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Teramo
Incorniciata nello scenario del Gran Sasso e dei Monti della Laga, che snoda sullo sfondo della città una formidabile corona di cime e pareti, ma anche protesa verso lo splendido mare della sua costa, a poche decine di chilometri, Teramo è ricca di storia, di natura e di una vivace vita culturale.

Storia

Antichissima colonia fenicia, chiamata Pretut, meta delle migrazioni di varie popolazioni come i Piceni e i Sabini, spinti verso il sud, nel V secolo a.C, dalle aggressioni degli Umbri. La città fu poi conquistata da Roma, che la denominò Interamnia Praetutianorum (terra inter amnes, tra due fiumi), e collegata stabilmente ad essa, con la costruzione della via Salaria, e della più diretta via Cecilia, nel 117.
Durante l’impero di Augusto e di Adriano ebbe un rigoglioso sviluppo, di cui restano, sotto l’abitato medievale e moderno, varie vestigia (i templi, le terme, il teatro, l'anfiteatro, e altre strutture). Invasa a ondate dai Goti, dai Longobardi e dai Normanni, Interamnia ebbe un ritorno di splendore nel periodo angioino, intorno alla metà del dodicesimo secolo, assumendo il nome di Teramum. Del medioevo teramano restano importanti testimonianze: il portale e il campanile del Duomo, i portici, le stupende chiese di S. Antonio (l’antica S. Francesco) e S. Domenico.
Fu poi facile preda di avventurieri, come Braccio da Montone e gli Acquaviva, che approfittarono anche delle secolari e violentissime lotte intestine tra le opposte fazioni; una originale testimonianza di questo periodo è la “lapide delle male lingue”, conservata presso la Biblioteca Provinciale, che ritrae due teste che si fronteggiano mostrandosi le lingue, trapassate dalle punte di un compasso.

Monumenti principali

Duomo
Duomo teramo abruzzo turismo

La Cattedrale è il monumento più insigne della città. Dedicata a Santa Maria Assunta e a S. Berardo, costituisce un'importante testimonianza di architettura medioevale. L'edificio fu costruito in epoche diverse.
Iniziato nel 1158, fu fatta allungare nei primi anni del trecento da Niccolò degli Arcioni; dalla seconda metà del 400 fino agli anni trenta di questo secolo la cattedrale fu oggetto di svariati interventi, arricchimenti seguiti a ripensamenti che ne cambiarono di volta in volta l'aspetto lasciando sempre un'impronta, spesso una traccia delle mode architettoniche imperanti; così, per esempio la facciata risulta stranamente composita, come dicevamo, frutto di due volontà, quella verticale e quella orizzontale.
Il romanico, della parte inferiore duecentesca e la parte rialzata con mattoni a spina si pesce conclusa da merlatura Ghibellina trecentesca; il portone di Diodado Romano risale al 1332 ma fu sicuramente modificato nella seconda metà del 400 quando vennero aggiunte l'alta ghimberga e le guglie.
Sulle colonnine esterne al portale sono poggiate le statue dell'Annunciata e dell'Angelo annunziante, opere di Nicola Da Guardiagrele; ai lati del timpano gotico due edicole, anch'esse a forma di guglia, racchiudono le statue del Battista e di San Berardo; un bel finestrone tondo è racchiuso nel timpano triangolare e sostiene un'altra edicola con il Redentore che benedice.
Nell'architrave lo stemma del vescovo Niccolò degli Arcioni affiancato, a sinistra da quello di Teramo e, a destra da quello di Atri. A destra della chiesa il campanile costruito a più riprese a partire dalla seconda metà del XII secolo.
L'interno a tre navate divise da colonne e pilastri con archi a tutto sesto trae luce da lunghe monofore ricavate nei muri dalla navata mediana; il soffitto, a travature scoperte è ornato da antichi motivi; ogni campata conserva gli stemmi nei vari canonici che contribuirono alla ricostruzione. Sul fondo della navata centrale l'arco trionfale con il busto in bronzo del vescovo Micozzi e le stazioni della Via Crucis sono opera di Ulderico Conti.

 
Teatro romano
Teatro romano teramo abruzzo turismo

Il Teatro Romano, costruito in età Agustea (30-20 a.C.), nonostante le ripetute manomissioni, risulta il più interessante e il meglio conservato tra i Teatri del Piceno. I resti del Teatro, a 3 metri e mezzo sotto il piano stradale lasciano intuire l'ampiezza della struttura, infatti, l'insieme delle gradinate riservate al pubblico - costruite in travertino e poggiate su venti arcate - poteva ospitare tremila spettatori, due di queste arcate sono ancora visibili. Nel medioevo, sia il Teatro che l'Anfiteatro furono letteralmente saccheggiati e con gran parte del materiale ricavato furono costruite mura di case e parti dell'attuale Cattedrale

 

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