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 GOZO  |
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L'isola di Gozo è grande
un terzo di Malta ed è più rigogliosa
e rurale, un angolo tranquillo e rilassante
a solo 20 minuti di nave dall'isola principale. |
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Secondo la leggenda, Gozo è l'isola
di Ogygia, dove la ninfa Calipso trattenne
per sette anni l'eroe greco Ulisse, promettendogli
l'immortalità se fosse stato con lei
per sempre.
Il destino di Gozo è stato legato a Malta per millenni, sin dal Neolitico;
infatti il tempio di Ggantija a Gozo è simile a quello di Malta. Al tempo
dei Romani Gozo era sotto lo stesso protettorato di Malta mentre nel Medioevo
si autogovernò dal tempo dei Normanni fino all'arrivo dei Cavalieri di
San Giovanni.
Lo stesso nome "Gozo" è la chiave per scoprire la sua storia. Fu probabilmente
chiamata Gwl, dai Fenici , nome delle loro particolari imbarcazioni. I Greci
ed i Romani cambiarono il nome rispettivamente in Gaulos e Gaudos, Aragonesi
e Castigliani, che governarono l'isola diversi secoli dopo, ne cambiarono il
nome in Gozo.
La popolazione locale è abituata ad usare il nome maltese Ghawdex, che
si pronuncia "audesh".
I Gozitani, da sempre restii alle imposizioni degli stranieri, hanno sempre chiamato
la loro capitale con il nome arabo Rabat, anche quando gli inglesi le cambiarono
nel 1897 il nome in Victoria, in onore della Regina Vittoria.
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A
Gozo tutte le
strade portano
a Victoria o,
come la chiama
la gente del
posto, Rabat.
Appena si arriva a Gozo si nota che la Cittadella domina tutta l'isola.
Per secoli la Cittadella ha rappresentato un rifugio contro gli attacchi dei
barbari, dei pirati e dei Saraceni.
In passato la sua popolazione è stata resa schiava da molti dei suoi predatori;
solo dopo il Grande Assedio, quando le scorribande diminuirono notevolmente ,
ai piedi della Cittadella si sviluppò una città prosperosa.
Victoria non è solo il centro geografico di Gozo ma è anche il
cuore di ogni attività. E' un connubio tra il trambusto del mercato e
dei negozi e un'atmosfera amichevole e rilassante.
E' il miglior posto per osservare come vive la gente specialmente quando la piazza
del mercato principiale, It-Tokk, comincia ad animarsi.
Curiosando per il mercato di Victoria e le sue stradine tortuose si possono trovare
deliziosi prodotti freschi come vini e formaggi, oggetti di artigianato locale,
antichità, materiali da pesca e bellissilmi lavori al tombolo. La città ha
anche una propria vita culturale molto fervida con molte manifestazioni che vanno
dall'opera alle corse dei cavalli che si svolgono nei giorni di festa tra le
strade cittadine.
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Gharb
significa Ovest,
ecco perché questo
tipico paese gozitano
sorge nella parte
occidentale dell'isola.
Il piccolo villaggio
nacque secoli orsono
e lo si può vedere
andando a visitare
le vecchie strade
al centro del borgo
con tipici edifici
decorati con i famosi
balconi in pietra.
La parrocchia di
Gharb venne fondata
nel 1679; questo
fatto spinse gli
abitanti a costruire
una nuova chiesa
parrocchiale in stile
barocco. La chiesa
fu costruita tra
il 1679 e il 1729
con una facciata
molto elegante che
da molti venne paragonata
alla chiesa di Sant'Agnese
del Borromini a Piazza
Navona a Roma. Naturalmente
l'interpretazione
gozitana dello stile è molto
più semplice.
La piazza del villaggio è la
quintessenza di Gozo
e per questo è raffigurata
in molte cartoline.
Sulla piazza del
paese si può trovare
il Museo del folklore
dove poter informarsi
meglio sulla storia
rurale dell'isola.
Gharb sorge nella
splendida campagna
gozitana e più esattamente
sulla collina più alta
dell'isola, la collina
di Dbiegi, dove si
trova anche il centro
per i prodotti artigianali
gozitani. Fuori dal
paese di Gharb si
trova l'interessante
Cappella di San Dimitri.
Secondo la leggenda
la Cappella venne
voluta per prima
da una donna per
ringraziare San Demetrius
che aveva liberato
dalla schiavitù suo
figlio. Nelle vicinanze
di Gharb si trova
anche la basilica
di Ta' Pinu, luogo
di culto della Vergine
Maria a Gozo; qui
infatti nel 1883
una donna del posto
udì la voce
della Madonna.
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La
Cittadella venne
fondata nel periodo
tardo medioevale
anche se gli insediamenti
su questa collina
risalgono all'epoca
del neolitico. Dopo
il Grande Assedio
del 1565 i Cavalieri
decisero di fortificarla
nuovamente contro
gli attacchi dei
saraceni. Fino al
1637 i gozitani erano
obbligati da una
legge a passare la
notte all'interno
della Cittadella
per la loro sicurezza.
Quando questa legge
venne abolita grazie
all'avvento di un
periodo di pace i
gozitani cominciarono
ad insediarsi direttamente
fuori le mura creando
la città di
Rabat , ora conosciuta
con il nome di Victoria.
Un terremoto nel 1693 rovinò parecchi edifici all'interno della Cittadella
che oggi, con l'aiuto dell'UNESCO, sono stati sapientemente ristrutturati. Entrando
nella Cittadella, come entrando in Mdina , sembra di fare un tuffo nel passato.
I negozietti nelle piccole viuzze producono e vendono oggetti d' artigianato
e gastronomia locale.
La Cattedrale barocca della Cittadella è il capolavoro dell'architetto
Maltese Lorenzo Gafà che edificò anche la Cattedrale a Mdina. Il
luogo su cui sorge è probabilmente lo stesso su cui si ergeva il Templio
romano a Giunone che si trova citato negli scritti di Cicerone. La Cattedrale
fu costruita nei primi anni del 17mo secolo. Il pavimento è composto da
tombe in marmo e stemmi ecclesiastici mentre il soffitto è adornato da
un tromp d'oeil che raffigura l'interno della cupola mai costruita.
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Il
paese di Xewkija è dominato
da una grande chiesa
costruita nel 1971
in risposta alla
Mosta Rotunda di
Malta e venne costruita
in modo simile cioè sovrastando
un'antica chiesa
successivamente demolita.
La cupola è più grande
di quella della Cattedrale
di San Paolo a Londra.
L'edificio può contenere
l'intera popolazione
di Xewkija e cioè 3.000
persone ed è sorto
grazie alle donazioni
della popolazione
e grazie al lavoro
diretto di molti
di loro. La chiesa
all'interno è molto
semplice e spartana
rispetto alle altre
chiese gozitane molto
barocche. Un piccolo
museo ospita reliquie
e affreschi della
vecchia chiesa. Il
paese ha radici antiche
malgrado il suo aspetto
moderno, infatti
fu la prima parrocchia
fondata al di fuori
della capitale e
il primo villaggio
a Gozo convertito
alla Cristianità.
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