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unesco sito patrimonio umanità Agrigento unesco sito patrimonio umanità

Storia

Fondata nel 581 a.C. dai coloni Rodii e Cretesi della vicina Gela, Akragas divenne in breve tempo una delle più importanti città della Magna Grecia, in Sicilia seconda solo a Siracusa.
L'area urbana aveva un'ampiezza di 456 ettari ed era circondata da mura di fortificazione con nove porte d'ingresso. La popolazione era di circa 300.000 abitanti ed era considerata "la più bella città dei mortali".
Nel 210 a.C. venne saccheggiata dai Romani e assoggettata all'Impero ma conobbe nei secoli successivi, l'invasione e la riedificazione da parte degli Arabi che la ricostruirono sulla cima della collina in cui oggi si ammira il centro storico caratterizzato appunto dalla tipica conformazione araba, con le sue piccole viuzze e cortili che convergono verso la Via Atenea, che è da considerare anche oggi la più importante arteria della città.

unesco sito patrimonio umanità La Valle dei Templi

Per informazioni tel. 0922497341
Tutti i giorni 8.30 - 19.00

Tempio di Giunone
Tempio di giunone Agrigento Sicilia turismo valle dei templi

Posto nella parte più alta dell'antica città greca, il tempio venne costruito, intorno alla metà del V secolo a.C. Esso è dedicato alla dea Era Lacinia (Giunone) moglie di Zeus.
Il tempio è esastilo (sei colonne in larghezza) e periptero (tredici in lunghezza).
Presso questo tempio gli antichi Greci solevano celebrare i matrimoni alla conclusione di un particolare rito che vedeva protagonista un'agnella. Infatti, prima che il matrimonio venisse celebrato, gli sposi portavano in offerta un'agnella alla dea. L'agnella veniva bagnata con acqua fredda: se tremava, il matrimonio non sarebbe stato felice e quindi non sarebbe stato celebrato.Col trascorrere degli anni, gli sposi si recavano, in segno di riconoscenza, al tempio anche per donare la cintura della sposa che a causa della gravidanza, diventava troppo stretta.
Inoltre, nella parte più ad est del tempio, vi è un altare che veniva utilizzato per i sacrifici in onore della dea Era.
Al suo interno vi era una statua raffigurante la dea Giunone alla quale si rivolgevano gli sposi e le donne sposate e tradite, anche per condividere il loro destino.
Il suo pavimento era in origine in marmo bianco ma durante la dominazione romana, i pavimenti vennero sostituiti. Oggi è possibile notare delle arrossature sulle strutture, causate da un incendio.

Tempio di Giove
Tempio di Giove  Agrigento Sicilia turismo valle dei templi

La sua costruzione, secondo Diodoro Siculo, fu iniziata dopo la battaglia di Imera, intorno al 480 a.C. ma non fu mai portata a termine. Esso sarebbe stato il tempio più grande mai costruito dai greci. Il suo basamento misura 113,45 metri x 56,30 metri.
Le colonne erano alte circa 18 metri e, a circa 11 metri di altezza, erano presenti dei giganti, chiamati Telamoni o Atlanti, che davano l’impressione di reggere l’intero peso dell’architrave così come Atlante era stato condannato da Zeus a reggere il mondo per aver aiutato i Titani.
Oggi rimangono pochi ruderi di questo tempio. Alcuni dei massi del tempio vennero utilizzati, ai tempi di Carlo III di Borbone, per costruire il molo del porto di Porto Empedocle.
All’interno del museo archeologico di San Nicola è conservato un Telamone fedelmente ricostruito da Raffaello Politi, oltre ad alcune teste di altri giganti e alla riproduzione completa del tempio.

Tempio di Vulcano
Tempio di Vulcano Agrigento Sicilia turismo valle dei templi

Del Tempio di Vulcano, risalente al V secolo a.C. rimane ben poco. Doveva comunque trattarsi di una costruzione imponente di ben 34 colonne. Nelle sue fondamenta vennero rinvenuti resti di un tempietto arcaico di cui sono conservate alcune parti della decorazione del tetto.

Tempio di Esculapio
Tempio di esculapio  Agrigento Sicilia turismo valle dei templi

ll Tempio di Esculapio venne costruito ben fuori dalle antiche mura della città. Esso era luogo di pellegrinaggio dei numerosi malati che si recavano nel tempio per chiedere di essere guariti. Le pareti del tempio erano ricoperte da “ex voto” che venivano lasciati dai malati che ricevevano la grazia della guarigione. All’interno del tempio vi si trovava una statua in bronzo raffigurante il dio Esculapio, che venne trafugata da Verre.

Museo archeologico

Il museo archeologico di Agrigento fu inaugurato nel giugno del 1967 ed è oggi uno dei siti più visitati dai turisti che invadono la Valle dei Templi in tutti i mesi dell'anno. Esso conserva quasi interamente reperti frutto di scavi eseguiti dalla Soprintendenza dei beni culturali dal dopoguerra ad oggi.
E' situato a brevissima distanza dal quartiere ellenistico-romano e a qualche centinaio di metri dalla “via sacra” dove si ergono i meravigliosi templi dorici. E' suddiviso in due settori: nel primo, che comprende 11 sale, sono conservati reperti rinvenuti all'interno dell'area della città; nel secondo, che occupa le altre 6 sale, si conservano i reperti rinvenuti fuori dalla città capoluogo.
Non è difficile rimanere incantati dalle meraviglie esposte in gran quantità, reperti che testimoniano i diversi passaggi della storia delle civiltà che fiorirono sull’area. In una delle sale del Museo si può ammirare uno splendido Telamone originale, il celeberrimo gigante che serviva da supporto al maestoso tempio di Giove Olimpico.
Ed ancora statuette, urne funerarie, monete d’oro uniche al mondo, monili, ricostruzioni di piante antiche, utensili di vita quotidiana e armi.
Adiacente alla museo sorge l'Ekklesiasterion, risalente al IV secolo a.C.. Presso di esso i cittadini erano soliti riunirsi per discutere i problemi della città e dello Stato. Dall'orchestra (area circolare piatta) che si trova al centro, l'oratore di turno parlava all'uditorio. L'Ekklesiasterion poteva accogliere oltre 2000 cittadini che prendevano posto tra le 20 file di gradoni orizzontali, divise verticalmente in cinque cunei. Era luogo di sacrifici a Zeus che venivano offerti prima dell'apertura di ogni sessione.

 
Tempio della Concordia
Tempio della Concordia Agrigento Sicilia turismo valle dei templi

Lungo la Via Sacra, si erge il tempio della Concordia, il cui nome è un richiamo ad una iscrizione latina che faceva riferimento alla "Concordia degli Agrigentini".
Eretto nel V secolo a.C. è oggi quello meglio conservato grazie al fatto che nel VI secolo d.C. venne adattato e trasformato in chiesa cristiana dedicata ai santi Pietro e Paolo.
Il basamento segue perfettamente l'inclinarsi della collina. In origine le pareti del tempio, le sue colonne e le scale erano dipinte di bianco e i capitelli e i frontoni variopinti.
Il tetto era di marmo e le grondaie sporgevano con teste di leone.
L'ingresso principale era quello presente sul lato est perché gli antichi greci pensavano che il tempio dovesse guardare là dove sorge il sole che rappresenta la vita e non ad ovest, dove il sole tramonta, segno di buio e tenebre e sede dell'Ade.
Anche questo tempio, come tutti gli altri, è in stile dorico. Le sue colonne sono alte 6 metri e 72 centimetri ciascuna.
Oggi il tempio della Concordia è uno dei simboli di questa Valle.
La vista del tempio illuminato con il tramonto sullo sfondo è uno spettacolo sicuramente unico al mondo.

Tempio di Ercole
Tempio di Ercole Agrigento Sicilia turismo valle dei templi

Il più antico tra i templi agrigentini è il Tempio di Ercole. Risalente presumibilmente al VI secolo a. C. di esso parla Cicerone descrivendolo come molto vicino all’agorà (oggi il piazzale del posto di ristoro). Ercole era molto venerato dagli akragantini tanto che questi erano soliti dedicargli anche delle feste dette “Eraclee”.
Al suo interno vi era una statua di bronzo raffigurante Ercole, venerato come eroe nazionale, il cui mento era divenuto lucido perché veniva baciato dai fedeli.
Il tempio venne distrutto, come molti altri, a causa di un terremoto e solo intorno al 1920 si è provveduto ad innalzare le otto colonne che oggi si possono ammirare.

Tempio dei Dioscuri
Tempio dei Dioscuri Agrigento Sicilia turismo valle dei templi

Esso risale al IV secolo a.c. Il tempio dei Dioscuri è divenuto il simbolo turistico di Agrigento. Gli agrigentini sono soliti chiamarlo “le tre colonne” anche se ne possiede quattro. Effettivamente una prima ricostruzione iniziata nel secolo scorso aveva portato ad innalzare tre colonne mentre la quarta venne rialzata più tardi. Sebbene si tratti di un piccolo tempio, è uno dei più immortalati da parte dei turisti.
Castore e Polluce erano due gemelli nati dall’unione di Leda, regina di Sparta, con Giove. Castore era mortale mentre Polluce era immortale. La leggenda vuole che quando Castore morì, Polluce chiese al padre di renderlo mortale per poter riunirsi al fratello.
Zeus lo esaudì e fece in modo che i due tornassero alla vita alternativamente, un giorno ciascuno.
Furono inoltre posti nella costellazione dei Gemelli dove, quando una stella muore, ne nasce un’altra.

Quartiere ellenistico romano
Quartiere ellenistico romano Agrigento Sicilia turismo valle dei templi

Il disegno urbano di Agrigento risale alla seconda metà del VI secolo a.C. quando la città si estendeva dalla Rupe Atenea fin sotto la collina dei Templi. Lo schema urbano rimase inalterato nei secoli successivi e contraddistinse la città ellenistico romana della quale oggi sono conservate alcune abitazioni risalenti già al II secolo a. C.
In particolare la Casa del Peristilio il cui nucleo originario era formato da un peristilio ellenistico con una vasca centrale, venne successivamente ampliata in epoca romano-imperiale fino a comprendere una casa contigua con atrio di tipo italico e della quale sono ancora ben visibili splendidi pavimenti a mosaico.
La città ellenistico-romana ricalca grosso modo gli stenopoi greci con una serie di isolati molto allungati dell'ampiezza di 35 metri ciascuno.

Tomba di Terone

In prossimità della Porta Aurea, si erge una costruzione che oggi viene indicata come la Tomba di Terone, il tiranno che governò Akragas dal 488 a.C. al 472 a.C.
Gli studi che si sono succeduti su questa costruzione hanno rivelato che potrebbe trattarsi di un mausoleo costruito dai Romani in memoria degli oltre 30 mila militari caduti durante l’assedio di Agrigento nel 262 a.C. oppure di un mausoleo costruito nel secondo o nel terzo secolo dopo Cristo la cui forma ricorda quella di altri mausolei africani.

 

Altri monumenti

Municipio
Municipio Agrigento Sicilia turismo

Il Palazzo di Città, ha sede oggi in quello che una volta era un antico monastero domenicano, risalente al XVII secolo. Attraverso l’atrio del palazzo municipale si accede al bellissimo teatro Pirandello.
Il teatro Pirandello, realizzato nel 1870 da Giovan Battista Basile e Dionisio Sciascia, fu originariamente dedicato alla regina Margherita e solo nel 1946 prese il nome del celebre letterato agrigentino.
Conta 560 posti e il suo stile richiama alla mente quello della “Fenice” di Venezia.

Duomo
Duomo Agrigento Sicilia turismo

I primi lavori per la realizzazione della Cattedrale di Agrigento cominciarono prima dell'anno 1100 per volontà del vescovo Gerlando. Ma soltanto 200 anni dopo, durante il periodo di vescovado di Bertoldo De Labro, la chiesa realizzata venne intitolata a San Gerlando, patrono della Città dei Templi.
Con il passare degli anni e dei secoli, altre costruzioni vennero aggiunte all'originaria ed altre migliorie vennero effettuate all'interno. Ciò ha provocato una varietà di stili non indifferente che ancora oggi si possono ammirare all'interno del Duomo. Si va da quello normanno a quello gotico-chiaramontano, da quello rinascimentale a quello barocco.
Già nel 1600 la cattedrale di Agrigento aveva perduto lo stile e la struttura primitivi. Una paurosa frana, verificatasi ad Agrigento nel 1966, ha provocato ingenti danni al Duomo che è rimasto chiuso, in fase di restauro, per una decina d'anni. All'interno si possono ammirare affreschi e sculture di grande pregio artistico.

 
Monastero di s. Spirito
Monastero di s. Spirito Agrigento Sicilia turismo

Il monastero di Santo Spirito, con la sua grandiosa mole, domina la parte orientale della città. Esso è senza dubbio il più noto fra tutti i monumenti medievali rimasti ad Agrigento. L'ingresso del monastero, denominato dagli agrigentini "Bataranni" proprio per le grandi dimensioni e per la grande fama che ebbe, è posto a destra della chiesa di Santo Spirito. Attraverso un portale, per mezzo di un corridoio, si accede in un ampio cortile dove, oltre al giardino, si può ammirare la suggestiva facciata occidentale con le sue monofore di semplice struttura e bifore divise da esili colonnine. L'alternanza di pietra calcarea e di arenaria agrigentina ha creato un meraviglioso effetto di bicromia (motivo sempre presente nell'architettura siciliana a partire dall'epoca normanna). L'insieme del monastero si articola su due piani. Il piano terreno comprende, a sinistra, la cappella, nel cui interno vi sono strutture trecentesche ed un arco chiaramontano, l'Aula Capitolare, alla quale si accede da uno splendido portale fiancheggiato da due ampie finestre bifore, i cui archivolti sono ornati a rilievo da un motivo a linee spezzate, mentre la colonnina centrale è ornata da un fogliame a rilievo, ed infine il grande Refettorio, il cui ambiente, molto semplice, presenta un soffitto sostenuto da archi poggianti su peducci inseriti nello spessore del muro. Al primo piano si accede dal grande portale situato quasi al centro della facciata. Una scala interna porta direttamente al Dormitorio con accanto ambienti destitati all'Abadessa e alla Priora. All'interno del Dormitorio si notano un soffitto di legno sorretto da archi a sesto acuto del seicento e una serie di nicchie destinate a ripostigli o a cappellette singole. Nella parte nord del dormitorio sono visibili affreschi medievali che ricordano quelli dello Steri Chiaramontano di Palermo.
Il monastero fu ceduto, nel 1916, dallo Stato al Comune con l'obbligo di destinarlo a sede di istituzione, per tutelarne la conservazione. Oggi il monastero è sede dei Musei civici e nei suoi locali è possibile ammirare un presepe di fattura artigianale, riproducente il centro storico con oggetti e mestieri in uso circa un secolo fa, una mostra di abiti folkloristici donati ala nostra città dai paesi ospiti durante le varie edizioni della Sagra del Mandorlo in Fiore, una mostra etnografica di notevole interesse culturale, una mostra di coleotteri provenienti da tutto il mondo, un Crocifisso ligneo, un Crocifisso marmoreo e delle ceramiche di cultura araba del periodo medievale.