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La piu' piccola e la piu' antica repubblica del mondo, le cui origini risalgono all'anno 301.
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informazioni generali
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Capitale: San Marino
Popolazione: 25.000 abitanti
Superficie: 60 Km²
Lingue: italiano
Moneta: euro
Clima: come in Italia. In inverno possibili disagi per le nevicate
Fuso orario: GMT+1 (stessa ora italiana)
Documentazione necessaria: Carta d'identita', passaporto o patente di guida
Sanita': Convenzione bilaterale di sicurezza sociale con l'Italia; nessun problema di rimpatrio
Patente: italiana
Zone sicure: tutte
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Come arrivare
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Aereo: aeroporto internazionale di Rimini - San Marino: servizio di pullman
Treno: servizio di bus dalla stazione di Rimini
Auto: autostrada A14 uscita Rimini sud, seguire la statale S.S. San Marino (circa 22 km).
Bus: E' collegata tramite la linea autobus n.17 e diverse linee di corriere (tel. 0549 903854) alla Stazione ferroviaria (tel. 1478 88088), al centro e all'aereoporto internazionale di Miramare di Rimini (0451 715711).
Nave: porti di Rimini, Riccione, Portoverde
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Cosa vedere
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Palazzo pubblico

palazzo pubblico san marino L'attuale edificio si erge sul luogo ove anticamente sorgeva il vecchio Palazzo denominato Domus Magna Comunis , costruito verosimilmente alla fine del secolo XIV che, dopo aver subito ripetuti restauri e consolidamenti, fu abbattuto alla fine dell'Ottocento perché minacciava rovina. Il nuovo Palazzo Pubblico o Palazzo Governativo fu costruito tra gli anni 1884 -1894 su progetto dell'architetto romano Francesco Azzurri, presidente dell'Accademia di S. Luca a Roma, il quale, interpretando le aspettative e i gusti dei committenti sammarinesi, lo disegnò nello stile semplice e severo dei palazzi comunali dei secoli XIII e XIV. Dopo cento anni di vita l'edificio, divenuto del tutto inidoneo alle moderne esigenze di sicurezza e funzionalità, è stato sottoposto a un complesso intervento di restauro e ristrutturazione, affidato all'architetto di fama internazionale Gae Aulenti, che si è concluso il 30 settembre 1996 con una solenne inaugurazione.
La facciata è caratterizzata dalla presenza di tre grandi aperture ogivali e dalla sovrastante torre merlata dell'orologio. La sua superficie in pietra arenaria è costellata dagli stemmi di illustri casate italiane (Visconti, Montefeltro ecc.), mentre sopra le arcate del portico sono inseriti quelli dei quattro Castelli che componevano l'antico contado della Repubblica: Serravalle, Fiorentino, Faetano e Montegiardino.
L'atrio, dominato dall'ampio scalone in pietra che conduce alla balconata del piano ammezzato e ai piani superiori, è caratterizzato da uno stile sobrio ed elegante. L'alto soffitto, costituito da un impalcato in legno policromo, e il fregio decorativo, che corre tutto intorno, smorzano l'austerità delle pareti in pietra e conferiscono unità all'ambiente. Sulla parete di sinistra è appeso un imponente S temma barocco della Repubblica , in pietra arenaria, che un tempo ornava la facciata del vecchio Palazzo; a destra, sotto lo scalone, un busto bronzeo raffigurante Giosuè Carducci , opera del cesenate Tullo Golfarelli, ricorda l'insigne poeta che il 30 settembre 1894 pronunciò l'orazione inaugurale del nuovo Palazzo. Decorano la parete dello scalone d'onore, assieme alle diverse lapidi dedicate a illustri personaggi sammarinesi e stranieri, due balestre da posta cinquecentesche, ultime superstiti di una originale e florida produzione locale. In fondo, sulla parete opposta all'ingresso, si aprono le porte dalle quali si accede agli Uffici della Segreteria Istituzionale e alla Sala delle Udienze, dove i Capitani Reggenti ricevono gli ospiti importanti e, periodicamente, i cittadini.
L'ammezzato e'' il piano intermedio fra il piano terra e il piano nobile, dal quale si diparte la balconata che si affaccia sull'atrio. Vicino alla porta che conduce al locale oggi adibito a Sala Stampa, una piccola tempera murale, realizzata su disegno di Francesco Azzurri, ricorda la liberazione della Repubblica dall'occupazione del Cardinale Giulio Alberoni, Legato Pontificio in Romagna. Accanto e' stato collocato il busto marmoreo di Papa Clemente XII che, nell'occasione, si adoperò affinché i sammarinesi potessero riconquistare la pace e la libertà perduta.
Proseguendo lungo lo scalone d'onore, si incontra l'ambiente su cui si aprono la Sala del Consiglio Grande e Generale e la Sala del Consiglio dei XII. Fra le due porte di accesso alla Sala del Consiglio Grande e Generale è possibile ammirare da vicino il trittico ceramico che originariamente ornava la torretta dell'orologio.
La sala del Consiglio dei XIII e' una piccola sala di rappresentanza in stile cinquecentesco, la cui porta di ingresso reca l'iscrizione : " Animus in audiendo benignus " (Cortesia nelle udienze). Ospita una delle più splendide e più note immagini del Santo Marino , raffigurato mentre benedice la sua città che regge in mano. Tradizionalmente attribuito al Guercino, il dipinto è stato recentemente riconosciuto come opera del suo allievo e collaboratore Bartolomeo Gennari (1594-1661).
La sala del consiglio grande e generale, destinata allo svolgimento delle attività parlamentari di San Marino, ospita gli scranni dei 60 consiglieri e il trono dei Capitani Reggenti che ne presiedono le assisi. E' dominata dalla grande tempera murale che rappresenta L'apparizione di San Marino al suo popolo , dipinta da Emilio Retrosi nel 1894. Il Santo è raffigurato alle falde del monte Titano nell'atto di lasciare ai Sammarinesi il suo ideale retaggio di libertà e indipendenza; alla sua destra sono effigiati i due Capitani Reggenti circondati dai maggiorenti del Titano e da alcuni armati; alla sua sinistra il popolo e i rappresentanti delle varie corporazioni. Le decorazioni murali che ornano le altre pareti sono opera dei pittori senesi Pietro Lolli, Giuseppe Rossi e Carlo Merlini, scelti appositamente dall'architetto Azzurri. Sulla parete opposta alla tempera del Retrosi, in alto, si apre la Tribuna per il pubblico, dove al centro spicca una bella immagine allegorica della Repubblica ; sotto la tribuna un monumentale camino in pietra con gli stemmi dello Stato e dei nove Castelli sammarinesi, scolpito dall'artigiano sammarinese Marcello Reffi.
Dalla Sala del Consiglio Grande e Generale si accede direttamente alla sala dello scrutinio, una piccola sala, le cui finestre si affacciano sulla Piazza della Libertà, dove semestralmente  si svolgono le operazioni di spoglio delle schede di nomina dei Capitani Reggenti. Ne ornano le pareti due importanti dipinti seicenteschi, raffiguranti San Giovanni Battista e San Marino lapicida , tradizionalmente attribuiti a Giovanni Lanfranco (1582-1647).
Centro storico, Piazza della libertà - tel. 0549 885370
Ingresso:
Intero € 3,00 cumulativo con il Museo San Francesco
Ridotto € 1,50 (gruppi superiori a 25 persone, studenti scuole elementari, medie e superiori ed accompagnatori) gratuito handicappati gravi ed accompagnatori, Carta Giovane, bambini fino a 5 anni di età
Cumulativo con il Museo di Stato € 4,50
Nota - Il cambio della guardia: Il Nucleo Uniformato della Guardia di Rocca presta servizio d'onore al Palazzo Pubblico nella Piazza della Libertà, ed effettua il "cambio della guardia" dalle ore 8:30 alle ore 18:30, ogni ora sulla mezz'ora, durante i mesi estivi, più precisamente dalla seconda metà del mese di Maggio a tutto il mese di Settembre.

 
Rocca guaita (prima torre)

turismo rocca guaita san marino La Prima Torre, o Rocca , o Guaita , è la maggiore e la più antica delle tre rocche che dominano dall'alto la Città di San Marino. Il suo nucleo centrale, che fu posto di guardia e rifugio dei primi abitatori del Monte Titano, risale al secolo XI ed è pertanto uno fra i più vetusti fortilizi d'Italia. E' caratterizzata dalla presenza di due cinte murarie difensive. Quella esterna, coronata da merli e rinforzata agli angoli da torrioni angolari che furono abbassati nel corso del XVI secolo, faceva parte del primo girone di mura (Girone della Guaita) eretto a difesa dell'abitato. La cinta muraria interna, la più antica, è dotata di un ingresso sopraelevato e racchiude al suo interno la Torre campanaria, gli alloggiamenti delle guarnigioni trasformate successivamente in carceri, e la Torre della penna, l'antica torre di guardia che fu ricostruita nella seconda metà del XV secolo.
Nella sua struttura reca ancora le tracce dei successivi rifacimenti cui fu sottoposto il complesso difensivo: un pugnale scolpito su uno dei conci vicino al campanile e una iscrizione a caratteri gotici sul torrione orientale, ad esempio, sono stati riconosciuti come simboli lasciati dalle maestranze comacine che nel XIII secolo ne eseguirono il primo restauro, mentre le date 1481 e 1475 incise rispettivamente sull'arco della porta di accesso e sull'architrave di una feritoia ricordano gli importanti rifacimenti subiti negli ultimi decenni del XV secolo.
Tuttavia le numerose ristrutturazioni alle quali è stato sottoposto il complesso difensivo, soprattutto nei secoli XV e XVI, non ne hanno alterato in modo sostanziale l'aspetto, che rimane austero e disadorno.
L’ultimo restauro, effettuato intorno al 1930, ne ha consentito l'apertura ai visitatori.
L'ingresso risale al primo scorcio del XV secolo e segue i dettami dell'ingegneria del tempo. Il portone era originariamente protetto da un ponte levatoio e i canali di scorrimento delle catene che lo azionavano sono ancora visibili subito sopra lo stipite. Nell'ampia corte sono esposte alcune artiglierie donate nel 1907 da Re Vittorio Emanuele III, utilizzate fino a tempi recenti dalla Guardia di Rocca, uno dei corpi uniformati della Repubblica, per i tiri a salve durante le maggiori festività civili e religiose.
Al culto di Santa Barbara, protettrice degli artiglieri, era anticamente dedicato un piccolo altare all'interno del torrione sud. L'attuale chiesa, ubicata a ridosso delle mura esterne subito a sinistra dell'ingresso alla torre, è stata edificata soltanto nel 1960. Il piccolo edificio dalle forme semplici ed essenziali, conserva sulla porta una pregevole lunetta scolpita proveniente dalle rovine di una chiesa duecentesca situata nel Castello di Domagnano. All'interno, sull'altare in pietra l'effigie in bronzo di Santa Barbara con sei candelabri a forma di torri, realizzati appositamente dallo scultore fiorentino Bino Bini nel 1979.
La torre campanaria, costruita verosimilmente verso la metà del XVI secolo, rappresenta per i sammarinesi un simbolo importantissimo. Durante i secoli passati la voce del "Campanone" sollecitava i cittadini alla difesa del paese nei momenti di pericolo; oggi sottolinea le più importanti ricorrenze civili e religiose della Repubblica. Dall'alto del campanile lo sguardo abbraccia l'intera città, su cui dominano il Palazzo Pubblico e la Pieve; in lontananza si scorgono gli speroni dell'Appennino romagnolo, e sulle alture più vicine i castelli, fra cui quello di Verucchio, che appartennero ai Malatesta di Rimini, avversari storici dei sammarinesi.
L'antica torre di guardia, a base pentagonale, è stata ricostruita nell'attuale aspetto nella seconda metà del XV secolo e da allora è rimasta pressoché inalterata. Nel XVI secolo è stata introdotta la copertura a spioventi. Dall'alto una incomparabile visione: contro l'azzurro del cielo si stagliano a nord est le poderose mura del castello della Seconda Torre coronate sullo sfondo dalle vette del Conero e sotto la fertile pianura che si estende fino alle spiagge dell'adriatico; a sud l'Appennino con il Monte Carpegna.
Dopo essere stata sede di varie istituzioni militari, dalla seconda metà del secolo XVIII fino al 1970 alcuni degli ambienti della rocca, quelli che anticamente costituivano gli alloggiamenti delle guarnigioni, furono adibiti a prigioni. Nelle anguste celle, che oggi ospitano piccole esposizioni temporanee, venivano tuttavia confinati solo coloro che dovevano scontare una detenzione non superiore ai sei mesi; per pene superiori era previsto il trasferimento dei condannati nelle carceri italiane.
Via Salita alla Rocca - San Marino
tel. 0549 991369
Ingresso: Cumulativo con la visita alla 2a torre € 4,50

Rocca Cesta (seconda torre)

rocca cesta (seconda torre) san marino turismo monumenti musei La Seconda Torre, o Castello della Cesta, sorge sulla vetta più alta del Titano a 755 metri s.l.m. e costituisce il passaggio intermedio di un percorso panoramico di incomparabile splendore, che sul ciglio del monte collega le tre antiche torri di San Marino.Il nucleo primitivo della Cesta, come testimonia l’etimologia latina del termine, era utilizzato come torre d’avvistamento già in epoca romana e la sua presenza viene citata, col medesimo nome, in un documento datato 1253. Nel 1320 venne munita di un alto muro esterno e raccordata al complesso delle fortificazioni della seconda cinta difensiva della città, mantenendo le sue funzioni fino alla fine del XVI secolo. La porta dalla quale si accede all'interno del fortilizio fu aperta nel corso del XVI secolo, e l'architrave, ai lati dello stemma della Repubblica, reca incisa la data 1596 ad indicare l'anno del suo rifacimento. Nonostante le modifiche apportate durante i numerosi restauri il Mastio a base pentagonale conserva inalterato l'aspetto caratteristico delle torri medievali con le caditoie e le balestriere. In disuso dal XVII secolo, il fortilizio è stato oggetto di un importante e radicale restauro nel 1924-25, che ne ha arrestato il degrado e gli ha restituito il suo aspetto originario.
Dal 1956 è sede del Museo delle Armi Antiche, dove sono esposti circa 700 esemplari oplologici di diverse tipologie e diverse epoche.
Via Salita alla Cesta - San Marino - tel. 0549 991295
Ingresso: Cumulativo con la visita alla 1a torre € 4,50

Montale (terza torre)

montale (terza torre) san marino turismo Terzo fortilizio. Torre di avvistamento. Ebbe molta importanza durante le lotte contro i Malatesta. Pur essendo visitabile solo esternamente permette la visione di un suggestivo panorama.

 
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Musei
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museo delle armi antiche

Ha sede nella seconda torre (Rocca Cesta).
Nel museo viene presentata parte della ricca collezione oplologica che lo Stato ha acquisito fra il 1956 e il 1972.
Il circuito espositivo, che si articola in quattro sale, traccia l'evoluzione delle "armi bianche" e "da fuoco" con esemplari di notevole valore storico comprendenti armature, armi in asta, armi da fuoco a miccia, a ruota e a pietra focaia, fino alle armi sperimentali della transizione ottocentesca e a quelle a retrocarica dell'ultimo scorcio del secolo XIX.
Sala I - Evoluzione delle armi in asta
In esposizione una ricca collezione di "armi in asta" dalle poderose asce da guerra del XV secolo alle esili ed eleganti alabarde da parata del XVII. Fra queste di notevole interesse sono le asce da guerra, dotate di lame pesantissime, e alcuni esemplari delle prime alabarde dalla forma tozza e approssimativa. Attraverso l'ingentilirsi delle forme dei falcioni e dei ronconi si testimonia il declino di alcune tipologie di armi in asta a favore delle armi da fuoco
Sala II - Armature e parti di armatura
I reperti di provenienza italiana, inglese e tedesca databili tra il 1490 e il 1630, mostrano l'eccelsa maestria raggiunta dagli armieri europei nella lavorazione degli acciai. Fra le armature veramente raro un pettorale da bambino, in acciaio inciso e dorato, realizzato in Inghilterra intorno al 1540 nella reale fabbrica d'armi di Greenwich.
Sala III - Evoluzione delle armi da fuoco
Dai rudimentali archibugi a miccia del XV secolo fino ai rivoluzionari ritrovati tecnici del XVIII si offre una panoramica che testimonia l'alto grado di tecnologia raggiunta dai maestri d'arme, sensibili ai dettami artistici delle epoche che li videro in attività.Fra i pezzi di maggior pregio un raro fucile a pietra focaia e a retrocarica realizzato intorno al 1720 in una manifattura della Baviera Meridionale.Nella sala è presente anche una preziosa raccolta di spadini da lato impreziositi da raffinate incisioni e dorature.
Sala IV - Armi bianche e da fuoco sec. XVIII - XX
La rivoluzione industriale del primo '800 si riflette nella definitiva affermazione delle armi da fuoco sulle armi bianche. Di particolare interesse gli esemplari delle prime armi a retrocarica, le produzioni americane e i primi tentativi di ripetizione ordinaria. In una panoplia sono inoltre raccolti alcuni esemplari di armi e buffetterie della epoca napoleonica di fabbricazione francese, inglese e austriaca
Via Salita alla Cesta - San Marino - tel. 0549 991295

Galleria d'arte moderna e contemporanea

La collezione statale d’Arte Moderna e Contemporanea si compone di circa 750 opere, collocate storicamente fra i primi decenni del XX secolo e i giorni nostri e suddivise nelle diverse tipologie di espressione artistica: dipinti, disegni, acquerelli, sculture, fotografie. Acquisite per donazione o attraverso la formula del “premio acquisto”, comprate o commissionate direttamente agli artisti, tutte le opere testimoniano della lunga attività svolta da questo istituto nell'ambito dell'espressione artistica contemporanea. Così accanto alle opere di artisti di fama e prestigio internazionale, quali quelle di Renato Guttuso, Corrado Cagli, Emilio Vedova, Achille Perilli, Enzo Mari, Enzo Cucchi, Sandro Chia, Gian Marco Montesano, Luigi Ontani, la collezione annovera i lavori di artisti "emergenti", spesso meno conosciuti e quotati, ma che contribuiscono a documentare la grande vitalità creativa e la complessità della produzione artistica contemporanea.
La sede espositiva permanente della collezione è oggi situata nella Galleria di via Eugippo, nel centro storico di San Marino, sede che attualmente è in fase di ristrutturazione.
Galleria di via Eugippo - Via Eugippo - San Marino
tel. 0549 883002/ 885414 - fax.0549 883003

e-mail:
galleria@museidistato.sm

 
Museo pinacoteca san francesco

L'esposizione è ospitata nelle logge sovrapposte che costituivano il chiostrino quattrocentesco dell’antico convento francescano. Il pregevole complesso architettonico fu fondato nel 1361 ed edificato dai maestri comacini, come confermano l’iscrizione nell’ingresso e i simboli scolpiti in alcuni blocchi di pietra della parete ovest ancora visibili passando nella contrada adiacente. Nel corso dei secoli la costruzione ha subito notevoli trasformazioni e solo le mura esterne conservano le originali caratteristiche. L’interno della chiesa è stato radicalmente ristrutturato nel tardo Settecento.
Il Museo, inaugurato nel 1966, si articola nella sezione di arte sacra e nella pinacoteca; in mostra gli esemplari più significativi del ricco patrimonio artistico del Convento e di altre chiese francescane: dipinti su tavola e su tela, un prezioso affresco proveniente dalla attigua chiesa, arredi, suppellettili e paramenti dal XIV al XVIII secolo, a testimoniare la storia della presenza dei Conventuali e il loro ruolo nell’evoluzione dell’arte e della cultura nella Repubblica.
Due piccole sale annesse al Museo ospitano la raccolta dedicata all'artista Emilio Ambron, costituita da dipinti e sculture della prima metà del ‘900, donate dall'autore.
Fra i preziosi accessori liturgici esposti nella loggia inferiore meritano una particolare attenzione un Turibolo e navicella in argento bulinato e cesellato, databili agli inizi del XVI secolo. La fattura di questi preziosi accessori liturgici è attribuita al famoso orafo sammarinese Antonio Fabbri (1450-1529). Incisore ufficiale presso la Santa Sede dal 1476 al 1522 e ambasciatore della Repubblica di San Marino presso Papa Leone X, ebbe stretti legami di amicizia con Benvenuto Cellini e con Raffaello, che lo onorò della sua stima al punto di menzionarlo nel proprio testamento. Veramente notevole fra i dipinti della raccolta l'affresco quattrocentesco raffigurante l'Adorazione dei Magi attribuito ad Antonio Alberti da Ferrara. L'elegantissima raffigurazione tardogotica costituisce una delle opere d’arte più antiche della Repubblica. Realizzato fra il 1430 e il 1437 per l' "Altare dei Re Magi" dell'attigua chiesa francescana e rinvenuto durante i lavori di restauro effettuati nel 1960, l'affresco faceva parte di un complesso decorativo più ampio, che venne interamente sacrificato durante la ristrutturazione settentesca.
La loggia superiore, quasi interamente dedicata all'esposizione della quadreria, ospita alcune delle opere più significative e di maggior pregio della Repubblica. Fra queste meritano una particolare attenzione due ancone opera di Girolamo Marchesi da Cotignola (Ravenna 1472 ca. - Roma 1540 ca.), raffiguranti l'una la Concezione con i santi Agostino e Anselmo (1512), l'altra la Vergine in trono e i santi (1540). La prima tavola, commissionata dai frati per l'altare della Concezione, costituisce un'opera fondamentale nella produzione dell'artista e mostra una delle più antiche raffigurazioni del Monte Titano. L'altra, realizzata dal Cotignola in un secondo tempo, contiene invece una delle prime e più efficaci raffigurazioni ideali del Santo Marino che viene ritratto mentre sorregge e dunque "protegge" la sua città. Veramente preziose inoltre due piccole tavole a fondo oro, attribuite a Niccolò di Liberatore detto l'Alunno (1430 ca. - 1502), raffiguranti ciascuna una coppia di santi francescani e precisamente San Bonaventura e Sant'Antonio da Padova e Papa Nicolò IV e San Francesco. Sicuramente pertinenti alla predella di un grandioso polittico realizzato intorno al 1472, oggi disperso, sono lo splendido risultato della collaborazione fra il pittore umbro e un valente maestro d'ascia. Di pregevole fattura è anche la grande tavola quattrocentesca raffigurante Sant'Antonio Abate fra i santi Antonio da Padova e Agata eseguito alla maniera perugina dal pittore urbinate Timoteo Viti, maestro di Raffaello. L'ancona, che un tempo ornava uno degli altari della chiesa conventuale, offre una delle immagini più antiche della Santa che verrà elevata al rango di compatrona della Repubblica nel 1740. Fra gli antichi arredi del convento un raro cassone-forziere, databile al I° quarto del XVII secolo. Di solida ed essenziale fattura, palesa la sua funzione nel duplice sistema di chiusura che oltre ai chiavistelli frontali, oggi mancanti, include una ingegnosa serratura la cui apertura esige l'inserimento contemporaneo di tre chiavi, che un tempo venivano affidate a tre diversi religiosi.
Via Basilicius - tel. 0549 885132
Ingresso: Intero € 3,00 - Ridotto € 1,50 (gruppi superiori a 25 persone, studenti scuole elementari, medie e superiori ed accompagnatori) gratuito handicappati gravi ed accompagnatori, Carta Giovane, bambini fino a 5 anni di età

 
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Dove alloggiare
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Alberghi

CESARE ****
Salita alla Rocca, 7 - San Marino - Tel. 0549 992355 - Fax 0549 992630
www.hotelcesare.com
info@hotelcesare.com

GRAND HOTEL PRIMAVERA ****
Via L. Cibrario, 22 - Borgo Maggiore - Tel. 0549 902007 - Fax 0549 907434
www.grandhotelprimavera.com
info@grandhotelprimavera.com
GRAND HOTEL SAN MARINO ****
Viale Antonio Onofri, 31 - San Marino - Tel. 0549 992400 - Fax 0549 992951
www.grandhotel.sm
info@grandhotel.sm
LOCANDA DELL'ARTISTA ****
Via del Dragone, 18 - Montegiardino - Tel. e fax 0549 996024
www.locandadellartista.com
info@locandadellartista.com
TITANO ****
Contrada del Collegio, 31 - Tel. 0549 991006 - Fax 0549 991375
www.hoteltitano.com
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CROCENZI ***
Via Ventotto Luglio, 171 - Borgo Maggiore - Tel. 0549 902507 - Fax 0549 906581
info@hotelcrocenzi.com
DA ALFIO ***
Via del Serrone, 100 - Murata - Tel. 0549 992180 - Fax 0549 913116
DOGANA ***
Via Tre Settembre, 65 - Dogana - Serravalle - Tel. 0549 905317 - Fax 0549 905326
www.hoteldogana.sm
hoteldogana@omniway.sm
GASPERONI ***
Via Cinque Febbraio, 121 - Fiorina - Tel. 0549 900282 - Fax 0549 904306
www.tradecenter.sm/hotelgasperoni
hotelgasperoni@omniway.sm
HOSTARIA DA LINO ***
Piazza Grande, 47 - Borgo Maggiore - Tel. 0549 902300 - Fax 0549 906630
www.hostariadalino.com
info@hostariadalino.com
HOTEL DEL SANTO ***
Via delle Felci, 3 - Valdragone, Borgo Maggiore - Tel. e fax 0549 903121 (6 linee r.a) - Fax 0549 907595
www.casasangiuseppe.com
casasangiuseppe@omniway.sm
JOLY SAN MARINO ***
Viale Federico d'Urbino, 38 - San Marino - Tel. 0549 991008-991009 - Fax 0549 991009
www.hoteljoli.sm
hoteljoli@omniway.sm
LA GROTTA ***
Contrada Santa Croce, 17 - San Marino - Tel. 0549 991214 - Fax 0549 992242
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PANORAMIC ***
Via del Voltone, 91 - San Marino - Tel. 0549 992359-991436 - Fax 0549 990356
QUERCIA ANTICA ***
Via Capannaccia, 7 - San Marino - Tel. 0549 991257 - Fax 0549 990044
www.querciantica.com
querciantica@omniway.sm
RIO RE ***
Via Genghettino, 11 - Gualdicciolo - Tel. 0549 999216-999570 - Fax 0549 999449
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riore@omniway.sm
ROSA ***
Via Lapicidi Marini, 23 - San Marino - Tel. 0549 991961 - Fax 0549 992305
www.hotelrosasanmarino.com
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ROSSI ***
Via Venticinque Marzo, 13 - San Marino - Tel. 0549 902263 - Fax 0549 906642
www.hotelrossisanmarino.com
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VILLA GIARDI ***
Via Palamede Ferri, 22 - Murata - Tel. 0549 991074 - Fax 0549 992285
www.wel.it/villagiardi/
giardif@omniway.sm

BELLAVISTA **
Contrada del Pianello, 42-44 - San Marino - Tel. e fax 0549 991212
LA ROCCA **
Salita alla Rocca, 34 - San Marino - Tel. 0549 991166 - Fax 0549 992430

ANNA *
Via Cinque Febbraio, 139 - Fiorina - Tel. 0549 900642-901550 - Fax 0549 901550
DIAMOND *
Contrada del Collegio, 50 - San Marino - Tel. e fax 0549 991003
EMILIA *
Via Erviano, 6 - Murata - Tel. 0549 991171 - Fax 0549 990468
MONTANA *
Via del Voltone, 20-22 - San Marino - Tel. 0549 992709 - Fax 0549 992458
SILVANA *
Via del Serrone, 17 - Murata - Tel. 0549 992815 - Fax 0549 913137
TINA *
Strada Fontescara, 46 - Chiesanuova - Tel. 0549 998029-998160

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Recapiti utili
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Ambasciata e Consolato di San Marino a Roma
Via E. Duse, 35 - 00197 ROMA - Tel: 068072511
Consolati:
Bologna: Via A. Testoni, 1 - 40123 BO - Tel. 051262645
Firenze: Via Roma, 3 - 50123 FI - Tel. 055210864
Genova (Vice Consolato): Via Avio Federico, 2 - 16151 GE - Tel. 010414587
Milano: Via S.Martino della Battaglia 12 - 20122 MI - Tel. 0258301172
Napoli: Via Monte di Dio, 25 - 80132 NA - Tel. 0817641033
Torino: Via Duca degli Abruzzi, 69 - 10129 TO - Tel. 011596618
Venezia: S. Marco, 5017/A - 30124 VE - Tel. 0415228239

Ambasciata d'Italia - San Marino
Via del Voltone, 55 - 47890 San Marino
tel 0549-991146, fax: 0549-992229
e-mail: wwwAmbsmar@omniway.it

Unione Sammarinese Operatori Turistici
Via Piana, 109 - San Marino
tel. 0549-992939, fax: 0549-992300

 
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San Marino
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