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 L'Aquila  |
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Nel 1254 gli abitanti dei leggendari 99 castelli furono riuniti da Corrado IV con un diploma esecutivo emanato da Federico II di Svevia, nel quale si stabiliva di edificare la città, il cui nome deriva probabilmente dal villaggio Acculi. La popolazione aumento’ notevolmente fino a costruire un nucleo di grande importanza.
Prosperò sotto gli Angioini per la celebre Via degli Abruzzi, un’arteria commerciale e militare che collegava Napoli a Firenze. Intorno al 1400 subi’ l’assedio di Braccio da Montone. Divenne anche un fervido centro culturale; ebbe la prima tipografia della regione e vi si svilupparono tutte le arti come attesta il suo ricco patrimonio.
La ribellione a Carlo V durante la guerra Franco-Spagnola segno’ l’inizio della sua decadenza. Cominciò ad essere privata di molti privilegi e subì anche un grave terremoto nel 1703. La ricostruzione seguita, portò ad uno straordinario sviluppo dell’edilizia sia civile che religiosa. |
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La Basilica fu iniziata nel 1454 in onore di San Bernardino da Siena che riposa nel mausoleo, realizzato da Silvestro dell'Aquila allievo di Donatello, all'interno della stessa.La facciata realizzata dall'Architetto Cola Dell'Amatrice è divisa in tre ordini :dorico, ionico e corinzio.Distrutta dal terremoto del 1703 fu ricostruita in stile barocco.L'interno è a tre navate con un soffitto ligneo intagliato e laminato in oro zecchino con al centro il monogramma di San Bernardino realizzato da Ferdinando Mosca da Pescocostanzo come pure il monumentale organo con cantoria.All'interno possiamo ammirare la pala d'altare in terracotta invetriata di Andrea della Robbia, il monumento marmoreo funebre di Maria Pereyra Camponeschi e della sua figlioletta opera di Silvestro dell'Aquila.Dello stesso artista la Madonna col Bambino sempre in terracotta policromata.
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L'architettura in stile romano gotico abruzzese ha la facciata a coronamento orizzontale e presenta vari elementi: romanici, gotici e rinascimentali.La sua costruzione ebbe inizio nel 1287 per volontà dell'eremita Pietro da Morrone che vi fu incoronato Papa il 29 agosto 1294 con il nome di Celestino V. Il suo corpo è conservato all'interno della basilica nel mausoleo eseguito da Girolamo da Vicenza.Il bellissimo rosone centrale in stile gotico fiorito è costituito da un doppio giro di colonne tortili e di archetti a chiglia trilobati, mentre la cornice è decorata da un motivo di macroscopiche foglie.Nella zona inferiore, riccamente decorata, spiccano i due rosoni minori uno di stile gotico l'altro una semplice ruota romana.Al di sotto tre portali , quello centrale è accostato da due ordini di nicchie, poggianti su due basamenti a riquadri fioriti, che in origine contenevano statue.L'importante interno è diviso in tre navate da archi ogivali sorretti da pilastri ottogonali.Nella chiesa si trovano opere di Silvestro dell'Aquila, tele di Carlo Ruther, pittore fiammingo, ispirate alla vita di San Pietro Celestino e affreschi di scuola veneta e l'organo della scuola aquilana dei Fedri.Nel lato sinistro della Basilica spicca la Porta Santa l'unica fuori le mura di Roma.
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La cattedrale è dedicata a San Massimo, patrono della città. Distrutta da vari terremoti fu ricostruita in forma neoclassico la facciata e in forma barocco l'interno.L'interno è a 3 navate con 3 cappelle per lato. Sulla destra dell'ingresso si trova il monumento sepolcrale del cardinale Amico Agnifili figura di forte rilievo del quattrocento aquilano scolpito da Silvestro dell'Aquila.
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La chiesa fu costruita degli abitanti di Coppito sul finire del sec. XIII.Divenne presto importante perché nella suddivisione della città in 4 quartieri costituì uno dei quattro Capoquarti.Interessante è l'architrave del portale, fiancheggiato da due leoni, probabilmente di epoca romana.Nell'interno si trovano affreschi tre - quattrocenteschi di scuola toscana.
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Chiesa del XV secolo. Ha un' imponente facciata stile romano - gotico con un ricco portale ed un rosone romanico scolpito a raggi rabescati.L'interno è a tre navate, nel catino absidale ciclo di affreschi tre- quattrocenteschi di scuola toscana.Importante è la cappella Branconio, in fondo alla navata sinistra, che vantò un capolavoro di Raffaello rappresentante la Visitazione sostituita con una copia. L'originale si trova al museo del Prado a Madrid.
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La chiesa fu edificata dai naturali di Pianola. Dell'originale impianto trecentesco rimangono le monofore gotiche laterali ed il portale del fianco sinistro.La facciata risale al 1400 ma fu rielaborata nel 1750 con la sovrapposizione di due piccoli campanili.Nell'interno restaurato nel '700 vi si custodisce la venerata immagine della Madonna del Popolo Aquilano, il cui culto fu istituito nel 1726. |
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Eretta dai naturali del Colle di Roio è della fine del sec. XIII c on dimensioni inferiori alle attuali mentre la facciata è degli inizi del XIV secolo. Appartengono alla antica fabbrica la base del campanile e la parte absidale esterna.Importante nel sobrio portale è la lunetta in cui è collocato un bassorilievo quattrocentesco. |
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La costruzione del castello risale alla prima metà del XVI secolo durante le lotte per l'egemonia in Europa tra Francia e Spagna. La città dell'Aquila si ribellò al dominio spagnolo e questi "ad reprimendam audaciam aquilanorum" imposero la costruzione del forte a totale spese del popolo.L'Aquila scrisse in questo periodo le pagine più tristi della sua storia. La realizzazione dell'opera fu commissionata dal Vicerè di Spagna Don Pedro da Toledo nel 1534 ad un grande architetto militare Pirro Luigi Escribà o Scribà famosissimo per aver progettato Castel Sant'Elmo a Napoli.Chiamato erroneamente castello, questo stupendo esempio di architettura militare, unico per le sue caratteristiche, in realtà è un forte.Fu concepito come una colossale macchina da guerra d'immense proporzioni, progettato su calcoli matematici e geometrici riproducenti, come rileva lo studioso tedesco Eberhadt lo schema geometrico e matematico della cosmologia matematico-aristitelica. Ha la forma quadrata con quattro orecchioni di raccordo tra cortine e bastioni. Lo spessore delle mura varia da un massimo di 10 m alla base a 5 m alla sommità della cortina. L'altezza totale è di 30 m mentre il fossato è largo 23 m e profondo 14 m.Oggi ospita il Museo Nazionale D'Abruzzo con varie ed importantissime sezioni, la Soprintendenza ai B.A.A.A.S., l'Auditorium della Società Aquilana dei Concerti "B Barattelli", l'Istituto Nazionale di Geofisica, una sala congressi per convegni nazionali ed internazionali ad alto livello.
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Situata a ridosso delle mura cittadine, è da considerarsi certamente un monumento singolare. Fu costruita, come vuole la lapide che si conserva sul posto, nel 1272 ad opera di Tancredi da Pentina su commisione del Capitano Lucchesiono, governatore regio. Attualmente ha forma trapezoidale, ma in origine si componeva del lato nord e di quello est (rispettivamente di fronte e a sinistra del visitatore) mentre il lato sud fu aggiunto più tardi, com dimostrano i caratteri rinascimentali della composizione. L'altro muraglione, in marmi bianchi e rosa, ha un disegno molto più semplice, ma complessivamente simile a quello di S. Maria di Collemaggio, e dovrebbe risalire alla seconda metà del XIV sec.
La particolarità della fontana risiede nei mascheroni da cui sgorga l'acqua; essi rappresentano frati, teste virili e muliebri, cavalli ecc. e secondo la leggenda dovrebbero simboleggiare i 99 castelli che partecipano alla fondazione della città. Alternati alle figure, si possono trovare fioroni molto comuni in Abruzzo tra il medioevo e il rinascimento. Importanti sono le quattro lastre poste nella parete centrale, tra le quali si trova quella che riporta la data di edificazione, e quella del restauro eseguito nel 1744 durante il quale fu selciato il piazzale.
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Fu eretto su progetto di Loreto Cicchi da Pescocostanzo nel 1776 per volontà di G. Lorenzo Centi esponente di una notissima famiglia aquilana. In stile pienamente barocco, anche se con elementi tardo manieristici, presenta in facciata un grandioso portale sormontato da una balconata in stile borrominiano articolata su linee curve e sorretta da sei colonne ioniche. Attualmente è sede del consiglio regionale.
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La chiesa del XII secolo fu riconosciuta primo Capoquarto nello Spirituale ed ebbe il titolo di Insegne.Si presenta secondo uno schema cittadino tipico ma caratterizzata da grandiosità nuova ed austerità non comuneLa facciata presenta un rosone centrale con intarsio in gotico fiammeggiante reso ancor più ricco dalla presenza dei dodici "talamoni" che sorreggono la ruota interna.Il portale romanico è pregevole opera di Bonanno di Nicola da Coppito. Appoggiata alla facciata, sulla destra, si colloca una interessante fontana a vasca rettangolare.L'interno si presenta in stile barocco. L'altare maggiore è in legno dorato intarsiato con tabernacolo a forma di tempietto. Sotto l'altare si trovano le reliquie dei Santi Giusta e Giustino.La primitiva ossatura, tuttavia, traspare nel forte pilone a fascio dell'arco trionfale.
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Chiesa sconsacrata che risale alla fine del XIV secolo. Vi si trova un'opera di notevole valore scultoreo, il monumento sepolcrale a due membri della famiglia Camponeschi :Esso è un esempio di transazione tra il medioevo e il rinascimento opera del maestro Gualtiero d'Alemagna.Il monumento è costituito da un'arca sorretta da colonnine tortili e sormontata da un'edicola contenente la statua equestre di Ludovico Camponeschi. Attualmente vi si svolgono mostre di artigianato e di arte varia in vari periodi dell'anno. |
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Edificata dagli abitanti di Roio (borgo dell'antico contado) nel 1200 fu distrutta da vari terremoti, tuttavia conserva delle strutture duecentesche.Riedificata, con ricchezza di mezzi, ha uno svettante campanile e all'interno è abbellita da 17 altari. |
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I lavori della chiesa furono iniziati da ben 3 architetti su progetto di Carlo Buratti (allievo del Fontana) Si pensò di innalzare una facciata in pietra bianca di Poggio Picenze (AQ), riccamente ornata di bassorilievi e statue. Essa fu realizzata dall'aquilano Giovanfrancesco Leomporri fra il 1770 ed il 1775. Egli ideò una facciata scenografica imponente, il cui aspetto è reso caratteristico dalla colorazione scura assunta dalla pietra con il tempo. |
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Ubicato nel Castello, comprende importanti raccolte di materiale vario: archeologico, opere di scultura e pittura, lavori di oreficeria, miniatura, ceramica e artigianato abruzzese. Al piano terreno è ordinata la sezione archeologica; materiale di popoli italici, frammenti epigrafici dalle città romane dell'alto Abruzzo, frammenti architettonici, rilievi e statue; notevole il calendario Amitermino, da Amiternum.
Al primo e al secondo piano la sezione di arte sacra che raccoglie importanti sculture lignee o di terracotta policrome (sec. XII e XVI - Madonna col Bambino e S. Sebastiano di Silvestro dell'Aquila), dipinti di pittori fiamminghi, romani e napoletani.
Tra le oreficerie: croci astili dei sec. XIIi-XVI, reliquiari, croce processionale di Nicola da Guardiagrele (1434).
Sezione della ceramica abruzzese: Castelli (sec. XVII-XVIII). Sezione d'Arte moderna e contemporanea, con varie sale dedicate ai contemporanei abruzzesi.
Indirizzo: Via Ottavio Colecchi
Telefono: 0862/633239
Fax: 413096
E-mail: spsadaq@arti.beniculturali.it
Orario d'apertura: 9.00 - 19.00 (feriali); 9.00 - 20.00 (festivi); 9.00 - 19.00/20.00 - 24.00 (sabato dal 1° giugno al 30 settembre)
Chiusura settimanale: Lunedi
Costo del biglietto: € 4,00 |
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