Destinazioni

Africa
America
Asia
Europa
Oceania

Appuntamenti

Italia
Europa

Attenzione!!!

Avvisi di sicurezza
Blacklist Europea degli aerei

Google
Lecce
Lecce, capoluogo della Penisola Salentina,per la bellezza e ricchezza dei suoi monumenti e per la fedeltà alle sue tradizioni fu detta l' "Atene delle Puglie" ed anche la "Firenze del Barocco".

Storia

La città fu fondata, secondo la leggenda, almeno un secolo prima della guerra di Troia da Malennio, re dei Salentini, discendente da Minosse. Malennio avrebbe poi fondato Rudiae, pochi chilometri ad ovest di Lecce, di cui avanzano i ruderi con il tracciato di alcune vie e piazze, nonchè vasellame conservato nel museo cittadino. Rudiae attirava gli interessi dei Romani, in quanto vi si svolgeva un'attività commerciale molto intensa insieme alla vicina Lupiae..
Dopo la sconfitta di Taranto al tempo della colonizzazione greca, Lecce passò sotto a dominazione dei romani che la fortificarono contro possibili attacchi provenienti dalla Macedonia.
Certamente l'origine della città è messapica e le testi monianze più attendibili sono le numerose iscrizioni se polcrali custodite presso il Museo Archeologico Provincia le; mentre i nomi dei fondatori sono leggendari: Malennio ed Idomeneo.
In epoca romana Lupiae diventò colonia raggiungendo un discreto livello sociale ed economico.
Fu l'imperatore Adriano che volle e costruì la via che congiungeva Brindisi a Lecce e quest'ultima al mare, segno dell'importanza che Lecce aveva assunto, sotto il profilo commerciale, al tempo.
I resti di un anfiteatro del periodo romano, risalente alla prima metà del II secolo d.C. e scoperto accidentalmente nel 1929, capace di ospitare 25.000 spettatori e quelli di un teatro, sono ancora ammirabili nel centro storico cittadino.
Sotto il dominio dell'Impero Romano d'Oriente la città subì uno sfavorevole declassamento a favore della vicina Otranto che, grazie alla sua favorevole posizione geografica e strategica, venne elevata a sede di Arcivescovado, dipendente direttamente da Costantinopoli. Lupiae aspettò tempi migliori che vennero col governo dei Normanni; si risollevò diventando la capitale dell'omonima Contea.
In effetti si deve ai conti normanni una ripresa della città in termini sociali, architettonici ed artistici. Vennero innalzate le prime opere a carattere religioso come la Cattedrale, la Chiesa dei SS. Niccolo e Cataldo, voluta da Tancredi nel 1180, ed il monastero di S. Giovanni Evangeli sta fondato dal normanno conte Accardo.
La storia della città di Lecce è fatta di periodi felici ai quali seguirono periodi di insicurezza governativa, di malgoverno e di bellicosità interne.
Bisognò aspettare Giuseppe Bonaparte che, conquistato il Regno delle Due Sicilie, attuò una serie di riforme nel campo dell'ordinamento giudiziario, tributario e finanziario, e soppresse gli ordini religiosi attuando l'incameramento di tutti i beni delle corporazioni religiose da parte dello Stato. Lecce, definita "città chiesa" vide ridotto sensibilmente il numero delle costruzioni religiose in quanto molti conventi furono destinati a pubblici uffici.
Purtroppo, una volta tramontata la stella di Napoleone, il Regno tornò ai Borboni; immediata sorse l'opposizione e con essa le Carbonerie.
In campo artistico all'immaginazione barocca successe il periodo neoclassico con funzione educativa. A Lecce il periodo coincise con la creazione di nuove zone a carattere residenziale e con la necessità di uscire fuori dalle mura urbane.

Monumenti principali

Basilica di santa croce
Basilica di santa croce  Lecce Puglia turismo

La basilica fu iniziata nel 1548 da Gabriele Riccardi e terminata nel 1646 da Giuseppe Zimbalo e Cesare Penna. La facciata, costituita da due ordini di colonne zoomorfe, è ricoperta da una bellissima decorazione; tre imponenti portali si aprono nella parte inferiore, mentre nella parte superiore abbiamo una balconata sostenuta da grifi e cariatidi e una balaustra ornata da putti; al centro, inquadrato da ricche colonne, un rosone di ispirazione romanica e ai lati due nicchie con statue. Chiude il tutto un fastigio a volute posto sulla sommità dell'edificio. L'interno: la basilica è a croce latina, con un soffitto ligneo a lacunari del seicento e ricco di numerose decorazioni; è divisa in tre navate da colonne con capitelli preziosamente lavorati e con altari notevolmente decorati soprattutto da motivi vegetali e animali.

Duomo
Duomo Lecce Puglia turismo

La costruzione originaria del Duomo risale al XII° secolo per iniziativa del Vescovo Formoso, riedificato nel 1230 e, infine, ristrutturato per incarico del vescovo Pappacoda negli anni 1659-70 da G. Zimbalo. La facciata principale è a due ordini, arricchita dalle statue dei SS. Pietro e Paolo, Gennaro e Ludovico da Tolosa, proietta all'esterno per il tramite delle paraste scanalate, la struttura interna della ripartizione delle tre navate; la facciata secondaria, riccamente decorata, appare come un arco di trionfo, su cui sorge la statua del patrono della città S. Oronzo, mentra ai lati del portale vi sono le due nicchie con le statue dei SS. Giusto e Fortunato, compatroni di Lecce. L'interno, a croce latina, presenta navate scandite da pilastri con mezze colonne addossate. La navata centrale e il transetto hanno il soffitto ligneo a lacunari dorati, in cui sono incastonate le tele di Giuseppe da Brindisi. Nell'incrocio col transetto vi sono quattro grandiose arcate a tutto sesto. L'altare maggiore è dedicato a Maria Assunta cui fanno da sfondo le tele di Oronzo Tiso. Nel soffito del presbiterio sono rappresentati i "Misteri della Vergine" attribuiti a Gianserio Strafella da Copertino, pittore del sec. XVI. Del 1758 è il coro in legno eseguito su disegni del Manieri. Numerose le tele preziose presenti negli altari laterali. Di particolare pregio si segnalano le figure del Presepe e il baldacchino seicentesco nell'altare della Natività, considerate come le opere più importanti di G. Riccardi; la Cappella di S. Andrea Apostolo dello scultore leccese Cesare Penna. Nella sacrestia si ammirano diverse pitture, tra cui "L'Assunta" di G. D. Catalano. L'attiguo campanile fu ricostruito da G. Zimbalo, è costituito da cinque piani, alto circa settanta metri, con alla sommità una loggetta ottogonale con cupola.

San Matteo
San Matteo Lecce

La chiesa fu costruita alla fine del 1600 da Achille Carducci. La facciata è divisa in due livelli: all'ordine inferiore, convesso con colonne composite che inquadrano il magnifico portale dell'architrave a triglifi, si contrappone quello superiore, concavo e aperto da una sorta di loggiato. L'interno, a pianta ellittica, ospita l'altare maggiore che si pone come uno dei più significativi esempi di decorazione seicentesca.

Ss. Nicolo' e Cataldo
Ss. Nicolo' e Cataldo Lecce

La chiesa dei SS. Niccolò e Cataldo è situata all'interno del Cimitero, è adiacente al Convento degli Olivetani. Fu fondata nel 1179 da Tancredi, conte di Lecce, come si legge sull'architrave della porta principale. La facciata fu modificata nel Settecento da G. Cino che lasciò intatto il prezioso portale e il rosone. L'interno è a tre navate; la spazialità centralizzante è d'impronta bizantina. Bizantine del resto sono le immagini affrescate sulle lunette dei portali.Breve il transetto dalla cupola ellittica- I due altari ai lati presentano le tele di G. B. Lama: "Apparizione di S. Benedetto a S. Francesca Romana" e "SS. Niccolò e Cataldo". In fondo a destra vi è il monumento funebre di Ascanio Grandi, poeta epico leccese, del XVII secolo.

 
Palazzo del governo
Palazzo del governo Lecce

Ex Convento dei Celestini, fondato nel 1353 da Gualtiero di Brienne, fu demolito nel 1539 per essere riedificato nel 1549. Costruito partendo dalle due braccia del chiostro rinascimentale, completato nel XVII secolo e rimaneggiato nei secoli successivi, presenta un impianto quadrangolare con cortile quadrato all'interno, dove si affaccia, nell'ala del portico a destra dell'ingresso, il bel portale che funge da collegamento interno tra il palazzo e la chiesa. Al Riccardi è attribuito il disegno dell'originario chiostro cinquecentesco, con volte a crociera, scandito da archi a tutto sesto. La facciata, lavorata a bugnato liscio, si articola in due ordini e si compone di undici campate uguali, di cui quella centrale inquadra il portone. Ciascun ordine contiene dieci finestre fregiate da esuberanti cornici ed il piano superiore è arricchito da due eleganti logge. L'ordine inferiore è attribuito a G. Zimbalo e gli fu commissionato nel 1659 da Matteo Napolitano. Quello superiore ebbe inizio nel 1689 e fu completato da Gerolamo Lasena Romano.
Il monastero, importante centro di cultura sin dal '600, fu soppresso nel 1807 dalle leggi napoleoniche ed il Palazzo divenne sede dell'Intendenza di Terra d'Otranto. Attualmente è sede della Provincia e della Prefettura.

Piazza s. Oronzo e anfiteatro romano
Piazza s. Oronzo e anfiteatro romano Lecce

Piazza S. Oronzo si trova in pieno centro storico ed è essa stessa, insieme ai monumenti che ospita, testimonianza della storia della città.
L'Anfiteatro: si tratta del monumento meglio conservato del periodo romanico della città ed occupa buona parte della piazza S. Oronzo. Costruito intorno al II secolo, ne resta il settore più basso delle gradinate, separate dall'arena da una balaustra.

Castello
Castello Lecce

I lavori per la ricostruzione del castello Carlo V iniziarono nel 1539, per ordine dell'imperatore Carlo V, sotto la direzione del noto architetto militare Gian Giacomo dell'Acaja, e si protrassere per circa un decennio. Per consentire la realizzazione del nuovo complesso vennero demoliti il monastero celestino di S. Croce e la cappella della S.S. Trinità, a cui furono intitolati due dei quattro bastioni per preservarne la memoria. Anteriore alla data di costruzione del castello cinquecentesco è il Mastio quadrangolare, la cosiddetta Torre Quadrata, probabilmente angioino (XIV sec.) inglobato nella nuova struttura. La sala sotto il mastio, oggi ipogea, fu poi trasformata nel XVII secolo in una cappella dedicata in origine a Santa Maria di Costantinopoli e poi intitolata a San Francesco de Paolaed arricchito di un altare barocco. Nel piano superiore si trova invece una grandiosa sala con volte ogivali di raffinata fattura, sostenute da colonne addossate ai quattro angoli. La struttura difensiva fortemente rimaneggiata nel corso dei secoli successivi (l'ampio fossato fu colmato definitivamente nel 1872), conserva l'originale impianto trapeziodale con bastioni angolari a punte lanceolate e presenta due corpi concentrici, risalenti a epoche differenti, separati da un cortile intermedio. L'ingresso alla fortezza era garantito da due accessi, l'uno a nord.ovest rivolto verso la città (Porta Reale), sormontato dallo stemma lapideo della di Carlo V, l'altro sul fronte opposto verso la campagna (Porta Falsa) sugli altri due lati si appoggiavano le cortine della cinta muraria. Il castello si articola su più piani: i sotterranei, progettati in funzione di contromine; il pianoche si apre sul cprtile interno e che forse era destinato agli ambienti di servizio; il piano superiore ospitava i vani residenziali.All'interno si ricordano per la notevole fattura : il portale cinquecentesco da cui si accede ad un ampio salone del braccio sud-ovest del corpo centrale decorato da capitelli scolpiti con il motivo delle "foglie d'acqua"; i raffinati decori della cornice che si affaccia sul cortile centrale, dove si trova pure la facciata principale della cappella di Santa Barbara; le coperture a crociera delle sale interne dei bastioni e soprattutto quello sud, il baluardo di San Giacomo, l'ambiente più grande di tutto il castello con quattro arconi appoggiati ad un pilastro centrale.

S. Chiara

La chiesa fu fondata da Tommaso Ammirato, vescovo di Lecce nel 1430 circa, però fu ricostruita a partire dal 1687 su probabile progetto di Cino. Divisa in due ordini, trova la sua massima sporgenza nella gradinata d'accesso al ricco portale centrale adorno dello stemma dell'ordine Serafico, per poi ritirarsi, ai lati, attraverso una gradualità scandita dalle paraste dei capitelli corinzi. Sono quattro le nicchie dell'ordine inferiore arricchite dai medaglioni sottostanti; due in quello superiore, anch'esse riccamente fregiate. L'interno ad unica nvata ottogonale, dal soffitto piano, ha un profondo presbiterio e quattro altari secenteschi attribuiti al Cino. Le sei cappelle, tre per lato,sono affiancate da paraste corinzie; sopra gli archi si notano le grate attraverso cui le monache potevano ascoltare la messa. Numerosi sono i dipinti, tra cui quello di "S. Agnese", attribuita a F. Solimena. Di particolare interesse l'organo del Settecento.

 

Musei

Museo provinciale Sigismondo Castromediano

Il Museo è articolato in tre sezioni: l'Antiquarium, con una numerosa raccolta di vasi messapici (trozzelle), apuli e attici, bronzi e terrecotte; la sezione topografica, dove sono conservate tutte le documentazioni dei centri dell'antico Salento (interessanti soprattutto le sculture del teatro romano)
APERTURA: dal lunedì alla domenica 9:00-13:30
lunedì e sabato anche dalle 14:30 alle 19:30
ingresso gratuito