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Forlì
Situata nella pianura Padana lungo la Via Emilia, la città fu fondata dai Romani nel II secolo a.C. con il nome di Forum Livii come nodo di traffici, all'incrocio della via consolare con la strada del passo del Muraglione, che porta in Toscana. Fino al Duecento Forlì, come altre città romagnole, subisce la dominazione di turno (Visigoti, Bizantini, Longobardi, Franchi) ma intorno all'anno 1000 è Repubblica a vocazione ghibellina. Caduta la casa di Svevia sarà Guido da Montefeltro a diventare Capitano del Popolo a Forlì. La comparsa degli Ordelaffi, che tennero la città per circa due secoli, fece sì che la medesima fosse abbellita e fortificata. La Signoria di Caterina Sforza (a cui è oggi intitolata la Rocca) sarà breve e a lei succederanno prima Cesare Borgia e poi lo Stato Pontificio che dominerà Forlì per 3 secoli. Nel corso della Seconda Guerra Mondiale la città patì distruzioni e rovine. Rapidamente ricostruita, Forlì è sempre in alte posizioni nelle classifiche italiane per la qualità della vita per servizi, cultura, arte, vivacità economica, università.
Monumenti principali
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San Mercuriale |
L'abbazia di San Mercuriale è situata nella piazza principale della città.
Distrutta nel 1173 da un violento incendio, la nuova basilica fu riedificata nel 1181 in stile romanico-lombardo. Il portale gotico in pietra rosa ospita la lunetta con il rilievo dell' Adorazione dei Magi, attribuito al Maestro dei Mesi di Ferrara.
Altro elemento di pregio il coronamento della parte centrale della facciata, ad archetti in mattoni sorretti da colonnine in pietra.
La costruzione del campanile, disegnato in stile lombardo dall'architetto Francesco Deddi, terminò nel 1180. Alto 75 metri, è interamente in mattoni a vista. Annesso alla Chiesa è il Chiostro quattrocentesco, di forma rettangolare. Chiuso in origine, venne aperto su due lati nel 1941. Al centro una vasca del XVII secolo.
L'interno della Chiesa a pianta basilicale è costituito da tre navate.
All'inizio della navata destra si trova il Monumento funebre a Barbara Manfredi, moglie di Pino III Ordelaffi, morta a 22 anni nel 1466. E' opera di Simone Ferrucci da Fiesole: il disegno e la finezza delle decorazioni in rilievo ne fanno una delle opere più significative del patrimonio forlivese.
Nella cappella di destra, la “Madonna col Bambino” e i “SS: Giovanni e Caterina” di Marco Palmezzano; nella cappella di San Mercuriale, sull’altare, “Madonna col Bambino e i Santi Mercuriale e Girolamo” del Passignano; a destra “S. Mercuriale torna da Gerusalemme”, di Santi di Tito; a sinistra “San Mercuriale uccide il drago” del Cigoli; nel presbiterio a destra “La Visitazione” di Baldassarre Carrari, a sinistra “La Madonna e Santi” di Michele Bertucci. Nella navata sinistra, l’Arcata Ferri (1536) in sasso d’Istria, elegante opera di ornati e grottesche lombardesche; sopra l’altare “L’Immacolata Concezione con i SS. Agostino, Anselmo e Stefano” (1509) di Marco Palmezzano.
E' possibile visitare il Campanile tutti i sabati e le domeniche, senza prenotazione.
Per visite al Campanile: € 1 a persona (e' una assicurazione) |
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Rocca di Ravaldino |
 Uno dei luoghi deputati alla difesa di Forlì, per tutto il Medioevo, fu la zona dove nel XV secolo sarebbe sorto il complesso fortificato tuttora visibile.
C'era stato in origine un piccolo apparato, chiamato Bonzanino, probabilmente solo un rivellino (da dove il toponimo Ravaldino) sostituito fra il 1360 e al 1371 da una prima Rocca di Ravaldino. Un secolo dopo, nel 1471 Pino III Ordelaffi farà progettare all'architetto Giorgio Marchesi Fiorentino le fortificazioni ancora esistenti.
Fu costruita prima la Rocca, poi, nel 1481, su commissione del nuovo Signore di Forlì, Gerolamo Riario, e sempre ad opera di Giorgio Marchesi Fiorentino, la Cittadella. Furono anche aggiunti sui due lati esterni dela Cittadella, il rivellino di Cotogni (con avanzi ancora visibili) e il rivellino di Cesena.
Rivellini, Cittadella e Rocca erano tutti corpi separati, circondati da un complicato sistema di fossati e ponti levatoi.
Nel 1496 Caterina Sforza, vedova del Riario e Reggente in nome del figlio Ottaviano, costruì un terzo rivellino, davanti alla Rocca, e una palazzina sulle rovine dell'antico forte trecentesco. Il complesso, ritenuto a quei tempi imprendibile, fu giudicato, invece, da Niccolò Machiavelli, che l'aveva osservato nell'estate del 1499, troppo articolato e quindi estremamente vulnerabile.
Cinta d'assedio nel dicembre 1499 da parte di Cesare Borgia, Ravaldino cadde il 12 gennaio 1500, e Caterina Sforza fu condotta a Roma prigioniera.
Il rapido sviluppo delle artiglierie determinò il declassamento delle fortificazioni forlivesi a carcere, funzione durata fino alla fine del secolo scorso, quando all'interno della Cittadella vennero costruite le attuali prigioni.
La Rocca attualemente è in fase di recupero e valorizzazione: il cortile ospita concerti e si progetta di farne la sede dell'Armeria Albicini, ora in palazzo Merenda, oltre che di mostre ed esposizioni d'arte. Nel piazzale di Porta Ravaldino, al termine di corso Diaz, è uno degli accessi al canale di Ravaldino, che nel medioevo attraversava la città a cielo aperto ed è da tempo quasi interamente coperto. Oggi è percorribile per ca. 1900 m: l'escursioni, organizzate, consentono una visita insolita e insostenibile alla città sotterranea. |
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