Destinazioni

Africa
America
Asia
Europa
Oceania

Appuntamenti

Italia
Europa

Attenzione!!!

Avvisi di sicurezza
Blacklist Europea degli aerei

Google
Brescia
Brescia è la seconda città della Lombardia. Si trova al limitare tra pianura e montagne, tanto che dal colle del Castello nelle giornate serene la vista può spaziare fino all’Appennino. La posizione dominante sulla pianura, all’imbocco delle valli, ha reso strategicamente importante Brescia fin dai tempi antichi.

Storia

Tra il XIV e il XIII sec. a.C. il territorio bresciano è abitato da tribù retiche nelle valli alpine e da popolazioni liguri che s’insediano alle porte della Val Trompia, sul Colle Cidneo.
Nei secoli seguenti varcano le Alpi i Celti (IV sec. a.C.), a cui i romani daranno il nome di Galli Cenomani, che si stabiliscono qui nel corso del sec. V a.C. e fanno della città il loro capoluogo, conservando la propria identità politica fino a tutto il sec. II a.C., grazie ai rapporti d’amicizia che intrattengono con Roma.
Nell’89 a.C. Brixia, con la Lex Pompeia, diventa colonia romana. In età imperiale Brescia è uno dei principali centri della Gallia Cisalpina. Nel 287 d.C., con la divisione fatta da Diocleziano dell’impero in occidentale –con capitale Milano- e orientale, iniziò la decadenza di Brescia a favore di Milano.
Le orde di Attila saccheggiano Brescia nel 452 d.C. mettendola a ferro e fuoco.
Con la fine dell’Impero Romano (476 d.C.), Alboino cala in Italia (568 d.C.) e fonda il Regno Longobardo: Brescia diventa, così, capoluogo di un ducato.
Tra il 774 e l’888 d.C. Brescia subisce il dominio dei Franchi. La fortuna di S. Salvatore, che mantiene la funzione di centro politico e culturale, cresce in questo periodo. Ma quando nell’888 la struttura feudale carolingia si sfascia, il territorio bresciano deve sopportare le lunghe contese tra i feudatari italiani e quelli stranieri in lotta per la successione al trono italico e imperiale.
L’epoca comunale (951-1313) segna lo sviluppo della città e il sorgere di importanti monumenti.
L’epoca delle Signorie, a cavallo tra il XIV e il XV sec., è per Brescia particolarmente tumultuosa: la città è contesa da vari Signori (fra cui Angioini, Visconti, Malatesta), che la dominano per periodi più o meno lunghi. Le guerre, le razzie dei briganti provocano un arresto nello sviluppo culturale e artistico della città. Un periodo di stabilità, ma anche di oppressione, inizia nel 1337 con la signoria dei Visconti, che –molto interessati a consolidare le fortificazioni- ricostruiscono il castello di Brescia e tengono la città fino all’avvento di Venezia.
Nel 1426, infatti, Brescia entra a far parte della Repubblica Veneta e vi resta fino al 1796, quando Napoleone impone all’Europa il nuovo ordine nato dalla Rivoluzione Francese.
Con la Restaurazione (1815), l’imperatore Francesco I d’Austria fonda il Regno Lombardo-Veneto, di cui fa parte anche Brescia.
Il Risorgimento vede Brescia protagonista delle famose Dieci Giornate (23 marzo – 1 aprile 1849), in cui viene tolto agli Austriaci il controllo della città. Questa impresa valse alla città l’appellativo di “Leonessa d’Italia”. Nel giugno 1859 si svolge a San Martino e Solferino, sulle colline presso il Garda, la battaglia decisiva con quale Vittorio Emanuele II di Savoia, con l’alleato francese Napoleone III, affranca dal dominio austriaco la Lombardia e il Veneto. Brescia (che recupera la Valcamonica, ceduta da circa 60 anni a Bergamo) viene, quindi, annessa al Regno d’Italia.

Monumenti principali

Rotonda
Rotonda Brescia Lombardia turismo

L'originaria cattedrale di età paleocristiana, Santa Maria Maggiore, fu demolita fra I'XI e il XII secolo e ricostruita in pietra secondo le forme del Romanico europeo. L'ampio edificio circolare con finestre monofore è sormontato da un tiburio a copertura conica.
All'esterno, uno scavo sistemato a verde rivela il livello originario dell'antico ingresso rimosso nel 1571 e sostituito con quello, ancor oggi esistente, (aperto nella parete della torre poi crollata) sul versante occidentale dell'edificio. All'interno, di fronte all'entrata, si trova l'imponente sarcofago, ornato da bassorilievi, del vescovo Berardo Maggi, signore della città morto nel 1308. Una rampa di scale scende nella Rotonda dove otto pilatri a base trapezoidale reggono gli archi a tutto sesto che si susseguono lungo la circonferenza e sostengono la cupola emisferica.
Il presbiterio rialzato e profondo presenta all'estremità sinistra la cappella delle Sante Croci, dove sono custoditi preziosi reliquiari protetti da una grata. A destra, la cappella del Santissimo Sacramento è ornata da quattro tele del Moretto e da due dipinti del Romanino nel vano antistante la cancellata.
Nel transetto, di fronte allo stesso altare, si trova un'opera notevole del pittore vicentino Francesco Maffei (1656) che vi rappresentò il corteo della traslazione delle reliquie dei Santi Vescovi nell'antica cattedrale di San Pietro.
Il coro è dominato dalla splendida Assunta del Moretto ed è arricchito dagli stalli lignei di Antonio da Soresina (1522); l'organo è opera di Costantino Antegnati (1536).
Due scalette (ai lati della scalinata che sale al presbiterio) portano alla cripta dedicata a San Filastrio, (vescovo di Brescia nel IV secolo), con colonne e capitelli di età romana, bizantino- ravennate e dei secoli VIII e IX, già appartenenti alla cripta dell'originaria cattedrale.

Tempio Capitolino
Tempio Capitolino  Brescia Lombardia turismo

Eretto nel 73 d.C. dall’imperatore Vespasiano sopra il Santuario Repubblicano del I sec. a.C.
Il Tempio era destinato alla venerazione degli dei Giove, Giunone, Minerva: - la Triade Capitolina - da cui deriva il nome del Tempio.
E’ possibile entrare nel Tempio tramite due rampe di scale.
La seconda rampa conduce alla facciata del Tempio, costituita da sei colonne scanalate (cioè rigate) e capitelli corinzi, delle quali ne sono state ricostruite solo quattro.
Infatti si può notare che le colonne sono costituite da parti bianche, in marmo - le parti originali - e da parti più scure, di mattoni - che sono quelle ricostruite.
Distanziata dalle 4 colonne della facciata c’è l’unica colonna rimasta intatta, ed
è per questo tutta bianca.
Sul Frontone - la parte triangolare posta sopra le colonne - del quale è visibile oggi soltanto una parte, c’è la scritta dedicata al suo fondatore, l’imperatore Vespasiano.
Infine il Tempio si suddivide in 3 celle, ciascuna delle quali dedicata ad una delle tre divinità.
I resti di Brescia romana, sotterrati dai detriti e dalle frane precipitate dal colle Cidneo, furono ritrovati grazie all’unica colonna rimasta intatta.
Infatti nel 1800, nel giardino di una casa, sporgeva appena dal terreno un pezzo di colonna, per cui il Comune un giorno decise di scavare: scava e scava, vennero alla luce i resti di una città romana.
Il cuore di Brescia romana era formato dal Tempio, dalla Piazza e da un teatro, situato vicino al Tempio.

s. Agata
s. Agata Brescia Lombardia turismo

La struttura architettonica della chiesa risale ai secoli XIV e XV.
L'interno, preceduto da un bel portale rinascimentale sormontato da statue barocche, presenta una visione imponente pur col sovrapporsi di elementi di epoche diverse, quali il presbiterio del Quattrocento, le volte e la balconata del Cinquecento, gli altari, la decorazione a fresco e gli stucchi del Seicento, la cappella del SS. Sacramento del Settecento.
Tutta la navata appare più spaziosa e profonda per gli affreschi ad architetture (1683).
La pala dell'altar maggiore raffigurante Sant'Agata in croce fra i S.S. Pietro, Paolo, Lucia, Apollonia (1522) è considerala il capolavoro di Francesco Prata da Caravaggio.

Ss. Nazario e celso
Ss. Nazario e celso Brescia Lombardia turismo

L'antica chiesa quattrocentesca subì un totale rifacimento nella seconda metà del Settecento, quando acquisì le monumentali forme classicheggianti su progetto di Giuseppe Zinelli e Antonio Marchetti.
Al suo interno, nel presbiterio, si conserva un'opera pittorica fra le più importanti della città: il Polittico Averoldi (1520-22) commissionato a Tiziano Vecellio da Altobello Averoldi. Sono da segnalare inoltre le pale del Moretto (terzo altare a destra e quarto altare a sinistra) e le ante d'organo del Romanino (nella sacrestia).

 
Broletto
Broletto Brescia Lombardia turismo

Edificato a cavallo del XII e XIII secolo rappresenta uno dei palazzi municipali più eleganti della Lombardia. Nonostante numerose trasformazioni ed aggiunte, alternatesi nel corso dei secoli, presenta ancora oggi l'essenza del suo stile romanico originario. La bella facciata, ornata da trifore e quadrifore, venne restaurata nel corso del XIX secolo.
Venne costruito su un'area adibita ad orto e frutteto o brolo da cui, appunto, deriva il suo nome.
Al centro dell'ampio cortile interno è posizionata una fontana settecentesca che lo impreziosisce.
L'ala più vecchia, in pietra, è quella che costeggia il Duomo e che si appoggia alla torre del Pegol (53,70 metri di altezza, costruita in medolo a bugnato e posta su un basamento a scarpata in pietra di Botticino).

Loggia (Municipio)
Loggia Brescia Lombardia turismo

Il palazzo della Loggia venne incominciato nel 1492 e terminato nel 1574. Fu destinato a sede del Consiglio dell'aristocrazia. La Loggia è sicuramente il più bell'esempio di architettura rinascimentale di Brescia.
Per quanto riguarda il progetto furono contattati vari architetti tra i più famosi dell'epoca: il Palladio, il Sansovino, l'Alessi; sembra però che quello definitivo sia da attribuire a Lodovico Beretta.
La cupola a scafo o carena di nave - simile a quella attuale - installata nel 1560 venne nel 1575 distrutta da un incendio che colpì tutto il piano superiore rappresentato - all'epoca - da un unico grande ambiente e sulla cui volta vi erano tre dipinti del Tiziano. Fu solo nel 1915 che si decise di ricostruire la cupola in piombo sul modello di quella originale.
Il piano terra, a portico, è caratterizzato da delle ampie arcate mentre il piano superiore è adornato da finissime decorazioni scultoree.

Castello
Castello Brescia Lombardia turismo

Conosciuto come il "Falcone d' Italia" ed oggi meta prediletta delle passeggiate dei Bresciani, il Castello è situato sul colle Cidneo il cui nome deriva da Giono, mitico re delle antichissime popolazioni liguri che per prime abitarono queste zone. Dopo i liguri furono i Cenomani a stabilire sul colle la loro sede e successivamente i romani vi costruirono una rocca, andata però distrutta durante le invasioni barbariche del IV e del V secolo.
La parte più antica dell'attuale castello la torre Mirabella, di forma cilindrica posa su una base rettangolare di epoca tardo-romana e risale al tempo dei comuni ( XII - XIII secolo).
Il corpo rettangolare del mastio, con le mura coronate di merli e i due torrioni circolari sarebbero stati eretti da Giovanni e Luchino Visconti nel 1343. E' però più probabile che i Visconti abbiano ampliato una costruzione già esistente, trasformandola in una formidabile fortezza che ebbe una funzione di primo piano nelle guerre per il dominio della città.
Nel 1426 per esempio, quando i bresciani congiurarono per liberare Brescia dai Visconti, il castello riuscì a resistere per ben 8 mesi agli assalti e solo la fame alla fine stancò la disperata resistenza dei difensori.
Nel 1512 quando scoppiò la rivolta intesa a riportare Brescia sotto la Repubblica Veneta, il castello rappresentò ancora una volta l'ultimo baluardo degli assediati.
Quando Brescia tornò sotto il dominio veneto (1516) la cinta delle mura venne allargata fino a Canton Monbello e rinforzata dal colossale bastione della Pusterla.
Si inserirono inoltre i possenti bastioni di S.Faustino a sud-ovest, di San Marco a sud-est e di S.Pietro a sud-est. Per isolarlo dai colli dei ronchi venne scavata la trincea su cui corre oggi la strada di circonvallazione della Pusterla.
Lavori di restauro hanno messo in luce una serie di affreschi databili introno alla metà del XIV secolo. E' inoltre emerso che il mastio trecentesco poggi a su un grandioso edificio Romano a pianta rettangolare e databile intorno al primo secolo dopo cristo. Da notare il perfetto allineamento di questo edificio situato sul Cidneo con il sottostante Capitolium e con il foro.

S. Maria del Carmine
S. Maria del Carmine Brescia Lombardia turismo

Iniziata nel 1429 la chiesa fu completata in cinquant'anni. La monumentale facciata in mattoni a vista è coronata da slanciati pinnacoli in cotto.
Il bellissimo marmoreo portale con decorazioni a bassorilievo comprende una lunetta con l'Annunciazione affrescata da Floriano Ferramola.
All'interno, fra le molte opere d'arte è da ammirare Il compianto di Cristo morto con le statue in tenrracotta policroma dalla tragica intensità espressiva, opera di un plasticatore lombardo o emiliano del secolo XVI.
Adiacenti alla Chiesa sorgono tre bellissimi chiostri, dove sarà collocata la Biblioteca del'Università degli Studi di Brescia.

 

Musei

Pinacoteca Tosio Martinengo

Aperta nel 1851 in Palazzo Tosio, la prima pinacoteca fu costituita con le ricche collezioni artistiche, legate nel 1832 dal conte Paolo Tosio e con dipinti e oggetti provenienti da altri legati e da edifici sacri soppressi o demoliti. Nel 1884 il Conte Leopardo Martinengo da Barco lasciò al Comune la biblioteca, le collezioni scientifiche e d'arte e il proprio palazzo (ristrutturato nei secoli XVII-XVIII su un edificio cinquecentesco) dove, nel 1908, le due pinacoteche si fusero nella Tosio Martinengo. La facciata ovest si apre sulla piazza dove, nel 1898, fu eretto, ad opera dello scultore Domenico Ghidoni, il monumento al pittore bresciano Alessandro Bonvicino, detto il Moretto. Il recente riallestimento delle collezioni (1994) propone un museo rinnovato, secondo un criterio espositivo che, avendo promosso campagne di restauro e grazie a successivi acquisti e depositi, propone la storia dell'arte bresciana ed a Brescia dal Trecento al Settecento. Dopo un omaggio a Paolo Tosio, con una selezione della sua collezione (vi spicca Raffaello insieme ad altri autori italiani e stranieri), le opere principali offrono un percorso che culmina nella grande stagione del Rinascimento bresciano, da Foppa alla generazione di Romanino, Moretto, Savoldo. Per il Seicento e il Settecento ai pittori locali si accostano importanti apporti forestieri: il ritratto e la pittura di genere, in particolare, sono ben documentati.
piazza Moretto, 4
Tel 030 3774999