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Mantova
«Una città in forma di Palazzo»: questa felice sintesi di Baldassarre Castiglioni rende al meglio l'idea del fascino e delle suggestioni di cui Mantova è capace. Piccola e ben disegnata, Mantova è innanzi tutto un'originale miscellanea di storia e arte.
La città si impone al visitatore soprattutto come scrigno di tesori d' arte che nomi famosi nel mondo seppero riempire di opere preziosissime: basta citare Mantegna, Pisanello, Giulio Romano, Leon Battista Alberti, per evocare numerosissimi altri artisti, pittori, urbanisti che accrebbero la sua indiscussa dignità culturale.

Storia

Questa città insulare fondata, secondo la leggenda, dall'indovina Tebe Manto, ha in realtà un' origine etrusca, l'antica Mantua (così chiamata dai romani) fu un piccolo centro fortificato, situato probabilmente sull'area che venne poi occupata dalla città alto-medievale, all'estremità nord-est dell'attuale centro abitato.
Terminato il lungo periodo delle invasioni barbariche, nel X secolo divenne dominio dei Canossa, quindi, dalla prima metà del XII secolo, si diede ordinamenti comunali e poté espandersi verso sud grazie a una grandiosa opera idraulica, che nel 1190 limitò e mutò le vicine paludi, formate dal Mincio, in quattro laghi. La seconda linea di mura, eretta a sud della prima, servì a difendere la città, resa ormai insulare dallo scavo del Rio, il canale, ancora parzialmente esistente, che, attraversando l'abitato, univa il Lago Superiore all'Inferiore e sulla cui riva fu costruito il porto Catena.
Il passaggio dal Comune alla Signoria si ha con la conquista del potere (1272) da parte di Pinamonte Bonacolsi, che l'ebbe in signoria fino al 1328, quando iniziò l'era dei Gonzaga, durata quasi quattro secoli, durante la quale la città divenne uno dei massimi centri d'arte d'Italia. Continuava intanto una graduale espansione verso sud che portò Mantova a dotarsi di una terza linea di mura, all'altezza dell'attuale viale Risorgimento. I Gonzaga, marchesi dal 1433, duchi dal 1530 vi crearono una vastissima e fastosa corte che ospitò grandi artisti, fra cui Pisanello, Leon Battista Alberti, Mantegna, Giulio Romano. Una guerra di successione, un saccheggio ad opera di eserciti mercenari stranieri (1630) e la peste provocarono tuttavia il declino di Mantova e la condussero sotto il dominio dell'Austria (1707). Durante questa dominazione, venne trasformata in una delle città-fortezze del Quadrilatero, fino al 1866.

Monumenti principali

Basilica di S. Andrea
Basilica di S. Andrea Mantova Lombardia turismo

Secondo la leggenda la basilica sorge nel luogo in cui furono ritrovati (804 d.c.) i Sacri Vasi, reliqua religiosa ancor oggi ivi custodita contenente il sangue di Cristo.
Nel 1037 il tempio venne affiancato da un monastero benedettino che diventa di grande importanza nell'etá comunale, finchè nel 1472 fu soppresso da papa Sisto IV su richiesta dei Gonzaga.
Di quel periodo rimane solo il campanile gotico, eretto nel 1413.
Dopo la soppressione del monastero la chiesa venne totalmente ricostruita in stile rinascimentale. Il progetto scelto per tale opera è di Leon Battista Alberti, il quale però scomparse prima dell'inizio dei lavori. Questi furono pertanto affidati a Luca Fancelli fino al 1490.
All'interno (vedi foto) la decorazione pittorica e le rifiniture videro protagonisti Mantegna e Giulio Romano con i rispettivi allievi.
Nel '500 furono costruiti i due bracci del transetto, il presbiterio e la cripta.
La cupola venne terminata nel 1765, senza più rispettare i disegni iniziali ma su un'idea del siciliano Filippo Juvara.
La facciata si ispira alla classicità dei monumenti della Roma antica.
Da notare è il portale di marmo dell'ingresso centrale, scolpito tra il '400 e il '500.
All'interno nella struttura a croce latina con unica navata coperta da una volta a botte fiancheggiata da ampie cappelle quadrate, echeggiano le maestosità e la solennità dell'Alberti.
Nel complesso, la basilica si presenta con un corpo di creazione quattrocentesca (Alberti), sormontato da cupola settecentesca (Juvara) e adornata da decorazioni pittoriche del '500, '600 e '700.
Nella prima cappella piccola del lato sinistro è sepolto Andrea Mantegna.
Piazza Mantegna - Entrata libera

Duomo
Duomo Mantova Lombardia turismo

Magnifica chiesa dedicata a S. Pietro, è di origine medievale, ma fu ricostruita più volte.
Si possono vedere sul fianco destro muri superstiti di cappelle gotiche poi soppresse, ornati da cuspidi e pinnacoli risalenti al secolo XV.
Il campanile è invece in stile romanico.
La facciata odierna fu costruita nel 1756 su disegni di Nicola Baschiera in sostituzione di quella ormai cadente dei fratelli Jacomella e Pietropaolo dalle Masegne del 1400.
Il corpo del tempio è opera di Giulio Romano che ne iniziò la ricostruzione nel 1545.
Duomo Mantova Lombardia turismoL'interno si presenta molto ampio e sontuoso:
lo spazio di pianta quadra è diviso longitudinalmente, da colonne corinzie, in cinque navate (quelle estreme hanno a lato cappelle chiuse da cancelli).
Il Transetto è coperto al centro da una cupola ottogonale. Un ricco soffitto a cassettoni dorati copre la navata principale, ornata da statue cinquecentesche in stucco (Sibille e Profeti).
L'architettura della chiesa dimostra come Giulio si sia ispirato alle basiliche paleocristiane di Roma; la varietá dei motivi è invece frutto dell'esuberanza dell'arte giuliesca e dei fasti del '500 mantovano.

Rotonda di San Lorenzo
Rotonda di San Lorenzo Mantova Lombardia turismo

Edificata per volere della contessa Matilde di Canossa, chiude il lato orientale della piazza delle Erbe. La costruzione si trova un po' al di sotto del livello della piazza.
La Rotonda eretta verso la fine dell'XI secolo, è a pianta circolare. La superficie esterna è caratterizzata da snelle e pronunciate lesene coronate in alto da una serie di archetti pensili.
L'interno della chiesa realizzato con strutture molto semplici e pareti spoglie, conferisce al visitatore una sensazione di raccoglimento spirituale molto umile e profondo. La pianta interna circolare è scandita da un primo cerchio di colonne che sostengono le volte e da un secondo cerchio al piano superiore che crea effetti chiaroscuri.
La Rotonda presenta notevoli affinità con la chiesa di San Tomè di Almenno in provincia di Bergamo.
Attigua alla Rotonda di San Lorenzo vi è la Torre dell'orologio recentemente ristrutturata e tornata a nuovo splendore.

s. Sebastiano
s. Sebastiano Mantova Lombardia turismo

Ne fu iniziata la costruzione nel 1460 su un preesistente ed antichissimo oratorio dedicato a San Sebastiano (981) per ordine del Marchese Ludovico Gonzaga. Morto nel 1472, l'architetto Leon Battista Alberti che l'aveva concepita, i lavori proseguirono sotto la guida del suo allievo Luca Fancelli. Consacrata nel 1529, già nel 1600 subì un primo restauro a cui ne seguirono altri negli anni successivi che stravolsero l'originaria concezione architettonica dell'Alberti. Sconsacrata ed adibita a magazzino per le granaglie prima, successivamente a deposito per paglia e fieno. Formava un corpo unico con l'attiguo convento trasformato in caserma. I Bassorilievi, marmi decorazioni e affreschi del Mantegna furono in parte recuperati e in parte trafugati insieme alle altre opere d'arte dagli eserciti che si sono alternati nella conquista della città nel corso dei secoli. Nel restauro del 1925, in cui il tempio fu adattato a Mausoleo dei Caduti nella I° Guerra Mondiale, vennero aggiunte le scale laterali ostruendo due delle cinque arcate a cui si accedeva alla cripta. In origine si accedeva alla Chiesa attraverso l'elegante loggia a sinistra. La pianta è a croce greca, l'altare cinquecentesco è circondato da quattro colonne toscane alla cui destra è posto il monumento dedicato alla Resistenza opera degli scultori Seguri e Bergonzoni. Nelle navate laterali divise da grossi pilastri vi sono incisi i nomi dei caduti della Grande Guerra.

S. Francesco
S. Francesco Mantova Lombardia turismo

Ubicata nella piazza omonima, tra il Rio e Palazzo D'Arco. Sorta nel 1304 insieme al campanile e consacrata da papa Pio II nel 1459. Nel XV secolo vi si aggiunsero le Cappelle laterali, fu mausoleo dei Gonzaga, ricca di opere d'arte gran parte delle quali trafugate dai Francesi quando Napoleone la trasformò (1797) con l'attiguo convento in una caserma. Furono demoliti gli altari, murato il rosone, chiuse le finestre , asportati i marmi , l'ampia navata fu divisa in due con la costruzione di un piano all'altezza dei capitelli superiori delle colonne. Nel 1811 fù destinata ad Arsenale militare e rimase tale fino alla fine della seconda guerra mondiale, nel 1944 subì il bombardamento alleato e fu quasi completamente distrutta. Solamente in una cappella (Gonzaga) alcuni affreschi lasciano immaginare come fosse prima l'intera Chiesa.

S. Barnaba
S. Barnaba Mantova Lombardia turismo

Ubicata all'incrocio tra via Chiassi e via Giulio Romano. La storia della Chiesa è legata all'insediamento dell'ordine dei "Serviti". La prima Chiesa fu edificata intorno al 1263, con la costruzione successiva del convento, fu affidata ai Servi di Maria da Francesco I Gonzaga nel 1397. Fu ricostruita con successive modifiche tra il 1716 e 1760. In quegli anni , nel corso dei lavori, venne profanata e dispersa la tomba di Giulio Romano, qui sepolto dal 1546. Tracce della costruzione precedente sono il campanile gotico (incompiuto) e parte del chiostro del convento (che soppresso nel 1797 , fu successivamente adibito ad ospedale e infine, in parte adibito ad abitazione per i sacerdoti e in parte demolito e dove all'inizio del secolo sono state costruite le carceri). Nell'interno si possono ammirare dipinti di: Lorenzo Costa il Giovane (fine '500), Gerolamo Bonsignori, Giuseppe Bazzani, Benedetto Pagni, Alessandro Maganza. Nel porticato le lunette affrescate del XVII sec.

S. Maurizio
S. Maurizio Mantova Lombardia turismo

Iniziata nel 1609, l'attuale facciata è del 1731. L'interno a cupola ellittica ha nel coro e nelle cappelle laterali una serie di tele di notevole pregio di G. Bazzani, L.Carracci, J.Denis e altri autori eccellenti del 1600, presente anche un'organo d'epoca abbandonato a se stesso. Vi è, traslata dopo la demolizione della Chiesa di San Domenico, la pietra con l'epigrafe che copriva la tomba del celebre condottiero Giovanni dalle Bande Nere. Durante la dominazione Francese fu dedicata ad un ipotetico San Napoleone (in onore del Bonaparte) come si può ancora notare oggi dalla iscrizione posta sulla facciata. Del convento attiguo, trasformato in Caserma già nell'800 e dal 1900 sede del Comando Provinciale Carabinieri, non restano altre tracce che due colonne all'ingresso e un caminetto nel piano nobile.
La chiesa, salvo sporadiche occasioni, è chiusa da anni.

 
Palazzo Ducale
Palazzo Ducale Mantova Lombardia turismo

È un complesso (tra i più belli d'Europa) di edifici costruiti in periodi diversi, tra il sec. XIII e il XVI.
Tra stanze e corridoi si contano oltre 500 locali e 15 sono le aree interne come giardini, cortili o piazze.
La parte più antica risale all'epoca bonacolsiana, quindi prima del 1328.
Nel 1355 i Gonzaga acquistarono i palazzi appartenuti ai Bonacolsi e unendoli con passaggi interni ne fecero la loro reggia.
Fanno parte di questo complesso anche il Castello di San Giorgio e la Chiesa di S. Barbara.
Dopo più di due secoli di magnificenza il Palazzo Ducale subì tragiche vicende:
il "sacco" del 1630, le devastazioni alla fuga dell'ultimo duca nel 1707, le intemperanze dei Francesi...
Agli inizi del 1900 era giunto allo sfacelo; solo con opere di paziente restauro si è ottenuto un parziale recupero di questo importante documento di storia mantovana.
I due imponenti edifici medievali a portico archiacuto che si affacciano su Piazza Sordello furono costruiti tra la fine del XIII e i primi anni del XIV da Guido Bonacolsi, detto Battistella.
Quello a sinistra, di dimensioni più modeste e privo di merlature, è identificato come Domus Magna, mentre il più grande e contiguo palazzo merlato viene indicato come Palazzo del Capitano.
Su quest'ultimo edificio si notano le sei ampie bifore gotiche aperte in epoca gonzaghesca (1415) per sostituire gli originali finestroni a tutto sesto.
Sotto il portico si apre un bel portale gotico che serve a passagio da Piazza Sordello a Piazza Lega Lombarda.
Piazza Sordello - Tel. 0376-382-150

Palazzo del te
Palazzo del te Mantova Lombardia turismo

Il palazzo prende il nome dal luogo da cui sorge: l'isola del Te, circondatadai laghi e dal canale che costeggia le mura meridionali di Mantova.
I lavori di costruzione e decorazione iniziano con ogni probabilità negli ultimi mesi del 1525 e si prolungano fino al 1535.
Su commissione di Federico Gonzaga, Giulio Romano trasforma le preesistenti scuderie in una villa sontuosa, riutilizzando in gran parte le vecchie muraglie, che delineano la corte quadrata. Giulio progetta la nuova configurazione architettonica, messa in opera sotto la direzione di Battista Corvo, e disegna nei minimi dettagli i cicli di affreschi, i fregi di stucco, i camini, i soffitti intagliati, affidati ad un folto gruppo di collaboratori.
È documentata la partecipazione di Giulio ai dipinti della sala della Psiche, ma la sua impronta si conosce anche in altre camere.
L'impianto planimetrico con la sua successione Atrio - Cortile Quadrangolare - Loggia - Giardino, riecheggia lo schema della domus antica. Anche il ricorso all'arcaico ordine dorico dimostra il gusto antiquario del progettista.
Originale la scelta di rivestire le facciate della villa con un bugnato rustico, ingegnosamente ricavato da laterzi sbozzati e sagomati.
Le irregolarità nell'ampiezza delle campate o nella posizione delle aperture dipendono solo in parte dalle preesistenze: sono piuttosto il frutto di contraddizioni compositive che l'autore talvolta attenua con artifici ottici, mentre in altri casi preferisce metterle in evidenza.
La villa, dove Federico Gonzaga, soggiorna di rado, ha una funzione prevalentemente rappresentativa: nel 1530 e nel 1532 ospita l'imperatore Carlo V, nel 1536 il duca di Baviera Ludovico X.
Viale Te - Tel. 0376-323-266

Teatro scientifico
Teatro scientifico Mantova Lombardia turismo

Costruito tra il 1767 e il 1769, il gioiello settecentesco della città fu progettato dal parmense Antonio Galli Bibiena su commissione del rettore dell'Accademia dei Timidi, conte Carlo Ottavio di Colloredo, con la finalità di ospitare principalmente adunanze scientifiche, ma aperto anche a recite e concerti.
Il teatro, non più a gradinata come quelli rinascimentali, presenta una pianta a forma di campana ed è disposto su più ordini di palchetti lignei, secondo il genere di struttura inventato nel Seicento e che ormai imperava.
Con vivacità prodigiosa pari alle risorse dell'estro, l'architetto Bibiena adempì in soli due anni all'obbligo che nel 1767 aveva contratto coi Timidi: ideò lo speciale teatro, ne diresse i lavori di fabbrica ed infine, con abilità di pittore oltre che di architetto, affrescò personalmente gli interni dei numerosi palchetti con figurazioni monocrome, anch'esse documento prezioso dell'attività artistica dell'insigne maestro.
La classica facciata fu invece realizzata da Giuseppe Piermarini da cui trae il nome il salone posto al primo piano del teatro.
Lo "scientifico", finito di tutto punto, il 3 dicembre 1769 poteva essere ufficialmente inaugurato: risultava essere un gioiello squisito per gli equilibri fra movimento ed eleganza e una delle formulazioni architettoniche più significative del tardo Settecento europeo.
Poco più di un mese dopo l'inaugurazione, il 16 gennaio 1770 il giovinetto Wolfgang Amadeus Mozart, appena quattordicenne, giunto a Mantova nel giro della sua prima tournée italiana, consacrava l'incipiente vita del leggiadro teatro "scientifico" dandovi insieme al padre Leopold un memorabile concerto.
Tuttora il teatro viene utilizzato per ospitare rassegne musicali, concerti e convegni di alto livello.

Palazzo della Ragione
Palazzo della Ragione Mantova Lombardia turismo

È una costruzione del 1250 dall'aspetto imponente sormontata da una costruzione merlata.
Lungo l'edificio si aprono una serie di archi che includono delle trifore sottolineate da colonnine marmoree.
Nella parte bassa vi è un porticato realizzato nel XVI secolo, restaurato successivamente e quindi discordante dal resto dell'architettura. Nel giorno di mercato questi portici venivano utilizzati per l'esposizione della merce.
Il Palazzo della Ragione era la sede della Suprema Corte di Giustizia. Tutte le funzioni riguardanti la giustizia venivano esercitate in un grande salone al primo piano dove si possono ancora ammirare parti di affreschi risalenti all'epoca medievale. Sono raffigurati un ciclo di di figure religiose ed alcuni riguardanti dei guerrieri.

Palazzo d'Arco
Palazzo d'Arco Mantova Lombardia turismo

Lasciato in eredità a Mantova dall'ultima Contessa di casa D'Arco, fu progettato nel 1784 da Antonio Colonna che concepì una serie di preziose sale ancora oggi completamente arredate. L'imponente scalone d'accesso conduce al Salone degli Antenati, dove troneggiano sessanta ritratti di famiglia, e alla Sala delle prospettive architettoniche, decorata con paesaggi archeologici di gusto Neoclassico. Da qui si giunge nella Camera dei ritratti e, a seguire, nella Camera delle nature morte, un salone da pranzo arredato con mobili e quadri del '600-'700 dove fa sfoggio di sé una tavola apparecchiata con finissime suppellettili.
Degna di nota è la Sala di Giuseppe Bazzani: vi si trovano sette grandi tele su episodi della vita di Alessandro Magno, dipinte dal grande artista mantovano in occasione della rappresentazione teatrale dell'"Alessandro alle Indie" del Metastasio, avvenuta nel 1738.
Emblematico e stupefacente è anche il Ciclo dello Zodiaco, affrescato da Giovan Maria Falconetto intorno al 1520: è ripartito in dodici scomparti ad ognuno dei quali viene associata una particolarissima lettura astrale con la rappresentazione di un mito classico.
Ha il sapore del tempo passato la rifornitissima cucina dove si trovano ancora raccolte di stampi, formine, piatti, pentolame e oggetti vari che hanno aiutato mani sapienti a preparare delizie per palati principeschi.

Castel s. Giorgio
Castel s. Giorgio Mantova Lombardia turismo

La costruzione della possente mole del Castello ebbe inizio nel 1395 a opera di Bartolino da Novara. Il Castello sorse in città e rappresenta una perfetta coniugazione tra necessità di creare una valida difesa e quella di manifestare la propria potenza.
Bartolino decise di far sorgere il Castello presso l'entrata del ponte per garantirne la sua protezione, per essere un punto di avvistamento sull'intero bacino lacustre e per diventare un rifugio sicuro in caso di sommosse interne ed esterne.
Il Castello è stato progettato a pianta quadra, con quattro torri angolari e controtorri che difendono le tre porte di ingresso munite di ponti levatoi.
Il Castello non fu adibito solo a scopo difensivo, ben presto cominciò a diventare parte integrante del più ampio Palazzo Ducale.
L'architetto fiorentino Luca Fancelli realizzò l'elegante portico rinascimentale che cinge il Castello sui due lati settentrionali che cingono il cortile del Castello di San Giorgio.