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Rieti
Rieti è situata proprio al centro della Valle Reatina. Al suo interno in una piccola piazza, è situato il punto che è considerato da tutti il "Centro d'Italia". La città ha una ricca vita culturale ed un consistente numero di tesori artistici.
Insieme ai paesaggi del territorio circostante, Rieti e la sua provincia costituiscono uno dei punti di maggior attrattiva turistica di tutto il centro Italia.
Storia
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Gia' forte "oppidum" dei Sabini, in seguito importante municipium romano, e' la patria di Marco Terenzio Varrone, il celebre scrittore definito, dai suoi contemporanei, "padre della romana erudizione".La citta subi' le invasioni barbariche, decadde al tempo delle invasioni saracene e normanne per rifiorire nel secolo XII, allorche' divenne libero Comune, accettando, piu' tardi, l'alta sovranita' dei Papi e conservandosi loro fedele finche' non fu unita all'Italia, partecipando ai moti ed agli eventi risorgimentali.
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Monumenti principali
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Palazzo Vescovile |
Sulla piazza Mariano Vittori e lungo la via Cintia, si affaccia il Palazzo Vescovile.
L'edificio, costruito a partire dal 1283, è frutto di successivi ampliamenti e accorpamenti con fabbricati vicini.
La parte aggettante sulla piazza è rappresentata da una monumentale loggia a due ordini di archi, a cui si accedeva attraverso una scala esterna, oggi demolita.
Il piano terra presenta un ampio porticato suddiviso centralmente da sei piloni quadrangolari.
La copertura è data da un sistema di volte a crociera che creano un gioco di luce e di acustica veramente suggestivo.
Da un cortile interno si accede alla sala dell'episcopio (salone papale), con sette ampie finestre realizzate nel periodo rinascimentale.
Si tratta di un vasto ambiente destinato a cerimonie e riunioni, in cui l'atmosfera di esclusività ed importanza è data anche dalla notevole altezza dei soffitti.
Qui fu celebrato, nel 1185, il matrimonio tra Enrico VI e Costanza di Altavilla, ricordato da una lapide.
La parte settentrionale dell'edificio termina con l'Arco del Vescovo (fine XIII sec.) che presenta uno stemma di Bonifacio VIII.
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S. Agostino |
La data di edificazione è controversa, ma comunque riconducibile agli ultimi anni del XIII secolo.
La chiesa, a travatura scoperta, è a croce latina. Tre sono le absidi, di cui quella centrale è un semiottagono e le due laterali sono dei semiesagoni.
La perfetta geometria dell'abside è apprezzabile anche esternamente, abbellita com'è da due grandi bifore laterali e da una trifora centrale.
All'interno della chiesa sono conservati la Vergine in trono col Bambino tra Sant’Agostino e Santa Monica di Giacomo Pandolfi, l'Estasi di Santa Rita da Cascia, di Lattanzio Niccoli e la Strage degli innocenti di Ludovico Carosi.
Il maestoso chiostro del convento (1605) è ancora visibile all'interno dell'adiacente edificio scolastico. |
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Duomo |
Eretto nel 1109 sulle basi dell'antica basilica di Santa Maria, fu consacrato nel 1225 da Papa Onorio III.
Lo stile originario è romanico anche se la completa ridecorazione barocca ne ha radicalmente mutato l'aspetto.
Dell'antica architettura rimane, all'esterno, la facciata divisa da semicolonne in tre arcate cieche che fanno intuire le navate interne.
Tre sono le porte d'accesso di cui le due laterali con imposte e bussole e la maggiore centrale, romanica, con architravi marmorei ornati con fregi vegetali e animali.
L'interno, a croce latina, con tre navate divise da pilastri su cui poggiano archi a tutto sesto, termina con un 'abside ampliata più volte nel corso degli anni.
Il tetto, in origine a travatura scoperta, presenta delle volte realizzate tra il XVI e il XVII secolo.
Undici sono le cappelle laterali costruite a partire dalla fine del '300 grazie alle donazioni di cittadini privati.
Fra queste e senz'altro da visitare, nella navata sinistra, la cappella di Santa Barbara del 1501.
L'edicola fu rinnovata tra il XVII e XVIII secolo ad opera degli architetti Gian Lorenzo Bernini, Giovan Battista Garzani, Carlo Fontana e Sebastiano Cipriani.
Sull'altare maggiore e posta una statua della santa realizzata da Giovannantonio Mari, su disegno del Bernini.
La cappella contiene affreschi e quadri sulla vita e il martirio di Santa Barbara di Antonio Concioli e Giovanni Odazi.
Sopra l'altare un bassorilievo marmoreo, la Concezione, di Lorenzo Ottoni autore anche delle statue poste nelle nicchie ai quattro angoli della cappella.
La cripta, sotto il transetto della chiesa superiore, è suddivisa da sedici colonne, in nove navatelle.
Le colonne sono tutte diverse e provengono da antichi edifici; la prima di esse è la XXXVII colonna militare della via Salaria e ha una scritta in onore degli imperatori Valentiniano, Valente e Graziano. |
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