Destinazioni

Africa
America
Asia
Europa
Oceania

Appuntamenti

Italia
Europa

Attenzione!!!

Avvisi di sicurezza
Blacklist Europea degli aerei

Google
Benevento
Benevento Capoluogo del Sannio, fu eretto nel IV sec. a.C. in una zona gia abitata. Nel 275 a.C. i Romani ne avviarono l’importanza con la Via Appia per l’Oriente. Presa dai Goti nel 490 e conquistata da Totila nel 546, Benevento si riprese sotto il dominio dei Longobardi che ne fecero un potente Ducato estendendo la sua influenza a quasi tutta l’Italia Meridionale. Il Ducato Beneventano fu conteso tra la Chiesa e i Normanni, ambito invano sia dai Re di Napoli e sia da Napoleone. L’attuale centro abitato sorge a 135 metri d’altezza nelle valli dei fiumi Sabato e Calore, sul luogo della città osco-sannita.

Monumenti principali

Arco di traiano
Arco di traiano Benevento Campania turismo

L'Arco di Traiano è ad un solo fornice e fu eretto in Benevento per commemorare l'apertura della via Appia Traiana che accorciava il cammino da Roma a Brindisi.
Serrato in mezzo alle mura cittadine, l'Arco divenne una porta d'accesso alla città e per la sua imponenza fu chiamato Port'Aurea.
Il lato dell'Arco verso la città comprende opere e scene di pace e di benemerenze civili; quello verso la campagna scene militari o connesse all'attività dell'imperatore nelle province; le scene che ornano il fornice ricordano i rapporti dell'imperatore con la stessa città di Benevento.
Su ciascun pilone sono tre rilievi di cui uno sull'attico a lato dell'epigrafe commemorativa e due accanto al fornice, separati fra loro da bassi pannelli con vittorie tauroctone e figure amazzoniche; in quelli verso l'interno - dal basso in alto e da destra a sinistra - un "adventus" di Traiano; il suo accoglimento da parte del Senato, del Popolo romano e dell' "ordo equester"; Traiano al Foro boario, luogo tradizionale per l'annona del popolo romano; Traiano procede al dilectus italico; nuovo "adventus" di Traiano ed il suo accoglimento da parte della triade capitolina.
Nella facciata opposta, sempre dal basso in alto e da destra verso sinistra: la concessione della "civitas" ai veterani sistemati nelle colonie di confine; la "receptio" in fidem dei principi barbari; la deduzione delle colonie provinciali; il "dilectus provinciale"; la sottomissione della Dacia; l'omaggio delle divinità agresti provinciali. Sull'attico, come tutt'intorno, il fregio, ad altorilievo, raffigurante il trionfo dacico.
All'interno del fornice, a sinistra Traiano tra i littori in atto di sacrificare per la inaugurazione della Via Traiana, mentre il rilievo sulla destra ricorda "l'Institutio Alimentaria" con Traiano alla presenza di littori, di personificazioni di città italiche e di italici con bambini per mano e sulle spalle.

Duomo
Duomo Benevento Campania turismo

Il Duomo, di età longobarda consacrato nel 780 d.C. dal vescovo Davide, ampliato nel XII secolo in forme romaniche e molto danneggiato dai bombardamenti del '43, conserva oggi, quasi intatta, la facciata e il massiccio campanile del 1280 ornato da marmi romani, con due bifore gotiche e la Cripta impreziosita da importanti affreschi d'epoca , oggi sede del Museo Diocesano.
E' stata da poco restaurata la Porta di Bronzo, del XII secolo, costituita da 72 formelle raffiguranti scene della vita di Cristo e raffigurazione dei Vescovi Suffraganei.

Madonna delle grazie
Madonna delle grazie Benevento Campania turismo

La Basilica fu inaugurata nel giugno del 1839 da mons. Gioacchino Pecci, successivamente papa con il nome di Leone XIII e voluta per devozione a Maria SS delle Grazie a cui fu attribuito il merito di avere liberato Benevento dal colera. La Madonna delle Grazie è patrona del Sannio e viene commemorata il 2 luglio.
Il Tempio è preceduto da un pronao esastilo alla cui sommità si ergono a partire da destra, le statue di S. Antonio, S. Barbato, S. Francesco, S. Bartolomeo, S. Gennaro e S. Rocco e la scritta GRATIARVM MATRI CIVIVM VOTO DICATVM. Ancora più in alto si erge la statua della Madonna con Bambino.
Un portone ligneo fa da ingresso alla Basilica: si possono ammirare a sinistra, la statua di papa Benedetto XIII e a destra, quella di Leone XIII. All'interno della Basilica è presente una magnifica cupola che è centrale all'ideale croce greca; a destra e a sinistra tre altari per lato. Al centro, sull'altare maggiore, si può ammirare in tutta la sua bellezza la statua della Madonna delle Grazie attribuita a Giovanni da Nola.

Basilica di s. Bartolomeo

Lungo il Nuovo Corso Garibaldi, nei pressi di palazzo Collenea-Isernia, vi è la monumentale basilica di San Bartolomeo (secolo XVIII). La storia di questa chiesa è davvero tormentata. Essa è stata ricostruita tre volte: la sua edificazione originaria, nei pressi della Cattedrale di Benevento, è del XIV secolo; successivamente, nel 1688 e nel 1702, la basilica è stata distrutta dalla furia del terremoto. Nel 1729 una nuova solenne consacrazione restituisce la chiesa, ricostruita su progetto dell’architetto Filippo Raguzzini, alla città. La cerimonia di inaugurazione è presieduta da papa Orsini, che dona alla nuova basilica le spoglie di San Bartolomeo, uno degli Apostoli di Cristo.
Pur nella sua semplicità, la basilica di San Bartolomeo è considerata tra le chiese più belle di Benevento. Sulla facciata, l’unico resto della primitiva basilica è rappresentato da due frammenti marmorei in stile romanico raffiguranti gli Apostoli. Nella prima Cappella, a sinistra guardando l’altare, una tela del secolo XVII riproduce la Madonna del Rosario tra S. Domenico e S. Filippo Neri. La seconda Cappella a sinistra, eseguita dal Raguzzini, è detta anche di San Michele per via di una pregevole tela dedicata al Santo. Da ammirare le statue di San Francesco d'Assisi e San Francesco di Paola.
Nella prima cappella a destra si può vedere una tela di un anonimo del XVIII secolo che raffigura San Francesco e Sant’Antonio con il Bambino; in alto, San Domenico, San Filippo Neri e Sant’Ignazio. Nella seconda cappella, sempre a destra, si scorge un pregevole dipinto con le immagini di San Filippo Benizio e San Bartolomeo, attribuito al Solimena. Tra queste due cappelle vi è un altro bel quadro raffigurante Santo Stefano e San Michele Arcangelo. Le pareti laterali del coro sono occupate da due grandi tele che ritraggono, a sinistra, la richiesta del corpo di San Bartolomeo da parte dell'Imperatore Ottone III, di Giuseppe Castellano, a destra, la SS. Vergine circondata da una corona di Santi, di anonimo. In fondo all'abside è presente un elegante trono ligneo.

 
Teatro romano
Teatro romano Benevento Campania turismo

Per lo stato di conservazione e la grandiosità il Teatro Romano, insieme all'Arco di Traiano, è tra i monumenti che meglio rappresentano l'arte romana nel Sannio.
Costruito al tempo dell’Imperatore Adriano nel 130 d. C. e poi ancora rimaneggiato ai tempi di Comodo e Caracalla, tra il 200 e il 210 d.C., il Teatro di Benevento conserva proporzioni grandiose che ricordano quelle del Teatro Marcello a Roma, misura infatti circa 90 metri di diametro e poteva contenere fino a 10.000 spettatori. Del monumento è conservata, con numerose e non sempre distinguibili integrazioni, parte della scena, il vasto semicerchio della cavea, l'orchestra e il primo e parte del secondo dei tre ordini di 25 arcate che ne abbellivano l'esterno. La cavea semicircolare si congiunge all'estremità con la scena attraverso una facciata in laterizio con tre porte monumentali di cui sono ancora oggi visibili i piedritti, la struttura presenta grosse nicchie che probabilmente contenevano colossali statue di gladiatori.
Il Teatro Romano era naturalmente abbellito oltre che da bellissime statue anche da numerose decorazioni; alcuni affreschi sono ancora visibili nei pressi di quello che una volta era il camerino degli attori. All’esterno, della facciata dell'emiciclo resta solo l'ordine inferiore (il piano a livello stradale) costituito da arcate in pietra delimitate da colonne in stile tuscanico.
Le arcate comunicano con l'interno attraverso una serie di corridoi alternati a scale. Sul viale d'ingresso sono collocati alcuni mascheroni che avevano una funzione decorativa e ricordavano le maschere di cui facevano largo uso gli attori. Inoltre nella zona che circonda il teatro si suppone fossero ubicate una scuola di ballo, un'associazione di attori e di musicisti e una fabbrica di strumenti musicali.
Da notare sul retro della scena i resti di tre scale con numerosi frammenti di colonne e di trabeazioni che fanno ipotizzare un ulteriore ingresso che, anche se secondario per gli artisti, doveva essere di una qualche monumentalità. Il Teatro Romano di Benevento, oltre a poter essere visitato in quanto importante testimonianza dell’antichità, è riportato oggi alla sua originaria funzione ludica, ospitando numerosi spettacoli di danza, musica e teatro tra cui le rappresentazioni della "Città spettacolo".

Santa sofia
Santa sofia Benevento Campania turismo

La Chiesa fu portata a termine da Arechi II, Duca di Benevento, e fu inaugurata nel 762 d.C. perché raccogliesse le reliquie dei Santi protettori della gente longobarda.
L'interno del monumento, a pianta metà circolare e metà stellare, presenta due corridoi concentrici creati da pilastri e colonne che formano un esagono centrale e un decagono esterno e che reggono l'intera volta creando suggestivi giochi di luce e di ombre.
Il perimetro della chiesa di S.Sofia, tra le più ardite e fantasiose costruzioni dell'Alto Medioevo, ad eccezione delle tre absidi semicircolari, rientra in una circonferenza che ha un diametro di mt.23,50. L'altezza massima è di 8 metri.
All'interno delle absidi sono visibili consistenti tracce degli affreschi originali dell'VIII e IX secolo.
In quella di sinistra è raffigurata la storia dei San Giovanni Battista con l'Angelo che annuncia a Zaccaria la prossima nascita del figlio e San Zaccaria diventato muto per l'annuncio ricevuto.
In quella di destra è riprodotta l'Annunciazione a Maria e Visitazione di Santa Elisabetta alla Vergine.
Accanto alla Chiesa di S. Sofia Arechi fondò un Monastero di cui si conserva il bellissimo Chiostro ampliato nel XII secolo, scandito da raffinate quadrifore e una trifora con archi arabeggianti collocati su eleganti colonnine e che oggi ospita il Lapidario del Museo del Sannio.
Il Chiostro di S. Sofia si sviluppa su una pianta quasi quadrata con sedici pilastri tra i quali si aprono quindici quadrifore ed una trifora sormontate da archi a sesto ribassato poggianti su mensole. Gli archetti sono a ferro di cavallo.
Costruiti con tufo e mattoni, essi sono sorretti da colonnine di granito, alabastro o calcare poggiate su un basamento alto circa 50 cm e sormontate ciascuna da capitello e pulvino variamente scolpiti.
Sono 47 le colonnine, tutte diverse le une dalle altre, che corrono tutt'intorno al chiostro.

 

Musei

Museo del Sannio

Istituito nel 1873 dal Consiglio Provinciale di Benevento, il Museo del Sannio venne sistemato da Almerico Meomartini nella trecentesca Rocca dei Rettori Pontifici, cui in età rinascimentale si affiancò il Palazzo dei Governatori, sede della Provincia ed oggi in parte destinato anch'esso a funzioni mussali.
Il rapido incremento del partrimonio e delle attività di studio indussero l'ente proprietario ad acquistare nel 1928 il complesso monumentale dell'Abbazia di Santa Sofia, centro religioso e culturale benedettino di rilievo europeo dal secolo VIII - era stata allora fondata dal principe longobardo Arechi II presso il suo "Sacrum Palatium" -, soppressa poi durante il Principato di Talleyrand. Nella ex abbazia, a cura di Alfredo Zazo, fu trasferito il patrimonio archeologico, medioevale e artistico, mentre la Rocca rimase sede della Sezione Storica. Quella prima fase si concluse negli anni Cinquanta con il restauro dell'edificio sofiano, che fra l'altro riportò la Chiesa alle forme originarie, alterati da interventi barocchi dopo i terremoti del 1688 e del 1702.
Il principale itinerario di visita si snoda nel complesso museale sofiano. Esso muove dalla Chiesa di Santa Sofia (vi si accede dall'interno del Museo), audace invenzione di un anonimo architetto della corte longobarda, basato sull'anomala inserzione di un esagono di colonne romane di spoglio in un decagono di pilastri contornato dal perimetro murario per metà stellare e per metà circolare con tre absidi. Tracce di affreschi del secolo VIII, in diretto rapporto con la coeva cultura sbraco-armena e del vicino Oriente cristianizzato, completano l'interno della Chiesa, che la settecentesca facciata a spioventi ricurvi non lascia affatto prevedere.
La Sala di Iside presenta l'arredo sacro del Tempio d'Iside "Signora di Benevento", a tutt'oggi il più consistente nucleo di sculture egizie neoegizie mai rinvenuto fuori dall'Egitto. Seguono la Sala di Traiano con le statue dell'imperatore e di sua moglie Plotina; la Sala dei Gladiatori con metope raffiguranti scene di ludi circensi; la Sala della scultura sannitica di età romana con statue e ritratti in pietra di una società locale romanizzata solo in superficie, ma etnicamente individuata nei tratti somatici e nelle severe posture.
Al primo piano la Loggia dei Leoni e le Sale del Trecento indicano, con sculture ed elementi architettonici, gli ultimi raggiungimenti d'arte della città passata al papato alla metà del secolo XI. Dagli altri tre lati la Terrazza degli Stemmi ecclesiastici e nobiliari consente variate vedute del Chiostro. Cospicuo anche il successivo settore artistico: la Sala del Rinascimento dedicata in prevalenza al pittore beneventano Donato Piperno dai modi umbro-toscani; le Sale del Barocco che, con mobili, ceramiche, suppellettili e tele anche di maestri quali Luca Giordano, Carlo Maratta, Francesco Solimena, evocano interni di nobili dimore; la Sala dell'Ottocento dove spicca la personalità di Achille Vinelli, acquerellista ligure di cultura internazionale, attivo per un cinquantennio a Benevento e approdato da modi posillipisti ad un vedutismo consapevole delle prime immagini fotografiche; la Sala del Novecento dove artisti locali affiancano con dignità alcuni dei massimi esponenti dell'arte italiana ancora figurativa quali Corrado Cagli, Emilio Greco, Renato Guttuso, Francesco Messina.

 
 

Dove dormire

Hotel

Hotel Villa Traiano * * * *
Viale Dei Rettori, 9
Tel. 0824 326241 - FAX 0824 326196
Grand Hotel Italiano * * * *
Viale Principe di Napoli, 137
Tel. 0824 24111 - 0824 24923
President Hotel * * * *
Via Perasso, 1
Tel.0824 316715 - 0824 316716
Hotel DG Garden * * * *
Contrada San Chirico
Tel. & fax 0824 25331

Hotel De La Ville* * *
C.da Piano Cappelle
Tel. 0824 313787 - 0824 313796

Albergo Della Corte * *
Piazza Piano Di Corte, 11
Tel. 0824 54819

Albergo Genova *
V.le Principe di Napoli, 103
Tel. 0824 42926

 
 

Dove mangiare

Ristoranti

Ristorante Antica Cucina Pedicini
Piazza Bissolati,12 Tel. 0824 21731
Ristorante Ambrosino A.
C.da San Vitale Tel. 0824 335265
Ristorante Bar Italiano
Viale Principe di Napoli,12 Tel. 0824 24840
Ristorante La Pentolaccia
Via B. Camerario Tel. 0824 43931
Ristorante Le Vecchie Carrozze
C.da Piano Cappelle Tel. 0824 778115
Ristorante Locanda Delle Streghe
Via Manciotti,11 Tel.0824 29873
Ristorante Nunzia
Via Annunziata Tel. 0824 29431
Ristorante Pizzeria Al Vicoletto
Via P. De Caro, 15 Tel. 0824 47424
Ristorante Pizzeria Da Ruggiero
P.zza Matteotti Tel. 0824 29632
Ristorante Pizzeria Papavero Rosso
Via Pacevecchia Tel. 0824 53466
Ristorante Pizzeria Pino e Gina
Via Cassella, n.48 Tel. 0824 24947
Ristorante Pizzeria Rodolfo
Via A. Meomartini Tel. 0824 51761
Ristorante Pizzeria Samarcanda
V.le Principe di Napoli Tel. 0824 42160
Ristorante Pizzeria Traiano
Via G. Manciotti, 48 Tel. 0824 25013
Ristorante Pizzeria Villa Fontana
Via Della Lunigiana,8 Tel. 0824 63780
Ristorante Polvere di Stelle
Via A. Meomartini Tel. 0824 310049
Ristorante Teatro Gastronomico
Via Traiano, 65 Tel. 0824 54605
Trattoria Il Cinghiale
Via Annunziata, 19 Tel. 0824 50220