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Reggio Calabria
Reggio, la citta' piu' grande della Calabria, e' adagiata alle estreme propaggini dell'Aspromonte, lungo le sponde orientali dello Stretto di Messina. Antica colonia calcidese, fondata nell'VIII secolo a.C., conobbe grande splendore non solo nel periodo magnogreco, ma anche in quello romano e bizantino. Ricca di storia e tradizione, i numerosi resti archeologici sono esposti presso il Museo della Magna Grecia. I resti della cinta muraria del IV secolo a.C. e quelli delle terme romane, il bellissimo lungomare definito da Gabriele D'Annunzio come "il più bel chilometro d'Italia" conserva ancora resti della cinta muraria del IV secolo a.C. e quelli delle terme romane. Reggio, ricostruita totalmente dopo il disastroso terremoto del 1908, presenta oggi un volto moderno e funzionale.
Monumenti principali
Cattedrale |
Edificata dopo il terremoto del 1908 ed eretta su progetto dell'Architetto Padre Carmelo Angelini, la Cattedrale fu consacrata e inaugurata il 2 settembre 1928 e fu dedicata a Maria Santissima Assunta.
L’edificio è uno dei maggiori tempi della Cristianità in Calabria ed è meta costante di pellegrini che dal mese di settembre al mese di novembre possono ammirare anche la grande vara della Madonna della Consolazione che viene portata a spalla da vigorosi “portatori” dalla Basilica della Madonna della Consolazione (Eremo) dove dimora per il resto dell’anno. E’ di stile neo-romanico nella facciata e gotica nel soffitto. Nel mezzo della scalinata sorgono sontuose le statue di S. Paolo e di Santo Stefano di Nicea, primo vescovo della città. L’ingresso è coronato da tre portali bronzei degli artisti Nunzio Bibbò, Luigi Venturini e Biagio Poidimani, mentre all’interno sono custodite preziose opere d’arte come l’Altare Maggiore in bronzo, le tele ottocentesche del Crestadoro e del Minali, la cappella del Sacramento monumento barocco della città, edificata nel 1655 da Placido Brandamonte di Messina , mentre sull’altare si trova un pregevole olio su tela che raffigura il sacrificio di Melchisedeck, di Domenico Maroli (1665).
A sinistra dell’ingresso si trova l’Auditorium di San Paolo, dove sono custodite alcune testimonianze della vecchia Cattedrale. |
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Castello Aragonese |
La sua costruzione sembra risalire al 536 d.C. Nel 1039 il castello passò dai Greci ai Normanni e in seguito, nel 1266 a Carlo D’Angiò. Venne restaurato nel 1327 dopo le ripetute guerre tra Angioini ed Aragonesi. Fu fortificato nel 1381 dalla Regina Giovanna I. Nel 1458 Ferdinando I d’Aragona fece costruire le due torri merlate ed un fosso tutt’ intorno. I lavori furono diretti inizialmente da Baccio Pontelli, noto architetto e discepolo di Giorgio Martini. Nel 1539 Pietro da Toledo fece aumentare la capienza interna e fu così che vi si poterono rifugiare quasi mille persone. Questo salvò più volte i reggini dalle invasioni dei Turchi durante le quali il castello fu usato come prigione. Carlo III di Borbone, nel 1712, adattò l’interno a caserma. Dopo l’Unità d’Italia, nel 1874, vi furono varie diatribe tra chi voleva demolire il castello per fare scomparire l’ultimo vestigio del dominio spagnolo e, chi ne voleva impedire la demolizione sostenendo che il castello rappresentava un monumento storico a cui si riconnettevano antiche ed importanti memorie. In seguito venne danneggiato dal terremoto del 28 dicembre 1908, e in parte anche demolito per esigenze urbanistiche al fine di collegare la via Cimino con la via Aschenez. Nel 1986 lavori di restauro effettuati con superficialità e avventatezza determinarono il crollo di buona parte del castello.
Oggi, grazie ai lavori di restauro conclusi con successo nel 2000, il castello si presenta in tutta la sua bellezza. |
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Musei
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Museo Nazionale |
La costruzione del museo si deve all’archeologo Paolo Orsi che, dopo il terremoto del 1908, auspicò la fusione del vecchio Museo Civico (1882) con le collezioni statali e i reperti provenienti dagli scavi da lui condotti in Calabria. La vastissima documentazione archeologica, ospita i reperti provenienti in Calabria in oltre 160 anni di ricerche. L’attuale edificio che si sviluppa su 4 piani fu progettato da Marcello Piacentini nel 1932.
L’esterno è in stile 900 con medaglioni emblematici dalle antiche colonie magnogreche. Dopo il 1954 molti ampliamenti lo hanno arricchito, fino a quelli del 1981 (con l'istituzione, al piano inferiore, della sezione di archeologia subacquea, che ospita i famosi Bronzi di Riace e la splendida testa del Filosofo da Porticello) e del 1982 (con l'apertura al primo piano delle sale dedicate ai materiali provenienti dalle colonie e sub-colonie del territorio calabrese). Al pian terreno è disposta la Collezione preistorica protostorica e locrese; al primo piano, oltre all'esposizione dei materiali provenienti da Reggio, Medma, Caulonia, Krimisa e Laos, trovano spazio anche la collezione numismatica e una scelta di epigrafi greche e romane. Al secondo piano si trova la sezione d'arte medievale e moderna che attende ancora un'adeguata sistemazione: tra le altre opere, degne di menzione sono due tavolette di Antonello da Messina (S.Girolamo penitente e I tre angeli, 1460 ca.) e “Il ritorno del figliol prodigo” di Mattia Preti (1656-60).
Il museo possiede inoltre una ricca biblioteca con oltre diecimila volumi, un laboratorio fotografico e un gabinetto di restauro.
Gli ambienti interni del museo, sono stati ideati privi di ricchezza sfarzosa, senza arredamenti e decorazioni particolari, cose che sicuramente avrebbero distolto l’attenzione del visitatore dagli oggetti esposti. Regna, invece, una signorile semplicità che contribuisce a polarizzare l’ammirazione sugli oggetti archeologici sistemati nelle bacheche vitree.
Bronzi di Riace
II recente allestimento della sezione di archeologia subacquea, inaugurata nel 1981 e dedicata alla memoria di Giuseppe Foti, soprintendente all’epoca dei rinvenimenti di Riace e di Porticello, con il nuovo sistema di climatizzazione e i nuovi basamenti per le statue (1996) è legato agli ultimi interventi di restauro che hanno interessato i due guerrieri di Riace, e che hanno consentito una loro ottimale conservazione. Le due grandi statue bronzee, rinvenute fortuitamente il 16 agosto del 1972 nel mar Ionio, presso il litorale di Riace, costituiscono un fenomeno unico tra le opere d'arte antica, per il clima di attenzione suscitato presso il grande pubblico, fin dalle prime esposizioni a Firenze (1980) e Roma (1981); si tratta di due splendidi originali dell'arte greca, rappresentanti due guerrieri, fusi in epoche diverse (la statua ”A” al 460/450 a.C., quella “B” al 430/420 a.C).
Piazza De Nava, 26
tel 0965/812255-812256 |
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Dove dormire
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APAN * * * *
Viale Laboccetta
Tel. 0965 598813 - Fax 0965 598829
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Camping Bellino * *
Loc. Doganieri (Reggio Calabria Lido)
Tel: 0961.719250
Camping Cammello Grigio
Via Navigatori, Lido
Tel: 0961.391512
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Dove mangiare
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Agorà - Via Cattolica dei Greci, 24
Babilonia - Via Cardinale Tripepi n.7
Barbaro G. - Via Nazionale,71
Battaglia C. - Via Spirito Santo
Bergamotteria - Via Torrione 69/b
Bottiglieria 2010 Pellarese - Via Sottolume Pellaro
Bracieria - Via D.Tripepi, 81-83
Criserà - Via S, Caterina
Franco T. - Via Nazionale Pellaro,329
London Bistro - Via Osanna 2/F
Ristorante Da Giovanni - Via Torrione, 77
Ristorante La Pignata - Via Demetrio Tripepi n.122
Royal Garden - Via Arangea prov. Gallina, 218/A
Taverna di Bacco - Via Dei Pritanei,10
Tripodi Enoteca - Via Veneto,46
Via Veneto Cafè - Via Veneto, 62-64 |
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