle sale del piano nobile di Palazzo dei Diamanti, come il Salone d’Onore, decorate da pregevoli soffitti cinquecenteschi.
Il Trecento: A rappresentare i secoli medievali sono presenti numerosi artisti, fra cui il bizantineggiante Maestro di San Bartolo, con affreschi del tardo '200, Serafino de' Serafini, con il grande dipinto murale del "Trionfo di Sant'Agostino", Simone de' Crocifissi e Cristoforo da Bologna. Da notare, nonostante la sua estraneità alla cultura locale, il magnifico "San Giovanni Battista" del cosiddetto "Maestro di Figline".
Il Quattrocento: Cosmé Tura (il caposcuola), Ercole de' Roberti e Francesco del Cossa sono i maestri della grande scuola pittorica quattrocentesca denominata Officina Ferrarese, che realizzò uno dei suoi massimi capolavori negli affreschi del Ciclo dei Mesi di Palazzo Schifanoia. Il Tura, affascinante ed inconfondibile per le immagini che sembrano lamine metalliche, è presente con due tondi con "Il giudizio di San Maurelio" e "Il martirio di San Maurelio". Di Ercole de' Roberti si ammirano in Pinacoteca un "San Petronio" e una "Madonna con Bambino". Mancano, purtroppo, opere del terzo maestro, così ampiamente documentato a Schifanoia. All'officina Ferrarese appartenevano anche i pittori che decorarono il celebre Studiolo di Leonello d'Este al Palazzo di Belfiore: i quadri rappresentavano le Muse e nella Pinacoteca sono visibili le splendide "Erato" attribuita ad Angelo Maccagnino, e "Urania" di autore sconosciuto; altri quadri di questa serie sono esposti a Milano, Londra, Berlino e Budapest. Di Michele Pannonio, autore di una delle Muse, possiamo ammirare due eleganti figure di santi.
Il Cinquecento: Si tratta del secolo più ampiamente rappresentato, soprattutto attraverso le opere del Garofalo, maestro del classicismo, che raccolse le influenze di Raffaello, Giorgione e Tiziano, pur rimanendo intimamente legato all'ambiente ferrarese. Alcune opere ci mostrano la vena fantastica e talvolta magica dei fratelli Battista e Dosso Dossi e il loro inconfondibile cromatismo. Altri pittori ferraresi del periodo, qui documentati, sono l'Ortolano, Ludovico Mazzolino, il Bastarolo.La fine secolo fu dominata dalla famiglia Filippi e soprattutto da Sebastiano, detto Bastianino, pittore in cui gli evidenti influssi michelangioleschi diedero la nascita ad uno stile personalissimo, con gli anni sempre più aperto alle influenze venete.
Fra gli autori non ferraresi ricordiamo Agostino e Ludovico Carracci, Niccolò Pisano e Domenico Tintoretto.
Sei-Settecento: Il grande Guercino, nativo della vicina Cento, lasciò numerose opere a Ferrara e la Pinacoteca vanta un "Martirio di San Maurelio" del 1635.
Massimo rappresentante della pittura ferrese del XVII secolo fu lo Scarsellino, autore di quadri intensi ed eleganti, come il "Noli me tangere" o l"Ultima Cena". Da non dimenticare poi Carlo Bononi, ottimo artista che accompagnò con le sue opere il tramonto dell'arte ferrarese.
Il Settecento è rappresentato fra gli altri dai ferraresi Ghedini e Parolini, dallo Zola, dai bolognesi Gandolfi e da grandi vedute paesaggistiche del francese Hubert Robert.
Palazzo dei Diamanti
C.so Ercole I d'Este,21 - tel. 0532 205844
Orario: feriale 9.00-14.00; festivo 9.00-13.00.
Ogni giovedì 9.00-19.00
Ingresso: € 4,00, ridotto € 2,00 (dai 18 ai 25 anni)
Gratuito: fino a 18 anni e oltre i 65 - Chiuso lunedì

 
Museo Civico

Ubicato nell’ala Trecentesca di Palazzo Schifanoia dal 1898, ospita collezioni di varia natura fra cui quelle di pittura, codici miniati, bronzetti, oggetti d’avorio, ceramiche graffite. Molto interessante il piccolo medagliere con pezzi, tra gli altri, di Pisanello. Fra i personaggi rappresentati vi sono molti Estensi, da Leonello a Ercole I, da Lucrezia Borgia a Lucrezia de’ Medici. Molto preziosi sono inoltre gli stalli ricostruiti del coro della scomparsa chiesa di S. Andrea, affascinante esempio di tarsia lignea dei Canozi da Lendinara. Da ricordare infine il Polittico in alabastro, eseguito nel XV secolo in una bottega di Nottingham, donato dal re d’Inghilterra agli Estensi: le sette formelle, ormai prive della originaria cornice, conservano parte della loro policromia e rappresentano le scene della Passione.
Palazzo Schifanoia
Via Scandiana, 23
tel. 0532 209988 - 0532 64178
Orario: 9.30 - 18.00 Chiuso il lunedì.
Ingresso:
intero: € 4,50 (compreso l'ingresso al Civico Lapidario), ridotto: € 2,00 oltre i 65 anni; gratuito fino a 18 anni.
Biglietto Cumulativo Musei d'Arte Antica: Palazzo Schifanoia, Lapidario, Palazzina Marfisa d’Este e Museo della Cattedrale: € 6,50, ridotto € 4,50.

 
ufficio del turismo ferrara informazioni turitiche visitare ferrara città estense musei da non perdere pinacoteca museo civico ferrara
ufficio del turismo ferrara informazioni turitiche visitare ferrara città estense musei da non perdere pinacoteca museo civico ferrara
ufficio del turismo ferrara informazioni turistiche città estense patrimonio umanità unesco world heritage
FERRARA
ufficio del turismo ferrara informazioni turistiche città estense patrimonio umanità unesco world heritage
ufficio del turismo ferrara informazioni turistiche città estense patrimonio umanità unesco world heritage
ufficio del turismo ferrara informazioni turistiche città estense patrimonio umanità unesco world heritage
ufficio del turismo emilia romagna informazioni turistiche viaggi vacanze rimini riccione cesenatico cervia milano marittima marina di ravenna ferrara bologna
ufficio del turismo emilia romagna informazioni turistiche viaggi vacanze rimini riccione cesenatico cervia milano marittima cesena castrocaro terme
alberghi hotel ostelli bed breakfast agriturismo ristoranti
turismo turisti informazioni turistiche mete destinazioni vacanze viaggi gite weekend arte cultura
turismo monumenti musei parchi giardini esposizioni manifestazioni eventi principali
turismo trasporti aerei aeroporti metro treni stazioni bus taxi pullman